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La ricostruzione dei sentimenti

FORSE chi non ha vissuto il dramma del terremoto come è capitato alla mia provincia faticherà a capire perché ne parliamo ancora, a distanza di oltre un anno. Non voglio annoiare nessuno, con il rischio di ottenere il risultato opposto, quello di far cambiare subito canale a chi non è più interessato all’argomento.

Però stamattina a Mirandola i ragazzi della Stadium e di tutta la città hanno fatto un bel passo verso il ritorno alla normalità, e l’hanno fatto grazie ad alcuni vecchi fusti che si sono tornati a divertire in campo, e ne approfittano per fare del bene. Della squadra della Stadium, degli effetti del terremoto e della capacità di reagire di un gruppo così giovane e contemporaneamente storico vi avevo già parlato qui e poi anche qui .

Stamattina si è chiuso un cerchio, nel modo più bello: con una partita di pallavolo che è stata anche una festa, per l’inaugurazione della nuova palestra comunale di Mirandola, in via  29 maggio. E’ il primo impianto nuovo costruito dopo il sisma: “Lo scorso anno abbiamo dato la precedenza alla ricostruzione delle scuole – ha spiegato il sindaco Maino Benatti –, subito dopo ci siamo concentrati sugli impianti sportivi, perché crediamo nello sport e nei valori che può trasmettere ai nostri giovani”. Il volley ha confermato la sua sensibilità verso una zona che di volley vive. Un mese dopo le due scosse più drammatiche, il ct Berruto portò la nazionale a visitare le tendopoli, molti mesi prima di quello del calcio Prandelli, e successivamente sia Andrea Anastasi  che Andrea Giani si resero disponibili a dare una mano, con la loro presenza. Oggi è toccato alla nazionale over 50 di Franco Bertoli, Gianni Lanfranco, Andrea Lucchetta, Dametto, Saetti Baraldi, Ferrari, Corato, Vecchi e tutti i vecchi amici di un volley diverso, ma non per questo meno amato. Hanno affrontato in amichevole la serie D della Stadium. E’ finita 2-1 per gli azzurri (16-25; 25-15 e 15-11), ma ovviamente in un giorno così, chissenefrega del risultato.