Tasse, Obama’s version: riduzione dal 35 al 28% dell’aliquota massima pagata dalle aziende (il25% per le imprese manifatturiere). Taglio bilanciato dall’eliminazioni di una serie di deduzioni e da un aumento delle tasse sui profitti, in particolare quelli realizzati all’estero per
scoraggiare «giochi contabili che spostano i profitti fuori dal Paese». Non tutte le imprese, però, pagano effettivamente il 35% di contributi allo Stato. Almeno 115 delle 500 società quotate all’indice S&P, per esempio, versano nelle casse pubbliche meno del 20%.
I punti fondamentali della riforma annunciata sono questi:
1) Semplificazioni e più contribuenti: eliminare spese e cavilli costosi. I risparmi alla riduzione delle tasse sulle imprese al 28%. E pagare le tasse dovrà essere più semplice.
2) Manifattura, first. I risparmi dalla revisione delle deduzioni per le aziende del manifattutiero dovrebbero ridurre le imposte sulle manifatture al 25%. E incentivare ricerca, sviluppo ed energia pulita.
3) Lotta ai profitti all’estero. La riforma prevede una tassa minima sugli utili esteri.
A prima vista, in un mondo colpito da un morbo, quello della finanza tossica, tenuto in incubatrice negli Stati Uniti, sembra più che ragionevole una proposta che privilegi la manifattura. A prima vista il calo delle tasse sulle imprese dovrebbe favorire la crescita come nei migliori auspici di Washington. Ma va considerato che non tutte le imprese pagano effettivamente il 35% di contributi allo Stato. Almeno 115 delle 500 società quotate all’indice S&P, per esempio, versano nelle casse pubbliche meno del 20%. In realtà, per loro, si tratterebbe di un inasprimento. Un’altra perplessità riguarda l’impatto possibile sui conti pubblici: secondo Obama la riforma non inciderà sul disavanzo. E poi c’è un dato filosofico: la corporate America può permettersi di mirare sulle multinazionali e sul mondo di Wall Street che della sua ricchezza sono una parte importante di motore? Dibattito tutto americano, quella di Obama — così come accadde per la riforma sanitaria — assomiglia molto a una riforma all’europea, non a stelle e strisce. Se non la prendono oltre Atlantico, potremmo adottarla su questa sponda.
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