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Affari di famiglia

Ecco come oggi si diventa poveri (molto) in fretta

ATTENZIONE perchè oggi non parliamo di un senso unico e neanche di altalene rotte. Parliamo di vite sospese fra la povertà e l’indigenza, fra la strada e un tetto sempre più difficile da tenere sulla testa, insomma raccontiamo una delle molte storie che affollano le cronache di questi tempi. «Io mi tolgo la vita - dice al telefono Concetta - Non ce la faccio più». Concetta Lo Conte ha 59 anni, tre figli che già faticano a sopravvivere fra mutui e casse integrazioni, e un ex marito con cui non ha più rapporti. Fino a settembre lavorava per una ditta di vini, poi fine delle trasmissioni. Disoccupata. Qualche lavoretto, l’aiuto dei figli, e un affitto sempre più pesante. Già, l’affitto. Scopriamo che la signora vive in una stanza di un mini appartamento della casa albergo delle Poste: 380 euro a testa, ovvero 760 euro al mese per due stanze non nel centro di Firenze ma a Torri a Cintoia, piena periferia. «Sono indietro di 800 euro e mi hanno detto che venerdì mi cambiano la serratura, dove vado? Non posso continuare a gravare sui figli». Cominciamo a informarci. E scopriamo che le case in cui lei abita sono state edificate a scopo sociale (edilizia popolare), che in realtà le Poste non sembrano aver rispettato questa funzione, e che l’ex assessore al patrimonio Fantoni aveva già girato all’avvocatura e alla polizia municipale l’incarico di fare verifiche. Come è finita l’indagine? Ed è possibile che in una casa popolare si paghi 800 euro al mese per due stanze? E che al primo ritardo scatti il cambio della serratura?
Ci rivolgiamo alla Gesta, società di Treviso a cui le Poste hanno dato in gestione gli appartamenti. Al terzo tentativo risponde un dirigente che ascolta, nega che ci sia stato un ordine di sfratto coatto, prende anzi atto delle difficoltà della signora e congela il tutto. Ma perchè questo semplice atto di buon senso non era stato fatto prima, rispondendo per esempio alle sollecitazioni del Comune e degli assistenti sociali che già seguono il caso della signora (come di tanti altri nuovi clienti e nuovi poveri gettati nella disperazione dalla crisi)?. Mistero. E ora la parola passa alle Poste Italiane: qual è il vostro obiettivo? E ai possibili benefattori: chi vuole aiutare Concetta a ritrovare un lavoro? Potete contattarci all'indirizzo geraldina.fiechter@lanazione.net

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