Contromano

L’esperienza brigatista

IN EUROPA siamo quelli che ne sanno più di tutti di terrorismo. E non è un vanto. Ne sappiamo di più perché fummo quelli che sbagliarono di più e si decisero a fare sul serio solo quando l’attacco fu portato al cuore dello Stato, il rapimento di Aldo Moro. Le differenze fra gli Anni di Piombo e oggi ci sono, ma ci sono anche tante analogie, soprattutto nei metodi di lotta. La causa maggiore per cui da noi i terroristi rossi diventarono tanto pericolosi per la democrazia fu il consenso di cui godettero in un paese dove c’era il partito comunista più forte dell’Occidente. Il generale Dalla Chiesa, vincitore della guerra alle Br, capì che i terroristi erano pesci che si muovevano nell’acqua ovvero in aree dove venivano protetti. Perciò ordinò di prosciugare quell’acqua. Lo stesso dovrà essere fatto oggi ripulendo e rovesciando come calzini i quartieri di Bruxelles e di Parigi e di tutta l’Europa dove ci sono simpatie per l’Isis.

È FINITO il tempo in cui ci si possano permettere scrupoli. Le operazioni di polizia dovranno essere condotte con mano pesante. Gli spazi di libertà si restringeranno, è il prezzo da pagare. Altra regola, impiego di tutti i metodi possibili per infiltrarsi negli ambienti del fondamentalismo. Bisognerà fare il contrario di quello che è stato fatto finora. Si dovrà sapere tutto quello che succede dentro. Altro punto, ampio ricorso al pentitismo. Era il generale Dalla Chiesa in persona che teneva i rapporti con i pentiti, vedi Patrizio Peci, l’ex br che si pentì e raccontò tutto quello che sapeva aiutando molto a capire e a conoscere la struttura piramidale di quel terrorismo. Qui è da prevedere che qualche problema insorgerà perché è gente che non ha un disegno organizzativo definito e ideologico, mentre le Br erano maniacali nell’ordine interno e nell’ideologia. Questi prima di far strage gridano «Allah Akbar», Dio è il più grande, e lì finisce. Si ha la senzione che siano gruppi abbastanza slegati tra loro. Ultimo punto, i rapporti con la stampa. Il magistrato di Bruxelles ha chiesto ai giornalisti discrezione e collaborazione. Errore. Negli Anni Settanta ci si chiese se non fosse il caso di staccare la spina per non fare da cassa di risonanza e per aiutare le indagini. Ma non se ne fece di nulla. Lo stesso si ripeterà oggi. Ognuno faccia il suo mestiere. Se i magistrati non vorranno che le notizie escano non le raccontino.

comments powered by Disqus