Oltre la rete

Donne e medaglie

in Sport

Pensieri e sensazioni in libertà.

Stamattina si è presentata Paola De Micheli, nuova presidentessa della Lega maschile. Il resto del gruppo di comando rimane più o meno lo stesso, quindi forse non cambierà tantissimo, rispetto agli ultimi anni.

Io però credo che le cose cambieranno davvero, non solo perché almeno formalmente siamo di fronte alla prima volta in cui una donna guida i club del volley maschile. Lo dico perché la De Micheli mi ha dato l'impressione di una persona tosta, che conosce lo sport (ha giocato e allenato, ora si dedica alla maratona, ed ha fatto parte della società di Piacenza per la quale si è occupata di raccolta sponsor), che sa come muoversi nei corridoi della politica (è anche sottosegretario del ministero dell'economia) e nei salotti televisivi. Ha 42 anni, e tra un momento e l'altro della presentazione del calendario, correva ad allattare il figlio Pietro che ha 3 mesi. Come quasi tutte le donne, è 'multitasking', come si è definita: sa fare più di una cosa per volta.

Mi sbaglierò, ma se qualcuno pensa di manovrarla per i propri interessi di bottega, si sbaglia di grosso.

Le altre sensazioni riguardano le nazionali in partenza per Rio.

Io penso che possano arrivare entrambe in semifinale, quindi magari a medaglia. Bum.

Più difficile sarà farlo con le donne, certo. Perché nonostante la fiducia personale che nutro verso il ct Bonitta, la squadra è inesperta e perché il ritorno in gruppo di Lo Bianco è tutto da decifrare, quanto a ripercussioni soprattutto sulle giovani. Inoltre, il cammino delle azzurre nel primo girone è molto duro (nell'ordine Serbia, Cina, Olanda, Stati Uniti e Porto Rico): sul piano squisitamente tecnico ci sta anche di non passare alla seconda fase. Io però credo che in realtà nessuno sappia davvero qual è il limite, per queste ragazze. Ci sono un paio di soggetti, forse tre (Egonu e Sylla, più Orro) che a questi livelli sono capaci di tutto, nel bene e nel male. Se ci riescono nel bene, per me ci divertiamo.

Sui maschi il discorso è diverso. Con la Serbia fuori dai Giochi, anche i ragazzi di Blengini hanno un girone iniziale non facile (Francia, Stati Uniti, Messico, Brasile e Canada), ma dall'altra parte l'ostacolo più duro, la Russia, rischia di arrivare a Rio (se ci andrà) con qualche defezione importante. Ci sono anche pallavolisti nell'elenco degli sportivi positivi al doping. In quali condizioni potranno difendere il titolo, i figli di Putin?

Con un paio di partite azzeccate, si può andare molto avanti. Ma personalmente credo che potremmo farlo solo con Zaytsev martello e Vettori titolare. Poi mi sbaglierò, per carità. Ma abbiamo bisogno di martelli, e Vettori gioca meglio se parte da titolare.

 

 

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