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La miopia della Merkel e la visione di Kohl

Gentile De Carlo,

Finalmente vedo che anche Lei è arrivato alla conclusione (fra le righe) che la Germania (questa Germania di Merkel ex DDR) è ”il problema” per l’Europa e non la soluzione. Rovinando i soci europei con il ”rigore” da maestrina dalla penna rossa, finisce per rovinare se stessa.

Fermo restando che è un paese laborioso e da imitare su questo fronte (sempreché fossimo alla pari con i sindacati italiani e quelli tedeschi), non possiamo più negare che abbiamo perso la bellezza di 20 anni e buttato via miliardi per costruire un’idea di Europa senza basi reali (Lo stato federale) e che siamo stati 20 anni a farci male gratis ed a metterci toppe addosso e che ora rischiamo di rovinarci se salta la Grecia.

Prima si fa lo stato, poi si batte moneta (da che mondo è mondo); si è fatto l’esatto contrario grazie a quei ”professori” che sanno solo scrivere libri con quelle quattro regolette di economia, ma che non capiscono un granché di economia (materia imprevedibile mai soggetta a leggi automatiche come vorrebbero insegnarci nelle università; anzi,ogni scenario economico non si ripete mai uguale nel tempo.Invece taluni sedicenti ”professori” banalizzano il tutto e lo spacciano per vero poiché non ammettono la loro profonda supponente ignoranza).

La BCE è solo una brutta copia della Bundesbank ambedue incentrate sui fantasmi inflazionistici di Weimar.

L’art 1 dello statuto della BCE è chiarissimo (ossessione dell’inflazione). Questi Tedeschi hanno poche idee e confuse del come si stia insieme fra 27. Non riescono a capire che, se siamo 27 ,siamo inter pares e non può esserci un Fuehrer!. Brava gente che ha nulla a che fare con i loro antenati nazisti, ma che ha il vizio di dichiarare le guerre e di perderle.

La guerra all’inflazione oggi non può esistere poiché non è automatico che, stampando carta moneta (come fanno le nazioni serie UK,USA,GIAPPONE ECC con le loro banche centrali), porti inflazione.

La gente non arriva a fine mese e,se avesse maggior liquidità, non la sciuperebbe in acquisti inutili ma la tesaurizzerebbe poiché teme per il futuro.

Invece per quei professorucci abituati a non avere obiezioni dagli studenti, l’aumento di moneta in circolazione è sicuramente creatore di inflazione,mentre la rarefazione di moneta è sicuramente deflazione.

Troppo banale che fa un po’ specie sentirlo dire da accademici.

Hanno studiato, ma SOLO sui libri e non nella vita.

Ergo sono fuori dalla realtà e non ci possiamo fidare di loro;possono fare danni immensi con l’aggravante dell’esserne inconsapevoli.

La Frau non si accorge che non è più nella DDR con i piani quinquennali. Ella non ha ancora capito che con il rigore uccide i soci europei; poi rimarrà sola e non esporterà più nulla.

L’euro è servito ad annacquare il marco ed a rubarci le esportazioni; a noi invece è servito a rivalutare la Lira ed a farci perdere le esportazioni. Quindi 20 anni da cancellare e ricominciare da capo con uno stato federale. Chi ci sta ci sta e chi non ci sta si levi di torno.

Se la Germania non ci sta, tanto meglio; si riprenderà un bel marco supervalutato e noi potremo riprendere le esportazioni in Lire ( o nuovo euro fra 26)anche verso al Germania.

Comunque si è perso troppo tempo e temo che non ce la facciamo a recuperare 20 anni in pochi mesi.

Sarebbe un miracolo.

La Grecia è piccola e può essere salvata;in pratica si farà mantenere da noi tutti e ci farà ”marameo”; ma un’altra nazione non sarà salvabile;mancano i soldini.

Se invece non viene salvata, passerà il concetto che ognuno dovrà ritornare alle proprie monete e ”si salvi chi può”. Io speriamo che ”me la cavo”:

Saluti.

Giancarlo Politi

VINCI (Firenze)

 

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Sono almeno due anni, caro Politi, che scrivo le stesse cose.

Come lei sono convinto che la Merkel difetti di quella visione che fece grande colui che la scoprì e la favorì nella corsa al cancellierato. Mi riferisco a Helmut Kohl, il padre della riunificazione tedesca.

Fu Kohl a volere l’euro e fu Kohl a volerci includere l’Italia e la Grecia, che obiettivamente non possedevano i requisiti richiesti dai protocolli di Maastricht. Così facendo intendeva rendere un doppio servizio al suo Paese. Uno strategico, nel senso che consolidava l’ancoraggio europeo di una Germania di nuovo unita, di nuovo ricca, di nuovo potente e dunque tendenzialmente proiettata a ridiventare egemone in Europa. Insomma volle esorcizzare i demoni di un passato che aveva visto la Germania all’origine di due disaastrose guerre mondiali.

Il secondo servizio era di carattere economico. Comprendeva bene che la nuova moneta unica in realtà sarebbe stato una riedizione del marco. E a questo fine volle che la Banca Centrale Europea avesse come compito precipuo quello della lotta all’inflazione e come sede – non a caso – Francoforte.

Ma furono i suoi successori, prima il socialista Schroeder e poi la Merkel, democristiana come Kohl, a non comprendere che – terminato il rodaggio – la Bce avrebbe dovuto poter funzionare come una vera banca centrale. E dunque avrebbe dovuto poter stampare moneta, se necessario.

Ebbene è proprio questa anomalia che ha cacciato l’intera Europa nella sua più grave crisi dalla fine della seconda guerra mondiale.

In ogni caso la Germania non è il solo problema. Ce n’è un secondo, ancora più grande, di cui l’Europa pare essersi dimenticata. Si chiama Cina. Nel mese di maggio mentre l’Europa tirava la cinghia, la Cina ha aumentato le sue esportazioni del 15 per cento.

Qualcuno mi può spiegare come si possa convivere con un regime dittatoriale che sottopaga i suoi lavoratori, manipola la valuta e ci strangola con la sua concorrenza sleale?

L’Europa si è arresa. Questa è la madre di tutti i problemi.