Il dolorosissimo caso di Jules Bianchi sta alimentando, inevitabilmente, un confuso dibattito su tutto quanto è accaduto, le cause reali e presunte, il contorno.
Mi fa piacere riportare di seguito l’opinione di un Cloggaro storico, un amico certamente in possesso delle competenze e delle esperienze. Christian, da anni e anni, fa il commissario in pista, a Monza e non solo.
A lui la parola.
Ciao Leo.
Ti scrivo perché l’incidente di Jules di oggi mi ha colpito, non solo come semplice appassionato, ma anche, e soprattutto, come commissario di percorso.
Quest’anno l’unico vero intervento durante il gp d’Italia l’ho fatto insieme ai miei compagni di postazione in seconda variante per rimuovere la Marussia di Chilton.
Sul momento non ci pensi, badi alla tua sicurezza, a quella di chi ti sta intorno, a quella del pilota incidentato.
Però oggi ho pensato a chi era ancora in gara durante il mio intervento.
Pannello giallo acceso ai 300 metri e poi doppia gialla alla staccata della Roggia, ingresso cieco e cucù noi con un trattore e una macchina appesa a bordo pista.
Il team radio li avrà avvertiti? Avranno alzato il piede? Chissà…
Per noi tutto ok, ma per i ragazzi in Giappone non è stato così.
Noi operiamo in maniera simile a loro laggiù.
Nel caso specifico due commissari e due uomini antincendio sulla macchina e il carro di rimozione che, oltre a essere necessario per sollevare la macchina, ci tiene “coperti” da eventuali ulteriori uscite di pista.
E poi via, retromarcia di cinquanta metri, con la Marussia a penzoloni, stando attenti a non fare più danni rispetto a quelli che ha già fatto il pilota.
Tornando ad oggi.
Vedendo le immagini pensavo: solo il fato o forse possiamo migliorare?
Noi a Monza ci alleniamo con le gare extraF1.
Durante l’anno siamo impegnati in pista con almeno altri 6/7 week end di gare e ci incontriamo prima e dopo ogni evento per analizzare tutto ciò che è successo, nel bene e nel male.
Direi che funziona così in tutta Europa, perché ogni circuito ha molte gare extra F1 durante l’anno con cui poter lavorare.
So che a Monaco, non avendo altre gare, fanno appositi test.
Non so come si allenino in Giappone, dove comunque esistono campionati professionistici locali, ma ho il terrore a pensare la preparazione in altre nazioni dove non c’è cultura di motorsport.
Posso però dire che quella di oggi è solo sfortuna, la dinamica è assurda.
Sicuramente si può migliorare, si deve migliorare.
Come? Boh, però il dubbio che certi metodi di rimozione vadano rivisti, oggi mi è venuto.
Credo che sarà argomento delle prossime riunioni, vedremo se ci inventeremo qualcosa o se la Fia imporrà qualche modifica.
Per il momento rimangono solo le preghiere per Jules.
E ricordando che buona parte del personale a bordo pista è volontario, rimane quel triste messaggio degli anglosassoni: Motorsport is dangerous.
Ciao
Christian
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