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Bologna a picco col Palermo e ora torna la paura

E adesso non dite che è colpa della società e delle voci di cessione. Il Bologna di Pioli si conferma allergico al Palermo. Va a picco in casa (1-3) contro i rosanero, che mai avevano vinto in trasferta in questo campionato e che non espugnavano il Dall’Ara dal 1958. Ma non sono i sussurri sul futuro nè le diatribe societarie a fermare il cammino del Bologna. E’ la squadra a denunciare all’improvviso crepe preoccupanti.
Nelle ultime tre partite la banda Pioli ha incassato 7 gol e raccolto solo 1 punto (il 2-2 interno con il Chievo). Bastano queste cifre per parlare di crisi o quanto meno di preoccupante flessione di rendimento dopo i giorni belli che avevano portato il Bologna al nono posto, nella colonna sinistra della classifica.
Contro il Palermo tutto gira storto e i rossoblù fanno del loro meglio per complicarsi la vita, fino al suicidio perfetto. La squadra dei giovani (con Khrin e Taider centrali al posto degli squalificati Perez e Mudingayi e la coppia difensiva Sorensen-Cherubin accanto a Portanova) regge bene per un tempo. Poi un infortunio toglie dal campo Khrin e il suo senso geometrico.
Pioli prova a integrare il reparto con Kone e il Bologna, sulle ali dell’entusiasmo verde, trova anche il vantaggio in apertura di ripresa. Il gol lo firma Sorensen, al suo debutto in campionato, con un bel destro incrociato nella sua unica proiezione offensiva. A questo punto Di Vaio e compagni avrebbero in mano le chiavi della partita. Col Palermo costretto ad attaccare, basta un contropiede indovinato per chiudere la gara. E l’occasione, ghiottissima, capita proprio sui piedi del capitano, imbeccato perfettamente da Ramirez. Ma Di Vaio calcia frettolosamente al volo, dimenticandosi che fra i pali del Palermo c’è Tiramolla Viviano, che allunga i suoi tentacoli e respinge il pallone.
E’ questa la svolta perversa della partita, il punto di non ritorno del sogno rossoblù. Il Bologna si rilassa, perde smalto atletico e concentrazione e il Palermo, inesorabile, riemerge. Prima va in gol su punzione di Donati, con palla che schizza fra mille corpi prima di infilarsi nell’angolino più remoto, dove Gillet non può arrivare. Poi è Portanova che si fa sfuggire Budan in velocità e, sulla ribattuta corta di Gillet, Hernandez può fare il bis.
L’espulsione di Mantovani, per doppia ammonizione, potrebbe rimettere in gioco il Bologna, che Pioli prova a rivitalizzare con gli innesti di Acquafresca per Di Vaio e Gimenez per Pulzetti. Ma mentre Ramirez e i suoi provano a cucire faticosamente uno straccio di gioco, il Palermo in dieci si invola in contropiede, e libera Ilicic al tiro. Nella foga di anticipare il fuoriclasse slavo, Morleo deposita nella sua porta il gol della beffa: 3-1. Non bastera un palo di Gimenez a tempo quasi scaduto, a lenire gli effetti di una sconfitta pesantissima per il morale e per il modo in cui matura.
Adesso la classifica torna preoccupante (+8 sul Lecce quart’ultimo) alle porte c’è il derby di sabato con il Cesena e la squadra denuncia un preoccupante calo fisico alla distanza, che riaccende gli spettri delle ultime stagioni. Tocca a Pioli riassestare la difesa, che sarà ancora vedova di Antonsson e pilotare questo Bologna nel porto sicuro della salvezza. Dovrà farlo con i suoi irrinunciabili veterani, Perez e Mudy su tutti, ma anche dosando uomini e forze per recuperare almeno uno spicchio della freschezza perduta. E se intanto la società cambierà padrone, nessuno cerchi alibi. La salvezza e la serenità per il futuro si conquistano prima di tutto sul campo.