Otto priorità per la crescita. E due firme (di peso) mancanti. Le otto priorità sono quelle indicate dai leader di 12 paesi europei in una lettera al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ed al presidente della Commissione Jose Manuel Durao Barroso.
1) Sviluppare e completare e il mercato interno europeo, in particolare nel settore dei servizi,
2) Creare un vero mercato unico digitale entro il 2015
3) Attuare l’impegno a realizzare un mercato unico dell’energia, effettivo ed efficace, entro il 2014.
4) Creare un’Area europea della ricerca
5) Allargare al livello mondiale l’apertura del mercato, attraverso gli accordi commerciali internazionali.
6) Ridurre gli oneri amministrativi della regolamentazione Ue che pesano sulle imprese.
7) Promuovere un mercato del lavoro ben funzionante, che crei opportunità di impiego e livelli più alti di partecipazione per giovani, donne e lavoratori anziani.
8) Costruire «un settore finanziario robusto, dinamico e competitivo, che crei posti di lavoro e fornisca sostegno vitale ai cittadini e alle imprese». In particolare, si legge nella lettera andrebbero «ridotte le garanzie implicite destinate a salvare sempre le banche, che distorcono il mercato unico».
La lettera è stata promossa da Itaila, Olanda e Gran Bretagna. I firmatari sono David Cameron (Gb), Mark Rutte (Olanda), Mario Monti (Italia), Andrus Ansip Estonia), Valdis Dombrovskis (lituania), Jyrki Katainen (Finlandia), Taoiseach Enda Kenny (Irlanda), Petr Necas (Repubblica Ceca, Iveta Radicova (Slovacchia), Mariano Rajoy (Spagna), Fredrik Reinfeldt (Polonia) e Donald Tusk (Svezia).
Mancano all’appello Germania e Francia. Il nostro ministro per le politiche europee, Enzo Moavero ha detto che la lettera per stimolare la crescita economica non deve essere «vissuta» come se fosse in «competizione» con la recente lettera congiunta inviata alla Ue dai governi di Francia e Germania.
Divisi alla meta, ancora una volta.