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Sarà demolita la ciminiera del Mulino Parisio?!

Questa domanda (ora purtroppo affermazione) è da qualche giorno sulla bocca di tutti i Bolognesi e divide l’opinione pubblica su posizioni nettamente contrastanti.

Chi deve transitare per via toscana è obbligato a deviare a causa del transennamento che, a seguito del terremoto di fine maggio, delimita la ciminiera ritenuta pericolante.

Riccardo Malagoli, assessore ai Lavori pubblici, ha in questi giorni riferito che l’immobile, di proprietà privata, non è sottoposto a vincoli da parte della Sovrintendenza per i beni artistici ed architettonici.

Chi lavora nel settore sa bene come, con una semplicissima ricerca in rete, è possibile verificare la classificazione degli edifici navigando nella cartografia del Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Bologna.

In effetti ho avuto modo di constatare che l’edificio risulta classificato di interesse documentale (come tutti quelli costruiti nel territorio comunale antecedentemente al 1949) ma ciò non vuol dire che necessariamente sia tutelato dalla Sovrintendenza e che non si possa demolire.

La demolizione per motivi di sicurezza può essere per legge effettuata con una semplice comunicazione corredata da perizia redatta da un tecnico abilitato….

… E questo si è deciso di fare.

La ciminiera, importante testimonianza storica del passato bolognese, sarà letteralmente “smontata” e cesserà di “infastidire” il traffico e la sicurezza della zona.

Sembra assurdo che non ci siano soluzioni alternative ( chi lavora nel settore sa bene che non è così). Purtroppo mettere in sicurezza un’opera di questo tipo sarebbe molto oneroso ….ma non impossibile.

E’ chiaro che la normativa che sopra ho citato permette questa operazione non tutelando alcune opere architettoniche di proprietà privata ( se si fosse trattato di proprietà pubblica o ecclesiastica l’accertamento di tutela sarebbe stato obbligatorio e, molto probabilmente, la demolizione non sarebbe al momento consentita).

Sul sito petizioni online parecchie persone hanno aderito alla richiesta fatta al Sindaco ai Vigili del Fuoco e a tutti gli Enti preposti di considerare ogni soluzione di consolidamento alternativa all’abbattimento ma le proteste di molti cittadini non sono valse a nulla.

Pare purtroppo che niente si possa fare e questo manufatto che parla delle vie d’acqua e delle connesse attività produttive e rappresenta un importante segnale urbanistico, un riferimento visivo e formale che incide fortemente sul volto della città e sull’immaginario di chi la abita,  verrà demolito