Due anni dopo, Valentino Rossi torna in Estremo Oriente. E alla Yamaha. Finito il sogno Ducati, finito il brivido del pilota, del numero uno italiano che voleva e doveva vincere sulla moto italiana. Peccato, ma poteva succedere.
C'era anche questo nella scommessona che Rossi e la Ducati avevano deciso di fare insieme. Di credere uno nell'altra, di pensare che, nel Motomondiale, uno più uno fa sempre e comunque due. Ma non era e non è stato così. Le loro strade si separeranno, senza litigi in pubblico e anzi in sintonia (forse quella che non c'è mai stata in pista), nel giorno di Ferragosto. E poco importa se il Mondiale 2012 è ancora lungo da cavalcare. Andare avanti facendo finta di niente sarebbe stato solo un modo (sbagliato) di convinvere a nervi tesi. Di forzare una realtà ormai consunta.
La storia ora dovrà già occuparsi di altre situazioni. E gli interrogativi di questa puntata sono due: Rossi in Yamaha tornerà a vincere, a dettare legge e a cancellare le ombre delle ultime due stagioni? Quesito numero due: chi merita di prendere in dote la Desmosedici di Valentino?