Contromano

“Vecchiaia? Un cambio di stagione”. A lezione di vita da Franca Valeri

CHE COSA può accadere a una bambina nata per sbaglio? Perché, Franca Valeri l’aveva raccontato nelle sue memorie, sua madre aveva ordinato un maschietto e voleva chiamarlo Cesare ma quella notte la donna che portava i bambini arrivò tardi e nel trambusto tirò fuori dal fagotto non un bambino ma una bambina che aveva messo per sbaglio. Infatti disse alla signora Cecilia: «Signora, ho avuto tanti impicci e ho sbagliato ma la prenda». E la prese.

CHE SUCCESSE? Successe che la bambina in un baleno si è ritrovata ad avere novant’anni. Anzi 95. L’età giusta per insegnare agli altri come vivere tanto e bene. E anche a che prezzo. «I primi a sparire – dice Franca Valeri nel suo libro appena uscito “La vacanza dei superstiti (e la chiamano vecchiaia)”, Einaudi – sono il sesso, la villeggiatura e i locali notturni». Poi? È bene tenere presente che «il decadimento fisico non piace a nessuno ma i rattoppi lo rendono più evidente». Con il risultato che «l’ingresso nella vecchiaia è irritante e spinge i deboli a ridicole ribellioni. Le donne si accaniscono sulla propria faccia, gli uomini sul proprio sesso. Battaglie perse in partenza». L’aspetto più antipatico sta nel fatto che i problemi non è che siano tantissimi ma hanno il difetto di essere insolubili. Prendi l’amore. «Vorrei ricordare l’ultima volta che ho fatto l’amore. La prima, sì, la ricordo», ma l’ultima no, è rimasta senza storia. Però ci sono le certezze e prova ne è la contessa dalla gambe lunghe che l’attrice conobbe sulla spiaggia di Santa Severa. «Ho ottant’ anni – le disse la nobildonna – ma le mani e le gambe ne hanno meno. Tutto nel nostro corpo invecchia ma le gambe, se Dio vuole, no».

IL VERO CRUCCIO, sembrerà strano, è il cellulare. Anche se «ricordiamoci com’era complicato una volta spedire una lettera e invece oggi quasi tutti hanno almeno un figlio all’estero ed è come se vivesse al piano di sopra». Purtroppo però le invenzioni hanno perso molto dell’aura magica che le circondava. «Non hanno più il fascino fiabesco di Edison o l’alterigia un po’ irritante di Marconi». Un’invenzione quella del cellulare che semina angosce. «Dovevo uscire con un mio caro vecchio amico. Entra agitatissimo perché ha dimenticato a casa il telefono. Non mi succede mai, potrebbero chiamare, mi dice». Ed è una bugia quella di una nipotina che nega la separazione fra generazioni: «La nonna sa usare il cellulare come me». Franca Valeri: «Quando mi arriva un messaggio il telefono fa un suono leggero e aspetto che venga qualcuno e me lo legga. Io non ne sono capace. Me l’hanno spiegato cento volte».
Poi ci sono gli uomini, il tormento di tutta la vita. «Ricordo quasi con allegria quando il mio adorabile traditore mi diceva: “Non è che sto con te perché mi fai ridere a teatro, è perché mi piaci a letto”, astuto psicologo».
Facili ad arrendersi le inguaribili romantiche. «Ho un’amica giovane, bella e innamorata pazza di un uomo che è decisamente anziano, ottanta e più. La mia amica ne ha ventiquattro. Credo sia la carezzevole gentilezza di lui a toglierle il sonno».

PER NON AMAREGGIARSI il consiglio è di rimuovere i ricordi. «In fondo la vita è fatta a scatole, ognuna nel suo ripiano. Qualcuno cede alla tentazione di prendere una scala e tirarla giù per spolverarla. Non era impolverata, era di un’altra donna». Bisogna adeguarsi perché è il tempo delle separazioni e «il nuovo assetto morale dice che una donna che ha raggiunto il traguardo dei cinquanta, vuole avere un amante. È un diritto della classe borghese. Fatalmente ne farà un altro marito».
L’ultimo pensiero è riservato alla madre: «Ammiravo come si muoveva tranquilla nella sua solitudine».
E gli uomini di Franca? «Due li ho amati. Nel lavoro, teatro, cinema, televisione, sono stati tanti, la maggior parte omosessuali».

POI C’È LA MORTE che fa diventare vedove ma con una differenza, «che nella coppia legale chi muore prima viene mitizzato e nella coppia illegale viene dimenticato». Dio dov’è? Lontano. «Da ieri Cesira è andata a vivere col suo ragazzo. I nonni approvano. Molti di loro non sono sposati. Troppo lontana è la fede dai fatti della vita». La vita del resto è semplice e può capitarti anche di umanizzare la verdura, anche se in genere succede con gli alberi e i fiori, mai con l’insalata. «Io ho un orto in campagna. Piuttosto piccolo. Era molto grande quando eravamo in tanti, adesso sono sola. Non faccio salse, non più».
In pratica «avete presente quando percorri un viale che il mese scorso era fresco e ombroso e adesso è freddo e senza ombra? Così è la vita, cambia stagione». Ma non pensate che la vecchiaia metta ordine nelle idee. «Altrimenti Verdi non avrebbe scritto il Falstaff a ottant’anni suonati». Né è il tempo del vivere sereno, come scopri quando incontri un impensabile turbamento. «Hitler e Mussolini a diciott’anni d’accordo ma l’Isis a novantacinque è troppo. Un tipo di odio più nuovo del computer».

COMUNQUE non fatevi illusioni. «Ho sempre visto gente che va in
pensione e cade in depressione. Passano un mese di grandi dormite, un piccolo viaggio e poi è noia. O hai una vocazione o uno psichiatra».

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