La Biblioteca

Sotto gli slogan, niente

Prima o poi doveva succedere. Non puoi, infatti, specie se sostieni di essere il primo partito, fare a meno di una leadership certificata. E visto che Grillo pare stia attraversando un periodo un po’, diciamo, spleen, ecco che, per la prima volta e crediamo in esclusiva mondiale, arriva in tv, dalla Gruber, nientepopodimeno che Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio associati e figlio dello scomparso Gianroberto (che domani sarà celebrato laddove cominciò la sua carriera, in quell’Ivrea di Olivetti). Insomma, ci vogliono i contenuti oltre gli slogan, pensava (sperava?) qualcuno alla vigilia. Niente più Parlamenti «da aprire come una scatoletta», niente urla belluine di «onestà! onestà!», tema peraltro delicatino in questo periodo anche per i draghi della Rete.

Davide è uno serio. Non ride mai. Accenna solo sorrisi. Il problema è che in Casaleggio jr è tutto un accenno. Accenna ai progetti. Quali? Il «reddito di cittadinanza». Un attimo: ci pare di averlo già sentito. Passiamo al prossimo: togliere le pensioni d’oro. D’oro quanto? Non lo potete chiedere a me, argomenta Casaleggio, ci sono gli esperti. Ah, gli esperti. Eppoi, stiamo già lavorando sodo, sostiene. Perché i concetti di neoliberismo e socialdemocrazia sono superati. Perché «io ho votato a destra e a sinistra, ma non vi dico chi» (mancava solo il «non sono né giallo né verde né turchino» e il quadro era completo). No, decisamente Casaleggio jr non trascina folle, non infiamma. Come invece fa Beppe quando ne ha voglia. Dubbio atroce: e allora che cosa ci sarà mai dietro il palcoscenico? Vedremo. A proposito: parlerà anche uno speleologo. Della serie: le vanno a cercare sotto terra.

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