Vite spericolate

Buonsenso addio

SICURAMENTE, manuali e regolamenti alla mano, i medici e gli infermieri dell’ospedale di Ancona hanno fatto il loro dovere. Vogliamo anche premiarli se quella povera 40enne malata terminale è stata tenuta per quasi un giorno sballottata fra una barella e l’altra in un box dell’ospedale?
No, non c’è un codice che può e deve regolare ogni istante della nostra vita, dal primo all’ultimo minuto. Non c’è sempre e soltanto una postilla, dietro la quale ripararsi se qualcosa non gira poi per il verso giusto. Mesi fa a Imola hanno tenuto in fila al pronto soccorso per sei ore una donna di 90 anni e per dieci ore un’altra donna di 86.
Per evitare questi obbrobri non serve inventare una nuova legge; esiste già, si chiama buonsenso.
Solo che al giorno oggi quasi nessuno ha più la forza (e appunto il buonsenso) di assumersi responsabilità. Basterebbe poco. Basterebbe dribblare il ‘totem’ protocollo e affrontare la situazione reale con gli occhi dell’uomo, non del burocrate.

comments powered by Disqus