Pacem in terris

L’affondo del patriarca di Antiochia: ‘Terroristi nel nome del Corano’

IL PATRIARCA SIRO: 'TERRORISTI NEL NOME DEL CORANO'
Intervista pubblicata sul Qn (il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino), edizione dell'1 agosto 2016
Il Papa che nega la guerra di religione? 'Non è giusto escludere una connessione fra terroristi e islamici. Qui si uccidono innocenti in nome del Corano'. I musulmani e la modernità? 'Devono capire che non siamo più nel VII secolo, basta con un'interpretazione letterale delle sure. Così formano dei barbari assassini'. Gli islamici a messa con i cristiani? 'Bene, ma scendano in piazza contro l'Isis'. Non fa sconti a nessuno, tantomeno a Francesco e alla sua lettura della situazione geopolitica internazionale, il patriarca di Antiochia dei siro-cattolici, Ignazio Giuseppe III Younan, 71 anni, una delle massime autorità religiose nell'Oriente cristiano, a capo di 250mila fedeli, radicati per lo più in Siria e in Iraq, dove, per dirla con le sue parole, 'più che vivere, provano a sopravvivere senza libertà religiosa'. Quella del primate, mai morbido con i musulmani, è una delle Chiese greco-cattoliche tornate in comunione con Roma dopo la parentesi ortodossa, chiusasi, nel caso dei siro-cattolici, nel 1783. Lo raggiungiamo via telefono nel cuore della notte pochi minuti dopo il suo atterraggio a New York dove si trova in visita pastorale.
Se l'aspettava questa raffica di attacchi terroristici in Europa, culminata nell'uccisione di un prete sull'altare?
"Noi cristiani orientali da anni ribadiamo che non siamo contro gli islamici, sono nostri fratelli e sorelle e noi abbiamo il dovere di amarli. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere onesti e far capire loro che vivono nel ventunesimo secolo e che quindi non possono continuare a insegnare ai giovani versetti che incitano all'odio, alla violenza e alla vendetta. Finiscono per formare dei terroristi"
Non pensa che i killer di Nizza e Saint-Etienne-du-Rouvray, prima che degli islamisti, fossero dei disadattati?
"Bisogna smetterla col raccontare che questi terroristi abbiano dei problemi economici, che siano dei radicali politici o ideologici. Guardate il commando di Dacca... Era composto da giovani istruiti e benestanti. Tutti questi criminali sono dei ragazzi manipolati dai loro mullah che li hanno inculcato un'esegesi letterale del Corano. Anche la Bibbia conosce dei passi molto violenti, ma noi abbiamo capito che vanno contestualizzati nell'epoca in cui sono stati scritti, che si riferiscono a vicende di millenni fa. Purtroppo in Europa continuate a cercare delle scuse per i musulmani, con atteggiamenti a dir poco paternalistici. Per voi sono dei poverini, degli ignoranti che hanno bisogno di un'evoluzione verso la democrazia. Dite che dobbiamo accettare la loro cultura... Non è vero, quello che dovremmo fare è dir loro la verità nella carità".
In definitiva il Papa sbaglia, quando imputa a fattori politici ed economici quella che lui stesso, a più riprese, sta chiamando 'la terza guerra mondiale a pezzi'?
"Francesco non sta parlando ex cathedra, pertanto lo si può criticare. Io credo che lui abbia davvero a cuore la situazione dei cristiani perseguitati in Medio Oriente. Non dico che sbaglia, tuttavia stiamo assistendo a una violenza fomentata dal Corano. Negare che vi sia un legame fra musulmani e terroristi non è giusto, perché gli islamici stanno ancora oggi imparando nelle loro scuole che chi non crede in Allah è un infedele e che loro hanno il diritto di combatterlo. Ciò che disse papa Benedetto XVI a Ratisbona, nel 2006, sul lato violento dell'islam è la verità".
Quell'intervento, pronunciato da un Pontefice calatosi nel vecchio ruolo di professore di Teologia, scatenò la reazione inferocita di migliaia di islamici. Si ricorda?
'Ci furono delle aspre conseguenze per colpa di gente fanatica che non voleva e non vuole capire come stanno le cose'.
Generalizzare sui musulmani potrebbe anche condurre fuori strada, non trova?
"Non dico che tutti gli islamici siano dei terroristi, però è fuori discussione che la gran parte di questi criminali abbraccia la fede musulmana'.
Va rivisto il dialogo cristiano-islamico?
'Il confronto è importante, ma non può essere solo un monologo dei cristiani'.
Ieri, in Italia e Francia, i musulmani saranno nelle chiese insieme con i cattolici in segno di solidarietà dopo il martirio di padre Hamel. È solo fumo negli occhi?
'Va bene quello che fanno. Mi aspetterei anche che scendessero in piazza a manifestare contro questi barbari. Hanno tutti gli strumenti per farlo, in Europa godono dei diritti civili, non è vero che sono discriminati. Purtroppo, però, visto che seguono un'interpretazione letterale del Corano, non possono condannare senza mezzi termini quei loro correligionari che si macchiano di delitti così efferati. Questo è il problema di fondo"
Giovanni Panettiere

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