Il capolavoro di Draghi e l’ossessione tedesca
Caro De Carlo, sono un imprenditore e da imprenditori credo di poterdire che questa situazione sia il risultato di decenni di mal governo, combinato con il comportamento degli italiani e delle “corporazioni” che li rappresentano. Ovvio che adesso bisogna pagare il conto !
Però il problema è che non stiamo pagando il conto…. stiamo pagando gli interessi sul conto ! Ciò significa che se questi tecnici non entrano nel modificare radicalmente la spesa pubblica, tra non molto pagheremo nuovi interessi (che non so dove andranno a raschiare….).
Non possiamo avere una moneta senza una conduzione politica. Non possiamo avere una BCE che impone regole senza tenere conto che sotto, ci sono uomini, famiglie, lavoro. Non possiamo lasciarci gestire da una euroburocrazia altretanto costosa e inefficiente come la italoburocrazia. Non possiamo avere una Banca d’Italia che è controllata da chi dovrebbe controllare (!!!???).
Il nostro mondo si sta dividendo tra i pochi che producono e tanti che consumano (per presunti diritti acquisiti o non….)
Adesso credo che dobbiamo riflettere su come uscire dell’involuzione in cui siamo entrati. La crescita, ovviamente necessaria per ridurre il rapporto debito-PIL, con queste politiche (recessive) non ci sarà. Le banche non possono essere salvate per investimenti mal gestiti (dal loro management) e finanziate con € al 1% che utilizzano per comprare titoli di stato al 5-6% ! (è una vera truffa), mentre chiudono i rubinetti della finanza alle imprese (vero, unico motore della creazione di richezza).
E’ qui che bisogna tagliare il nodo gordiano:
stampare € per liquare il debito ?, bloccare il servizio del debito (p.e. al 1%) con il quale finanziamo le banche mal amministrate ?, ridurre la spesa pubblica (meno impiegati pubblici, meno servizi, meno costi dell’amministrazione dello stato, meno privilegi, ecc., ecc.), default (nuove e più banche da salvare…..)?
La Germania non può far finta di niente: oggi lo squilibrio è evidente, 300 milioni di europei sono sacrificati (se lo meritano però…..) sull’altare del controllo dell’inflazione. 80 milioni di tedeschi godono di un € troppo forte (merito loro), rating di base (spread zero) sul loro indebitamento che pure esiste (!), banche salvate dal default greco, portoghese, ecc., ecc.
Sono d’accordo di non invadere la Baviera (il mio cognome, che finisce in er, viene da quelle parti….) però bisogna che se l’Europa esiste, batta un colpo !!!!
Carlos Prinster
*** *** ***
E’ altrettanto inconfutabile che l’indebitata Europa e l’ancora più indebitata America non riusciranno mai a risanare i loro bilanci con aumenti fiscali e tasse. E non riusciranno mai a recuperare margini di competitività nella loro produzione se non affronteranno il problema cardine: la concorrenza sleale della Cina e in genere dei Paesi asiatici.
Certo, i governi hanno gravi responsabilità. Se fossero stati più oculati, se avessero sprecato di meno, se avessero sfrondato l’albero del welfare già negli anni Novanta quando il suo peso cominciò a rivelarsi insostenibile, oggi le cose andrebbero meno peggio. Leggermente meno peggio.
Se poi i Paesi dell’euro avessero capito che una banca centrale non può funzionare con tutte e due le mani legate dietro alla schiena, voglio dire nell’impossibilità di garantire gli investitori che acquistano i bonds europei, se insomma ci fosse stato un minimo di lungimiranza, oggi la crisi dei debiti sovrani sarebbe più gestibile.
Così non è stato. E gli europei e gli americani non possono che battersi il petto. Sono loro che hanno aperto le porte alla Cina. E sono i primi che hanno costruito l’edificio della moneta comune partendo dal tetto e non dalle fondamenta.
Quanto a Draghi sta realizzando un capolavoro. Ha aumentato le liquidità a disposizione delle banche (che però non la utilizzano come dovrebbero, aiutando il mondo imprenditoriale affamato di crediti) senza smentire l’ossessione antinflazionistica del governo tedesco (senza cioè fare quel che comunque non potrebbe, stampare carta moneta). Ci ha garantito una tregua, non una soluzione.