Il lato €

Tweet di vita, economia e frasi fatte

di Paolo Giacomin

Doccia fredda a Francoforte

Cronaca

2 agosto 2012
Doccia fredda a Francoforte. La difesa a spada tratta dell’euro ad opera di Mario Draghi non conta nulla di fronte a due dati: non tocca alla Bce dare la licenza bancaria al fondo salvastati permanente, ma agli Stati membri dell’eurozona. Di misure concrete se ne parla le prossime settimane. Mercati gelati: borse a picco, spread alle stelle. Hanno vinto i falchi? Di certo Draghi ha evitato di dare la spallata, di aggiungere altre spaccature a un'Europa già troppo spaccata.  E ha chiamato in causa la politica. Parole forti, insomma, ma azioni zero (per ora). Sarà durissima, ma alcune riflessioni si impongono. Non era forse troppo ingenuo pensare che un banchiere centrale annunciasse quali armi intende utilizzare contro la speculazione in una conferenza stampa? Di solito i banchieri centrali agiscono prima e parlano poi. Ma è anche vero che questi non sono tempi normali. La seconda riflessione riguarda la lotta tra falchi e colombe: se Draghi avesse portato l'oggettiva divisione a uno strappo avrebbe provocato un guasto che avrebbe indebolito sia la Bce sia l'eurozona, ma avrebbe anche costretto la Merkel ad assumere posizioni ancora più dure. Ecco, se così fosse, quello di oggi potrebbe essere il prezzo di una sorta di armistizio dal quale ripartire per salvare il salvabile. Draghi, insomma,  ha scelto di non scontrarsi con la Bundesbank. Ovviamente questo è solo un pizzico di ottimismo, difficilmente giustificabile con i dati di mercato di oggi. Ma non guasta mai.

 
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