Wagon-Lit

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Racconti da viaggio e altre storie

di Gianluigi Schiavon

Il bastardo di Goodge Street

Quel bastardo di William Compton rapinava la gente giù a Goodge Street. Giù nei cunicoli della stazione dell'Underground, per capirsi. Non tutta la gente, per intenderci. Solo quella che reputava più bastarda di lui.

In centro a Londra, stava lì a suonare la chitarra appoggiato alle mattonelle bianche e schifose del tunnel e quando passava la preda giusta, bam!, lo colpiva con il manico della Gibson e lo ripuliva. Di solito, era tutta gente con la grana e una gran voglia di prendere a calci un bastardo che sta lì a suonare senza badare alle mattonelle sporche. Per intenderci.

Il poliziotto scelto Harvey Nicholson era spesso di turno a Goodge Street, ma non l'aveva mai visto. Peccato, perché se no l'avrebbe riconosciuto, sicuro come un treno dell'Underground: un tempo andavano a scuola insieme quei due, alla Garden Suburb School, su a Golders Green, nord di Londra. Era stato un sacco di anni prima, per capirsi. Ma non tanti da dimenticare la volta che Compton salvò la pelle a Nicholson. Fu quando vennero i ragazzi dell'ultima classe, quelli con la grana e la spocchia: saltarono addosso ad Harvey, urlavano che era un pezzente, che alla Garden Suburb lui era una pozzanghera in riva al lago dei cigni, e giù calci e botte. Poi arrivò William con la sua chitarra, la prima che ebbe, per intenderci. Non stette lì a pensarci: bam! bam! e ancora bam!, e Harvey se la cavò. Così Nicholson diventò un poliziotto, per imparare a difendersi, Compton un bastardo, per la stessa ragione. 

Molti anni dopo, giù a Goodge Street, un bel giorno Harvey Nicholson finalmente riconobbe William Compton. Lo beccò in piena azione. Solito concertino: bam! bam! e poi bam! Harvey non mosse un dito. Lo lasciò andare e basta: non si arresta il bastardo che ti ha salvato la pelle. Tanto per capirsi.

(Gianluigi Schiavon)

 

 

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