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La Merkel e le sue interferenze nella politica interna italiana

Caro Dottore,

nell’augurarle Buon Anno mi complimento con la nuova veste del suo blog che rientra fra le mie letture quotidiane.Vorrei spesso unirmi ai commenti ma non ne ho il tempo.

Ora mentre l’anno finisce vorrei sentire la sua opinione sulle rivelazioni del Wall Street Journal. E’ vero che la Merkel si è immischiata nella politica interna italiana e ha chiesto a Napolitano di giubilare Berlusconi che a suo dire non era all’altezza della situazione? Non crede che si tratti di un’interferenza indebita e che il nostro Presidente della Repubblica avrebbe dovuto invitarla a pensare ai fatti suoi e non a quelli degli altri?

Ancora Auguri. Ne abbiamo bisogno tutti…

Amedeo Vinciguerra

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Lei ha ragione a metà. Quella del cancelliere tedesco è stata un’interferenza bella e buona. Su questo non ci sono dubbi. Come pochi dubbi ci sono che la telefonata al Quirinale – a dispetto delle smentite – non sia mai stata fatta. Ma il fatto è che i fatti nostri (scusi l’allitterazione) sono anche suoi. Se noi non ci comportiamo in maniera responsabile, se non la smettiamo con gli sprechi, le inefficienze, i debiti, gli scioperi e tutto il resto, la casa comune, vale a dire l’euro, rischia un crollo comune. E dunque i tedeschi, dal mio punto di vista, fanno bene a richiamarci all’ordine.

Ma – attenzione – è vero anche il contrario. Se i tedeschi possono opporre ai nostri difetti le loro virtù e esortarci dunque ad agire come loro, noi a nostra volta possiamo e dobbiamo richiamarli a una maggiore coerenza. Sinora la Banca Centrale Europea ha funzionato come ha voluto la Germania. E cioè con le mani legate dietro alla schiena. Non può difendersi dalla speculazione internazionale che penalizza i debiti sovrani europei. E non può difendersi per il semplice fatto che le è negata la facoltà, propria di qualsiasi banca centrale, di stampare moneta.

Ecco perché, tanto per fare qualche esempio, i debiti sovrani di Usa, Giappone, Regno Unito si possono rifinanziare a costi che sono una frazione di quelli nostri. Le banche centrali di quei Paesi possono aumentare a piacimento la liquidità in circolazione funzionando da prestatori di ultima istanza. Che è esattamente quello che la Bce di Draghi dovrebbe fare.

Sino a quando la Merkel non capirà questa semplice verità e continuerà a farsi condizionare dal complesso storico di Weimar (il periodo dell’iperinflazione fra le due guerre mondiali) non ci sarà pace per i debiti sovrani europei e non ci potrà essere ripresa.La