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Perchè adesso l’Inter è più forte grazie ai soci cinesi

 

L’ingresso nel club dei cinesi  di China Railway Construction Corporation (Crcc) e di Qsl Sports Limited sigilla un’operazione che non è soltanto di rilevante portata economica (55 milioni di euro per l’acquisto del 15% del pacchetto azionario, percentuale destinata a crescere nel tempo sino al 40%; costruzione del nuovo stadio di proprietà entro il 2017), ma lancia un segnale fortissimo all”intero calcio italiano, nel momento in cui rischia un forte ridimensionamento a causa della pessima congiuntura economica.

Per capire l’importanza dell’operazione firmata da Moratti, bisogna dare i numeri. Il petroliere ha acquistato l’Inter da Ivanoe Fraizzoli il 18 febbraio 1995. Da allora, Moratti ha speso 1.160 milioni di euro, non ha mai chiuso un bilancio in attivo (il deficit più pesante è stato registrato nella stagione 2006-2007: 207 milioni di euro) e le perdite aggregate del club hanno raggiunto la cifra di 1.326 milioni di euro. Il monte-ingaggi nel 2011 ha sfiorato i 190 milioni di euro, incidendo nella misura dell’88% sul fatturato.

 L’arrivo dei cinesi è provvidenziale: non soltanto per il segnale di fiducia di un investitore straniero lanciato al mercato italiano e internazionale, per i capitali freschi iniettati nell’Inter, per il progetto stadio, d’importanza capitale in chiave futura. La presenza di Qsl Sport ltd garantisce un’ulteriore spinta alla commercializzazione del marchio nerazzurro in Asia dove la sua popolarità è in crescita esponenziale: in Cina, in Giappone, in Indonesia, in Malesia, a Singapore.

 C’è di più: non è un caso che l’annuncio dell’ingresso dei cinesi sia stato dato lo stesso  giorno in cui Branca è partito per il Brasile, in missione per Lucas.Che il San Paolo continua a valutare una cifra folle: 38 milioni di euro. Tanto che il Manchester United si è ritirato dalla corsa al diciannovenne talento del San Paolo. Ma, adesso, l’Inter cinese è più forte. E, da sottoporre all’attenzione dei brasiliani, ha nuovi, interessanti argomenti. Made in China.

 

Xavier Jacobelli