Oltre la rete

In morte di un arbitro esemplare

in Sport

Ci volevi tu, Luciano. Non scrivevo sul blog da un po', troppi impegni tutti insieme e con le Olimpiadi alle porte saranno anche di più. Ma quando scompare un gigante, bisogna trovare il tempo e il modo per raccontarlo. Soprattutto ai giovani che magari non sanno chi eri.

L'annuncio è arrivato direttamente dalla Fipav: "La Federazione Italiana Pallavolo esprime il più profondo cordoglio per la morte di Luciano Gaspari, ex ufficiale di gara e figura di spicco del movimento arbitrale italiano e internazionale. La sua scomparsa rappresenta un grave lutto per tutto il mondo pallavolistico che oggi perde una persona stimata, competente e appassionata, capace di lasciare un’eredità umana e sportiva di straordinario valore".

Lascio al comunicato stampa della Federvolley la parte biografica, per far sapere chi eri nel concreto di numeri e dati: "Nato il 27 novembre 1952 ad Ancona, città nella quale ha vissuto per tutta la vita, Luciano Gaspari ha dedicato oltre cinquant’anni alla pallavolo, iniziando la sua carriera arbitrale nel 1969. Un percorso lungo e prestigioso, culminato con la partecipazione ai Giochi Olimpici di Atene 2004, simbolo di una carriera ai massimi livelli. Dal 1977 è stato protagonista per oltre 30 anni nei campionati di Serie A1, ventuno dei quali come arbitro internazionale, ricoprendo per sette stagioni il ruolo FIVB. Nel suo straordinario palmarès figurano venti finali dirette, tra scudetti maschili e femminili, oltre a innumerevoli finali di Coppa Italia, testimonianza della fiducia e della stima riposta in lui nel corso degli anni. Nel 2015 è stato eletto Presidente degli Arbitri Europei di Pallavolo (CEV), incarico che ha ricoperto con la sua solita caratura professionale, ottenendo il riconoscimento unanime del movimento pallavolistico internazionale per le sue competenze. Nel 2019 è stato il primo arbitro a entrare nella Hall of Fame della Pallavolo Italiana".

Belle le parole del presidente federale Giuseppe Manfredi: “Luciano Gaspari è stato un punto di riferimento per il movimento arbitrale e per tutta la pallavolo italiana. Un uomo di grande spessore umano e professionale che ha saputo rappresentare l’Italia nel mondo sportivo con competenza, serietà e passione. La sua scomparsa ci addolora profondamente. A nome di tutta la Federazione, ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, al figlio Marco e a tutti coloro che gli hanno voluto bene».

Marco è un bravissimo allenatore, campione del mondo con Scandicci, giovane eppure da tanto tempo ai vertici. Ha il tuo stile in tante cose, soprattutto nella capacità di restare calmo quando tutti intorno perdono la testa, per dirla con Kipling.

Non racconterò il contenuto di quella bellissima mail che ci siamo scambiati quando ti sei ritirato, anche se la conservo tra i ricordi preziosi. Ma credo sia giusto dire che in tutti gli sport, oggi, farebbero comodo arbitri, no, uomini come Luciano Gaspari. Per me sei stato il più bravo, tra tutti quelli che ho visto nel corso dei decenni, e sono stati tanti, e se qualcuno dei tuoi colleghi se la prende amen, è un problema suo. Tu invece hai lasciato l'esempio di come ci si comporta sul campo: sempre tranquillo, un perfetto gestore delle tensioni quando facevi da secondo al tuo compagno di tante partite, Porcari (con questa formazione, la miglior coppia che abbia visto). Se ti facevano alzare la voce voleva dire che le panchine avevano proprio esagerato. Perché riuscire a farsi rispettare senza bisogno di strillare era la tua cifra professionale e credo di poter dire anche umana.

Mancherai tantissimo.

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