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Capello ct Russia: e Putin chiese consiglio a Berlusconi

Fabio Capello è il nuovo commissario tecnico della Russia. Contratto biennale, obiettivo: i mondiali di Brasile 2014.

Sessantasei anni, pluridecorato con il Milan, la Roma, la Juve, il Real Madrid, primo italiano a guidare l’Inghilterra (nel 2010, in Sudafrica, venne fatto fuori anche  a causa del gol regolare negato a Lampard contro la Germania; nel 2012, si è dimesso dopo avere centrato la qualificazione all’Europeo), il signore di Pieris si rimette in gioco a modo suo, sapendo che il gioco vale la candela. Anche sotto l’aspetto squisitamente pecuniario: 12 milioni di euro netti in due anni. Fabio deve ricostruire la Nazionale capitanata da Arshavin, uscita a pezzi dalla spedizione polacco-ucraina.

La Russia organizzerà i Mondiali 2018: per cominciare la marcia di avvicinamento, si affida a uno dei più prestigiosi rappresentanti della migliore scuola tecnica mondiale che in questi anni ha dimostrato tutto il suo valore: Zaccheroni campione d’Asia con il Giappone; Spalletti campione di Russia con lo Zenit; Mancini campione d’Inghilterra con il Manchester City;  Ancelotti vicecampione di Francia con il Psg che sta costruendo uno squadrone; Giovanni Trapattoni, ct dell’Irlanda che ha riportato agli Europei dopo 24 anni di assenza. Senza dimenticare Marcello Lippi, capolista del campionato cinese con il Ghuanzou Evergrande.

Capello tiene fede alla sua fama di uomo che ama le sfide: manager fininvestiano e  dirigente dell’allora Polisportva Mediolanum a metà degli Anni Ottanta; sostituto di Liedholm il tempo necessario per portare i rossoneri in Coppa Uefa, ritornare dietro una scrivania e rimpiazzare Sacchi nel ’91 costruendo il Milan degli Invincibili; primo  italiano a guidare il Real e a vincere la Liga; campione d’Italia con la Roma e  con la Juve; di nuovo campione di Spagna con la Casa Blanca. Poi l’Inghilterra, adesso la Russia.

Un’autorevole fonte moscovita assicura che la scelta di Capello fra 13 candidati sia stata benedetta da Vladimir Putin il quale ha anche chiesto ulteriori referenze all’amico Silvio Berlusconi, grande estimatore del tecnico.

Il Cavaliere vive un momento certamente contraddittorio in ambito sportivo. Molti milanisti sono furibondi con il Cavaliere per avere ceduto Thiago Silva e Ibrahimovic al Psg, dopo avere promesso che mai e poi mai li avrebbe venduti. Uno dei pochi che calcisticamente gli dà ascolto, sta in Russia. Vorrà dire qualcosa?

Xavier Jacobelli