Crema e cioccolato

Morire di droga, un’emergenza spesso dimenticata

MORTA a 16 anni, trovata in uno dei padiglioni abbandonati dell’ex ospedale Forlanini, in zona Portuense a Roma per un’overdose di eroina. Era da tempo che simili notizie non trovavano spazio sui giornali, in realtà sono sempre di più i giovani che, purtroppo, fanno uso di droghe e rimangono vittime di esse. Forse dovremmo ricominciare a urlare con forza che lo sballo uccide e che non si può morire a 16 anni. Gianni V., Milano

IN ITALIA la “droga” ha avuto una fase epidemica (anni ’70) che ha prodotto un’ondata, spesso dimenticata, di morti che hanno decimato intere generazioni, quando ancora non esistevano trattamenti (almeno in Italia, dove i trattamenti organizzati arrivano nei tardi anni ’80). Da allora l’eroina fa meno paura, perché diviene meno mortale, e la dipendenza curabile. Tuttavia, la differenza tra i risultati possibili e quelli abituali è ancora impressionante. La morte per overdose di Sara, la ragazza romana, non deve stupire, perché innanzitutto l’eroina non è mai stata in diminuzione (in termini di nuovi casi), e in secondo luogo perché purtroppo, se da una parte le cure sono efficaci, spesso sono interrotte, o praticate in maniera non ottimale. Nonostante il mercato stia diventando via via più eterogeneo, l’eroina continua a rimanere la prima causa di morte per overdose in Europa. Insomma, anche se a volte i giornali non ne parlano più, c’è sempre e comunque un’emergenza droga che serpeggia sotterranea per le cittàlaura.fasano@ilgiorno.net

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