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Una città a misura di bicicletta risolve molti problemi

L’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano presenta numerosi vantaggi: oltre a diminuire il traffico sulle strade e a non produrre Co2, è un ottimo modo per mantenersi in forma!

La bicicletta è un mezzo di trasporto accessibile anche a chi non può permettersi un’automobile e si parcheggia molto più facilmente. Un posto per automobili può contenere fino a 20 biciclette. Andare in bici contribuisce anche a ridurre l’occupazione di suolo pubblico da parte delle automobili.

Nelle città in cui le politiche di mobilità favoriscono l’uso della bicicletta attraverso la progettazione di piste ciclabili sicure, gli incentivi alle aziende che promuovono gli spostamenti sostenibili dei dipendenti, i progetti di bike-sharing, i problemi legati al traffico e gli investimenti pubblici per la manutenzione delle strade si sono drasticamente ridotti.

Ma le strade delle principali città italiane sono a misura di bici?

I frequenti incidenti che coinvolgono ciclisti soprattutto nelle metropoli italiane costituiscono un dato allarmante, che dovrebbe spingere le amministrazioni comunali a ripensare la mobilità cittadina in funzione di mezzi di spostamento alternativi alle automobili.

Secondo i dati pubblicati dal movimento Salvaciclisti sul proprio sito, negli ultimi dieci anni sulle strade italiane sono morti più di 2500 ciclisti.

Il 28 aprile di quest’anno il  movimento Salvaciclisti che si definisce un “movimento popolare e spontaneo indipendente da partiti e associazioni”, ha indetto a Roma una manifestazione per porre all’attenzione della classe politica e dell’opinione pubblica il problema della sicurezza per i ciclisti nelle città italiane; all’iniziativa hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 50 mila persone.

Il movimento Salvaciclisti italiano è nato da una iniziativa del quotidiano britannico Times, intitolata “Cities fit for cycling” che ha prodotto un manifesto di otto proposte per migliorare la sicurezza dei ciclisti in città.

Le proposte riguardano la sicurezza stradale, come quelle che suggeriscono di dotare gli incroci più pericolosi di specchi e i mezzi articolati di segnali sonori e luminosi e di inserire il tema della sicurezza dei ciclisti nei test per la patente di guida.

Il manifesto chiede alle amministrazioni di investire sulla mobilità sostenibile con la proposta di destinare il 2% del budget annuo di Anas alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione e di inserire la progettazione di piste ciclabili nei principali strumenti urbanistici vigenti nei comuni. All’iniziativa hanno aderito i sindaci di Bologna, Torino, Milano, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Ferrara e Napoli; a Bologna, secondo i dati forniti dal sito cicloweb net, ci sono 0,06 km per abitante di piste ciclabili……si può ancora migliorare!