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Ricongiunzioni onerose e contestate

Gent.mo Dott. De Carlo,

Immagino le avranno scritto in tanti, ma voglio dirle comunque che io sono un’altra vittima delle assurde norme contenute nella legge 122/2010 sulle ricongiunzioni onerose.

Dodici anni fa ho lasciato il mio lavoro pubblico (qualche tempo prima mi ero laureato e il mio piccolo comune non era in grado di impiegare in alcun modo la mia laurea) con la certezza che mi sarei portato appresso il mio modesto, ma importante zainetto di contributi INPDAP. Del resto le leggi così dicevano ed anche gli impiegati INPS mi dicevano di aspettare la fine della mia carriera lavorativa per ricongiungere i diversi spezzoni contributivi: tanto, dicevano, è gratis.

Ero un antesignano della flessibilità: non l’avessi mai fatto. Tutto in una volta la ricongiunzione non è più gratuita!

I miei colleghi di pari età ed anzianità contributiva rimasti in comune potranno andare in pensione tra 5 anni e col 100% dell’importo spettante. Io invece, per poter fare la stessa cosa,  dovrò pagare allo Stato altri 135.000 euro di contributi! Ma si può immaginare una cosa del genere? Devo pagare nuovamente contributi già versati!!!

Se non pago (e non potrò pagare, dove prendo i soldi, ho famiglia, ho sempre lavorato, mica ho speculato in borsa) potrò andare in pensione solo tra 12 anni e avere una pensione quasi dimezzata rispetto a quella che avrei avuto se non avessi seguito il consiglio degli impiegati dell’INPS o, meglio, se non avessi mai cambiato lavoro.

La cosa più triste è che ora si parla di equità, ma c’è qualcuno che mi sa spiegare perchè a parità di contributi versati, seppure in enti previdenziali diversi, io ora debba pagare per accedere a trattamenti pensionistici addirittura meno vantaggiosi (i trattamenti INPDAP sono infatti più favorevoli di quelli INPS )?

Ci può anche stare se uno lo sa dall’inizio: può essere anche ingiusto, ma se uno lo sa evita di fare certe scelte. Invece si è operato in modo retroattivo, incidendo nella vita delle persone, sulla loro storia, sulle loro scelte, tornando indietro anche di anni, di decenni.

C’è qualcuno che oltre ad enunciarla questa equità sa anche spiegarcela?

Cordiali saluti.

 

Claudio Floris

 

p.s.: per Telefonici, Elettrici, Volo, Ferrovie (insieme agli Statali) e quant’altri una soluzione la si è trovata. Sono sinceramente contento per loro ma perchè per noi non si è voluto rimediare? Questa è un’ingiustizia nella ingiustizia, altro che equità . . .

 

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Pubblico questo urlo di dolore in attesa che qualcuno lo raccolga.