Seni rifatti, dov’è l’inganno nelle protesi al silicone

Curiosità

22 dicembre 2011
Perché le protesi al seno della ditta francese nell’occhio del ciclone sono risultate di qualità scadente e pericolose? La risposta è lapidaria: un fabbricante senza scrupoli ha venduto migliaia di mammelle posticce riempite con silicone  liquido,  più o meno la stessa miscela colloidale usata dagli  idraulici per sigillare i lavandini. Sarebbe come come condire l’insalata con l’olio dei freni. E giustamente il Consiglio superiore di Sanità annuncia che si farà carico degli interventi che si renderanno necessari per curare le donne che si ritrovano con una protesi Pip (Poly Implants Prosthesis) al bando in Italia da un anno e mezzo. Ad aggravare il rischio per la salute delle donne sottoposte a mastopessi è la fragilità della protesi, che statisticamente si rompe più facilmente avendo una guaina sottile come la pelle di un salsicciotto. Va a finire che le donne (più di tremila, si stima, le tette rifatte  in Italia con quella sottomarca) si ritrovano in petto una specie di mina vagante: se si rompe l’involucro (come purtroppo è accaduto)  il silicone liquido cola attraverso le fibre muscolari,  provocando dolori lancinanti, infiammazioni, granulomi e deformazioni (un’immagine per tutte, il viso gonfio  e tumefatto dell’attrice Laura Antonelli, per  una reazione avversa da silicone liquido, la stessa che si verifica a livello di  ghiandola mammaria). Come difendersi? Il chirurgo plastico Marco Gasparotti raccomanda, nel dubbio, di eseguire una ecografia di controllo. Il ministro della salute, Renato Balduzzi, invita a rivolgersi al proprio medico per accertarsi del tipo di protesi installata. La parola magica è gel di silicone coesivo. Provate a lanciare queste parole chiave su un motore di ricerca e vedrete il mercato della bellezza: prezzi, modelli e confronti tra prodotti di qualità e surrogati, dai cinquemila euro in su. Dunque, dicevamo, anche il Consiglio superiore di Sanità sottolinea che oggi in Europa la sostanza maggiormente usata per produrre protesi sicure è il gel di silicone coesivo, che non si espande nemmemo in caso di rottura, ma ricordiamo che tutte le protesi sono pur sempre dei corpi estranei. In altri termini, per rifare il seno affidatevi a chirurghi plastici, richiedete i prodotti migliori sul mercato e la «tracciabilità» della protesi, per risalire in qualunque momento al fabbricante e avere informazioni sul materiale utilizzato. Un auspicio? «Sarebbe necessario accelerare l’istituzione del registro delle protesi in Italia» afferma Nicolò Scuderi, docente di chirurgia plastica alla Sapienza. Diverso il discorso sul rischio di sviluppare noduli patologici al seno: non è stato accertato alcun nesso tra protesi e aumento di incidenza del tumore mammario. Meno male, almeno su questo possiamo stare tranquilli.


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2013 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP