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Cavalli e altri amici

Ferri, cous-cous e buona fortuna.

Ieri  mi sono fermata a prendere un pasto volante in una piccola rosticceria di Modena, in via Carteria. Era un po' che volevo farlo - non solo per l'aspetto invitante di quello che vedevo preparato ma anche per il nome del posto: Rosticceria della Gioia.

Gia' solo per questo ero  ben disposta ma la delizia del cous-cous che mi sono portata via non ha fatto altro che confermare tutte le mie aspettative (e le melanzane ripiene....mmmmh).

Ma la ciliegina sulla torta - al cocco, gentile omaggio del gestore di origine egiziana, Nasser, assieme a un bicchiere di the' verde dolce e profumato - e' stato il ferro di cavallo appeso al posto d'onore, dietro la cassa: che non era mica un ferro qualsiasi ma un ferro (ovviamente!) egiziano.

Nasser e' stato cosi gentile da lasciarmelo fotografare e guardare a mio piacimento - avete visto come e' fatto strano? vengono chiamati ferri a slitta perche' nel deserto, per non fare affondare i piedi dei cavalli nella sabbia (e stirarne di conseguenza i tendini) li forgiano a questo modo: larghissimi, con le branche lunghe che tendono quai a raggiungersi dietro per offrire un appoggio solido.

Per la cronaca:  anche in Egito i ferri di cavallo portano fortuna, e Nasser chiacchierando ha detto "Vorrei tanto che mia figlia imparasse ad andare a cavallo, è importante". Prossima volta gli chiedo come mai secondo lui è importante, inutile dire che sono dello stesso parere ma è così bello capire anche le ragioni altrui; e poi devo assaggiare anche la tajine, che aveva un aspetto magnifico.

 

 

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