La legge sull’aborto torna in discussione: ma è giusto?
LA LEGGE sull’aborto 194/78 potrebbe essere in pericolo. Delle sue sorti deciderà mercoledì la Consulta, che esaminerà la legittimità dell’articolo 4. Alla Consulta si è rivolto un giudice tutelare di Spoleto, dopo la richiesta di una sedicenne di abortire senza coinvolgere i genitori. Mi chiedo, siamo tornate indietro di decenni?
Anna Maria Teatino, Lecco
NON PENSO sia il caso di domandarsi
se la decisione della Consulta (qualunque essa sia) rappresenti un passo indietro rispetto ad una legge che dal momento della sua entrata in vigore (per non parlare degli anni precedenti) ha sempre sollevato attacchi furibondi e messe in discussione cicliche. Credo piuttosto che il vero problema sia quello di trovare un equilibrio fra diritti prioritari, quello della salute della donna, quello dell’embrione e quello dei medici obiettori di coscienza. E questo in un Paese tradizionalmente diviso fra hooligan di opposte fazioni è impresa quasi impossibile. Senza mai dimenticare, comunque, che l’aborto rappresenta sempre una sconfitta per la donna e che nell’Italia pre 194 dilagavano mammane e cucchiai d’oro