Pacem in terris

‘Galantino non si tocca, il Papa lo vuole lì’. Il retroscena dopo l’attacco al governo sui migranti

<GALANTINO NON SI TOCCA, IL PAPA LO VUOLE LI'>

Articolo pubblicato sul Qn (il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino), edizione del 15 agosto 2015

Giovanni Panettiere

ROMA

PIÙ un cartellino giallo che rosso. L'affondo del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, sul governo «del tutto assente» in materiad’immigrazione ha creato qualche imbarazzo in Segreteria di Stato vaticana. Voci interne alla Santa Sede raccontano che alla terza loggia del Palazzo apostolico in tanti hanno storto il naso rispetto ai toni, piùche ai contenuti, dell’intervista rilasciata a Famiglia cristiana dall’ex vescovo di Cassano allo Jonio. La prudenza e l’impegno a mantenere o costruire ex novo buoni rapporti con le istituzioni pubbliche è quel che ha contraddistinto e definisce l’operato del cardinale Pietro Parolin, attuale ‘primo ministro’ dentro le mura leonine. Lo dimostrano il suo lascito da nunzio apostolico in Venezuela, dove giocò un ruolo decisivo nella ripresa dei contatti fra Cuba e Stati Uniti, e gli evidenti progressi nei rapporti Pechino-Santa Sede. Di contro Galantino ha uno stile schietto, tutt’altro che felpato. Più affine al linguaggio della politica che al lessico diplomatico. Parolin e Galantino, difficile trovare due caratteri più diversi.

«STUPIDAGGINI che scrivono i giornali». Così la Sala stampa vaticana bolla le indiscrezioni secondo cui il numero due della Cei rischierebbe il siluramento. «Don Nunzio parla a nome del Papa che a sorpresa l’ha voluto in quel ruolo –ricorda un’autorevole fonte interna alla Cei –. E non c’è stata alcuna pressione del Vaticano, perché Famiglia cristiana ingranasse la retromarcia sull’intervista come poi è successo». Resta il fatto che, almeno formalmente i rapporti fra Chiesa e Stato italiano sono regolati dal Concordato, sottoscritto dalla Santa Sede, non dalla Cei. E si sa quanto ciò abbia creato tensioni nel 2007 fra i cardinali Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco.

«IL PAPA – continua la fonte – due anni fa ha lasciato a noi vescovi il confronto con la politica. Non c’è nessun contrasto... Piuttosto in qualche ambiente ecclesiale, e non sono i soliti ruiniani, serpeggia un certo disagio per il cambio di organizzazione interna al nostro episcopato». Ovvero? «Prima il presidente governava la Cei e il segretario eseguiva, oggi è quest’ultimo a tenere saldo il timone, mentre il primo gioca un ruolo più di rappresentanza». E, anche se è il Papa «che ha voluto questa nuova situazione, inevitabilmente ora Galantino si è fatto più di un avversario». Ma è vero che Bergoglio settimana prossima lo convocherà «Come sempre... Si vedono ogni settimana».

Twitter: panettiereg25

Il blog Pacem in terris è anche su Facebook:

https://www.facebook.com/paceminterrisblog?ref=ts&fref=ts

 

comments powered by Disqus