Road Map

Sanremo 2014, le pagelle: Festivalcimitero e i giovani dopo mezzanotte

Terza serata, terze pagelle. Il Festival di Sanremo è arrivato al giro di boa, tutti i cantanti si sono esibiti. E inevitabili arrivano le pagelle. Ironiche, è bene ricordarlo. Social network, gruppo di ascolto: dietro queste pagelle c'è tanto impegno. Nessuno si offenda, quindi. Si gioca, si scherza. Suvvia.

Sulla scorta di Nimby, Not in my backyard - cioè "non nel mio giardino" - inauguriamo la rubtrica "NimI": Not in my Ipod. Tradotto: questi non li ascolterei neanche se mi legassero.

 Raphael Gualazzi e l'uomo ragno. Ok, Bloody Sunday è un figo spaziale, gran progetto musicale, incredibilmente innovativo (così accontento i sofisticatori che devono tirarsela), però per suonare serviva proprio lui? Sarà mica una velatissima mossa commerciale? Che se fosse così andrebbe pure bene, ma commerciale di cosa che ti apparenti con Gualazzi? Bloody, dammi retta: cambia agente. Voto 3.
Frankie Hi Nrg: non ce la fai, Franceschino. A convincerci che puoi fare rap, hip hop o qualsiasi tipo di musica giovane non riesci. Quindi riprendi la tua valigetta da rappresentante e Pedala. Voto 4.
Francesco Sarcina: "Vieni daaa meee". No, non è un invito: è che tutto sembra uguale. Allora, tanto vale ascoltarsi le Vibrazioni originali. Frà, il look da uomo lupo non basta. Voto 3.5.
Riccardo Sinigallia: voto 5. Sei bravo, artistoide tormentato, un po' riservato. Ci sta tutto, per carità. Ma tutta sta voglia di essere obbligatoriamente impegnato alla Tiromancino non la sopporto. Non nel 2014, non a Sanremo dai. Per favore. Un pochino di leggerezza, ogni tanto. Ricky, provaci. Nel mondo ci sono già Borghezio, Nicole Minetti, Maria Nazionale e Studio Aperto a farci arrabbiare.
Giovani come se piovesse. Dopo mezzanotte. Prima ci sono la sindone, il triceratopo, Omero e anche Murolo. No non vivo, non sia mai: rigorosamente da salma. Dopo una giornata di lavoro impegnativa loro sì che sanno come farti venir voglia di inciampare per sbaglio sotto le ruote di un tir in tangenziale. Grazie Arbore. Ah, la pacchianata napoletana di Arbore: voto iammebbelluagliò.
La tempistica con cui ogni santa sera si riesce ad essere in ritardo: voto 8. Non è mica da tutti, serve un talento per non rispettare mai la tabella di marcia indugiando fra l'altro su ospiti perfettamente inutili come Arbore.
Lo spot Coconuda in cui ogni volta la Tatangelo ha del botox in più: voto 7. E' l'ignobile canzoncina dello spot quella che tutti noi ci ricorderemo di più. Festival della musica coconuda.
Antonella Ruggiero: non è molto in forma. Ingrassa a vista d'occhio, per forza: si mangia le parole. Non si capisce una beata strofa di quello che canta. Ricorda da vicino la grandissima Anna Oxa. "Tuòbuo" era l'unica parola che si capiva all'epoca del suo ultimo Sanremo. Chissà se la Ruggiero riuscirò ad eguagliarla. Coraggiosa Antonella a cantare in una lingua diversa dalla sua. Ah, era italiano. Voto 3. Sottotitoli.
Ron: torna nella prateria, ti prego. Voto 5. Ha il pregio di crederci, va detto. Però l'ambientazione è sbagliata.
Questi li ascolterei, più o meno volentieri ma li ascolterei
Perturbazione: non avranno una gran voce e non saranno niente di incredibile. Però si lasciano ascoltare ed entrano in testa. Non sono da podio, ma mi piacciono. Voto 6.
I capelli da elfo dei boschi di Noemi: voto 4. Tesoro, sei così carina, perché ti fai rovinare da un tagliaerba? Il brano è un po' calante e non dà mai l'impressione di partire in orbita, però meglio il secondo ascolto. Arriverà sicuramente sul podio, perché il resto è pochezza.Voto 6.
Giuliano Palma: massì va bene Giuliano. Sei sempre tu. E il problema è proprio questo: non becchi le note e sei sempre identico a te stesso. Se sei contento così: 6.
Giusy Ferreri: mi dispiace. Mi dispiace per le scarpe, mi dispiace il vestito (è palese: è Poison Ivy) e mi dispiace per la voce. Ha affrontato la prima e la terza serata con dei problemi alla gola e si capisce. Detto questo, al secondo ascolto non è del tutto male. Voto 6.
Renzo Rubino: voto 7. Sarà l'abbigliamento un po' sconnesso, sarà la foga che ci mette al pianoforte o sarà che lui è proprio bravo, ma a me piace. Il Salento anche stavolta ha sfornato un grande talento.
Francesco Renga: basta, ha vinto. Non andiamo avanti fino a sabato. Voto 8. Lui alla vista è piacevole, all'udito è quello di "Angelo" e che vuoi di più? Se non vince stavolta, mi sa che la prende male male.
Arisa. Niente, lo stilista è rimasto al suo posto. Se è uno stagista, gli conviene prendere il posto di Giusy all'Esselunga perché non farà molta strada. Se lo ha scelto di mestiere, fa sempre in tempo a cambiare. La canzone è molto bella, merita il podio se l'Italia ha le orecchie. Ovviamente lei deve assolutamente finire sul podio, il suo brano ricorda nell'intro Irene Grandi, ma poi prosegue con le proprie gambe. Voto 7.5.
GIOVANI:
Zibba vince a mani basse con degli avversari così.
Rocco Hunt: voto 5. Fa rap e quindi parte bene. Poi però ci infila dentro del partenopeo, in stile Clementino. Ma Clementino esiste già. Voto 5.
Veronica De Simone: capelli tagliati da Edward mani di forbice, voce finto Emma e canzone vero Emma. Già, sospettini di plagio di "Sarò libera" all'orizzonte. Veronica, la prossima volta torna insieme a Celeste Gaia (quella di "Carlo, non so come ti chiami ma sei Carlo, non so dove vai ma sei Carlo, Carlo, Carlo"). Voto 4.
The Niro: mi fa paura. E' l'unico che ha la parvenza di una voce, anche se ha un po' del caso umano. Voto 5.5.
Vadim: non ci credo. No dai, non puoi cantare "La modernità" vestito come uno yuppie della Milan da bere. Non ha molto lo sguardino sereno, la canzone non ha alcun senso. Sarebbe 4, ma siccome abbiamo paura che ci venga a cercare gli diamo un bel 6. Calmo, eh. 
Passano The Niro e Rocco Hunt: Zibba, festeggia pure va.
Domani sera sarò a Non Ci Resta Che Il Rimmel, su www.radiopunto.it dalle 21 alle 23. Non scriverò sciocchezze quindi, le dirò e basta. Stay tuned per la finale
comments powered by Disqus