Oro svizzero, argento olandese e bronzo irlandese.
Un solo errore, l'unico di questa Olimpiade, ma è bastato a mettere il grande Nick Skelton al 5° posto nella finale individuale di salto, assieme al connazionale Brash e al messicano Michan. Quarto l'energico e coraggioso saudita Kamal Bahamdan (un po' decisionista con la sua Noblesse de Tesse, ma evidentemente in modo niente affatto sgarbato per la finissima cavalla francese) che nell'uscita dal campo ha generosamente e affettuosamente ringraziato la sua SF e per i primi tre posti un vero e proprio duello all'ultimo salto.
Imperativo Steve Guerdat che mette a segno un percorso impeccabile ed è indiscutibile oro, poi spareggio tra Schroder e O'Connor per giocarsi le altre due medaglie: l'olandese con il bel sauro London (nemo profeta in patria) rifinisce un netto velocissimo, l'irlandese O'Connor che potrebbe anche amministrare con borghese prudenza i secondi a sua disposizione non ci sta a fare una gara tattica e sfodera una serie di salti con il coltello tra i denti, alla faccia delle opportunità calcolate.
Sbaglia l'ultimo ostacolo, quattro penalità che gli riservano il gradino del bronzo ma la bellezza di questa vis sportiva gli regala la soddisfazione di averci provato fino in fondo senza risparmio, l'applauso corale di un pubblico generoso, correttissimo e riconoscente e gli si stampa in faccia un bel sorriso, che si è riuscito a divertire anche senza vincere l'argento.
Bellissima finale, bellissimo pubblico che in caso di errore accentava con gli stessi "ooooh" di disappunto sia i percorsi british che quelli del resto del mondo. Peccato solo non ci fosse uno straccio di italiano in campo, roba da sentirsi stranieri nella patria dell'equitazione.
Va bene, ho finito anche (quasi) tutte le magliette....le stirerò domani con la Kur!
