Profondo Rosso

Monza per noi

Monza per noi.

The best has yet to come.

Eh, spero che questa sia la miglior edizione di Monza, nella mia storia randagia di guardone da autodromi con la Ferrari nel cuore.

Da bambino ricordo un frammento in bianco e nero alla tv: Regazzoni 1970.

E poi una volata multipla vinta da un certo Gethin.

Dal vivo, ero quasi rassegnato a non vedere mai la Rossa spuntarla.

Mi fece cambiare idea Schumi nel 1996.

A Michael debbo poi lo spasmo più acuto: Monza 2003, un duello tiratissimo con la Williams di Montoya, una intensità pazzesca, avvicinata dal recentissimo confronto Vettel-Hamilton sulle Ardenne.

Il giorno più triste fu il 2000, non per il risultato, ma per la tragedia del giovane addetto alla sicurezza.

La sorpresa più spettacolare nel 2008, con Vettel in paradiso a bordo di una Toro Rosso, su una pista che da due giorni sembrava una piscina (e lui Phelps col casco).

I ricordi si affastellano. Si sommano. Si sfilacciano.

Vorrei aggiungerne uno, alla fine di questo week end.

Nel frattempo, ho qualche Ferrari Club da ringraziare. La presidentessa Mara Lollini della Valle dell'Idice, per una deliziosa serata a Molinella. Gli amici di Castiglione Olona, che mi faranno ubriacare di champagne immaginando una doppietta di Seb e di Kimi. E la gente di Parma, per l'emozione di salire da Bobbio a Monte Penice a bordo di una replica dell'Alfa di Nuvolari.

Monza, per noi tutti, è come Genova per i cantautori.

Spazio sotto per i cloggari cronisti del venerdì.

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