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La partecipazione passa attraverso la tecnologia

L’utilizzo di dispositivi tecnologici portatili e il diffondersi delle nuove generazioni di cellulari (i-phone, smart-phone, ecc..) hanno  permesso ai cittadini di contribuire in modo più diretto e immediato alla qualità degli spazi urbani e alla loro vivibilità.

Aumentano infatti i siti on-line in cui è possibile postare e georeferenziare segnalazioni come incroci pericolosi per i pedoni, discariche non autorizzate, aree verdi in stato di abbandono, edifici vuoti e pericolanti.  Se nel percorso casa-lavoro passiamo tutti i giorni davanti a uno spettacolo che ci indigna o ci preoccupa possiamo condividerlo con altri cittadini e sentirci meno impotenti.

Nel sito www.decorourbano.org è possibile inviare segnalazioni in tempo reale attraverso cellulare o via mail su problemi urbani legati a dissesto stradale, rifiuti, vandalismo e incuria, segnaletica, affissioni abusive e manutenzione delle zone verdi.

[Im]possible living (www.impossibleliving.com) è un progetto che coinvolge la cittadinanza nella raccolta di dati sugli immobili sfitti nelle nostre città, promosso online dall’architetto Daniela Galvani, con l’obiettivo di creare una mappatura approfondita di questo fenomeno sul territorio italiano e non solo.

Google map è un ottimo esempio di condivisione di informazioni utili a chi si deve spostare in città: è possibile infatti usare le applicazioni di Google map per localizzare servizi, aree verdi, aree di sosta, presenza di fontanelle, strade prive di barriere architettoniche.

La cittadinanza si sta attivando in rete per partecipare alla gestione della propria città….ma le amministrazioni fanno buon uso di queste informazioni? Siti come questi potrebbero essere molto utili agli uffici tecnici comunali per monitorare la situazione di grandi agglomerati urbani; i cittadini si sentirebbero tenuti in considerazione se alle loro segnalazioni seguissero interventi di ripristino e miglioramento degli spazi pubblici, l’astrattezza degli strumenti urbanistici potrebbe inglobare informazioni legate alla vita quotidiana nelle città e dare letture più comprensibili delle realtà urbane.

Sarebbe necessaria un’integrazione dei tradizionali strumenti di analisi del territorio con le nuove modalità di comunicazione e di scambio dati messi in atto dai cittadini, con l’opportunità di ampliare le politiche di partecipazione già adottate da molti comuni, che richiedono però la presenza fisica dei cittadini in workshop e incontri.

Le tecnologie portatili permetterebbero a ognuno di noi di interagire con le pubbliche amministrazioni quotidianamente, innescando un circolo virtuoso che contribuirebbe a rafforzare nei cittadini il senso di appartenenza al proprio territorio e l’utilizzo consapevole degli spazi pubblici.