Quando l’Italia capirà che il turismo è la sua salvezza economica?
L'Irlanda ha triplicato il suo Pil sviluppando al massimo il turismo e, per quanto affasciante e deliziosa coi suoi castelli, il trifoglio, San Patrizio e le birrerie di Dublino, l'isola color Smeraldo non è ai primi posti nell'immaginario collettivo in fatto di vacanze. L'Italia invece è considerata il best. In tutto il mondo, gli occhi della gente si illuminano quando sentono parlare dell'Italia e sospirano: "bellissima, ma tanto cara". E così lo "Stivale" che potrebbe decuplicare il suo Pil e risolvere molti dei suoi problemi economici e occupazionali (l'Irlanda giocando tutte le carte possibili e immaginabili sul turismo è riuscita a far scendere al 5% la disoccupazione dei suoi giovani) continua a perdere tempo prezioso , a pensare di costruire industrie nel nostro meridione e resta al quinto posto in fatto di arrivi di turisti. mentre potrebbe essere al primo posto. Non è che le spiagge della Tunisia (con tutto il rispetto) siano migliori di quelle della Sicilia. Eppure la Tunisia sta investendo moltissimo, mentre da noi tutto cammina al rallentatore. La stagione estiva è dietro l'angolo, ma l'Italia non è pronta strutturalmente. E' vero ci sono singoli imprenditori che si danno da fare, ma occorre una rete per essere forti e penetrare sui mercati stranieri dove c'è la voglia di venire a fare le vacanze da noi. Ma finchè Pompei sarà più simile a una pattumiera a cielo aperto che a un sito archeologico di tutto rispetto, finchè per un ombrellone e due sdraio si pagheranno 25 euro al giorno, finchè gli albergatori continuieranno a far pagare il supplemento singolo (una ingiustizia terribile per i single) allora non solo gli stranieri cercheranno altre mete, ma anche gli italiani continueranno a fuggire in Tunisia o nel Mar Rosso dove la vacanza costa la metà e si sta meglio il doppio.
