Profondo Rosso

L’ingegner Sassi lascia la Ferrari

L'ingegner Lorenzo Sassi lascia la Ferrari.

Da settembre.

A me risulta esca definitivamente dal perimetro aziendale di Fiat Chrysler.

Mi dispiace, perché, per quel poco che lo conosco, è una buona persona e un bravo tecnico.

Come alcuni frequentatori di questo ameno luogo ricorderanno, grosso modo un mese fa un giornale milanese aveva raccontato che Sassi non si occupava più di power unit da Gran Premio.

Successivamente il presidente Marchionne aveva spiegato che si trattava di un normale avvicendamento nel contesto di dinamiche infragruppo.

Invece dovrebbe trattarsi di un divorzio.

Sono il primo a sapere che gli ingegneri vanno e vengono, in Ferrari e altrove.

E del resto da Maranello se ne andò persino il mitico Forghieri (a proposito: visto che mi si chiedono informazioni sulle mie scellerate esibizioni, stasera venerdì alle 21,30 a Modena, ai Giardini Ducali io e Furia alimentiamo uno spettacolino sui 70 anni della Ferrari), dunque non siamo in presenza di un evento cataclismatico.

Però, la tempistica risulta sorprendente. Non stupisce invece l'assenza di pubbliche spiegazioni: oggettivamente, i diretti interessati non sono tenuti a fornirle. E io i motivi della separazione non li conosco, giuro.

Sassi a Maranello si è occupato, in fasi diverse, di prodotto e di Formula Uno.

Sulla power unit, era stato precettato nella turbolenta e dolorosa primavera del 2014.

Non so cosa andrà a fare, in ogni caso mille auguri.

Ps. Ho letto anch'io gli articoli di fonte tedesca su presunti dissapori tra Arrivabene e Binotto. Credo che la disinformazione sia una arma nelle mani di chi ha paura di perdere. Meglio: voglio sperare sia così, perché diversamente saremmo in presenza di un clamoroso caso di autolesionismo. E preferisco non crederci.

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