Vite spericolate

E45, il ventennio della vergogna

VENT’ANNI, portati malissimo. Il 6 maggio del 1996 Pierluigi Bersani, allora presidente della Regione Emilia Romagna, diceva che «con l’apertura definitva dell’E45 l’Italia diventa più unita».
Oggi, anno 2016, la strada pensata negli anni Cinquanta da Benigno Zaccagnini è diventata la vergogna d’Italia. Peggio anche della restaurata Salerno-Reggio Calabria.
Sull’E45 il Carlino ha consumato quintali d’inchiostro e anche le Procure hanno riempito faldoni di inchieste per tonnellate di cemento forse fatte colare in modo, diciamo così, un po’ disinvolto. Incompetenti e furbetti pare che abbiano viaggiato a braccetto in questo ventennio.
Sei anni fa, maggio 2010, al culmine di una nostra inchiesta quotidiana sull’E45, l’allora capo dell’Anas Pietro Ciucci promise: «Tra un anno sarà una strada decente».
I presidenti cambiano, le buche restano.
E la decenza è un optional.

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