Affari di famiglia

Tre mesi senza scuola, e per le famiglie comincia la prova di sopravvivenza

Sono iniziate le vacanze scolastiche e per la mia famiglia (ho tre figli) sono ricominciati i problemi che ogni estate dobbiamo affrontare: come arrivare in fondo alle sedici settimane di chiusura delle scuole non avendo nonni a disposizione, guadagnando due miseri stipendi e avendo (io e mio marito) due settimane di ferie a testa. I politici dicono tutti che le famiglie vanno aiutate, ma allora perché non cominciano lasciandoci meno soli durante l'estate e accorciando le vacanze delle scuole?

Paola C.

Grazie per la lunga lettera (che qui sintetizziamo) e per l'umorismo con cui elenca tutte le possibili ipotesi di sopravvivenza. Lei e suo marito potreste fare le ferie a turno, ci spiega, ma si arriva a quattro settimane. E le altre dodici? E le vacanze tutti insieme? Potreste consegnare i tre pargoli ai vari centri o campi estivi, ma prosciughereste il conto familiare e quindi addio villeggiatura. Non resta che continuare con le staffette casa-lavoro, qualche congedo parentale, qualche mano tesa di altri genitori e amici, in attesa che la più grande (otto anni) sia in grado di badare agli altri due. E nessuno ma proprio nessuno e' riuscito fino a ora a spiegarci perché le scuole pubbliche debbano stare chiuse per oltre tre mesi. Come se il mondo fosse fermo alla civiltà contadina, quando le famiglie comprendevano fratelli nonni cugine e zii, le donne stavano a casa e i bambini crescevano nelle aie o nei cortili. Certo che i bambini o i ragazzi hanno bisogno di pause, ma perché non distribuirle meglio durante l'anno come fanno tutti i Paesi civili? E perché non tenere comunque aperte le scuole per attività che (finalmente) prescindano dalla prestazione scolastica e che conducano i nostri figli verso altre forme di conoscenza, volontariato incluso? Prima o poi le amministrazioni e i governi si dovranno interrogare, su questo stravagante calendario italiano. E chiedersi se questa lunga sospensione estiva non sia una delle più grandi discriminazioni fra chi ha i mezzi per sfruttarla al meglio e chi invece conta i giorni sperando solo di arrivare vivo all'autunno.

Scrivere a affaridifamiglia@lanazione.net

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