La ripresa irlandese e la beffa dei detentori di buoni del Tesoro
Ho letto sul "Giorno" del 24/04/2012 a pag. 24
un suo commento "LA LEZIONE DI DUBLINO".
Mi meraviglia che un giornalista come Lei
incorra in una gravissima disinformazione e
diffonda notizie false pregiudichevoli ad una
corretta informazione. Quello che Lei chiama
"miracolo Irlanda" è semplicemente un FURTO
ORGANIZZATO DAL GORVERNO IRLANDESE
con il consenso del consiglio europeo.
Infatti l'abbatimento del deficit Irlandese si è
tradotto con l'AZZERAMENTO del debito non
rimborsando le obbligazioni emesse ed
offrendo in concambio solo a chi possedeva
cifre considerevoli azioni delle banche che in
realtà non hanno nessun valore sul mercato.
Mi sarei aspettato da Lei invece una risposta
alle migliaia di risparmiatori ITALIANI che al
7 luglio u.s. loro malgrado, si sono trovati senza
un € dei risparmi investiti in obbligazioni Bank of
Ireland . Le consiglio di leggere l'interpellanza
parlamentare del senatore Lannutti
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05809
Atto n. 4-05809
Pubblicato il 6 settembre 2011
Seduta n. 599
che le sarà più chiara la faccenda.
Trovo molto disagio nel leggere notizie che sono
una presa "per i fondelli" a gente che ha creduto
nelle banche italiane che hanno offerto titoli in
loro possesso e dovendone disfarsi assicuravano
che erano investimenti senza nessun problema.
Per correttezza deve pubblicare nella medesima
pagina economica una precisazione e smentita
di quanto comunicato. Giuseppe Galli
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No. Nessuna disinformazione. Nessuna notizia falsa. Semmai incompleta. In ogni caso il tema del mio commento non riguardava l’arbitrario azzeramento degli investimenti ai danni di tanti risparmiatori in buona fede indotti a rischiare da tanti consulenti bancari in mala fede o semplicemente ignoranti.
Non è la prima volta che accade. E ogni volta la prospettiva di raccogliere interessi alti tradisce la fragilità e l’insicurezza della copertura dei buoni del Tesori dei Paesi con le finanze precarie.
Il tema aveva un respiro più ambisioso, macroeconomico direbbero gli economisti. Un respiro, che andava al di là dei danni patrimioniali subiti da lei e da altri come lei.
La questione che mi interessava era: come ha fatto l’Irlanda a iniziare la risalita dall’abisso? Di qui l’elencazione delle decisioni virtuose del governo di Dublino. E dunque l’intelligente politica fiscale che ha richiamato investimenti esteri, il robusto taglio della spesa pubblica, la spinta alle esportazioni (fra cui, nota curiosa, la carne di cavallo).
Ovviamente ero a conoscenza della propotenza truffaldina imposta a chi, credendo alle banche italiane, aveva acquistato titoli irlandesi.
Ma questo – mi consenta – rappresenta un ”danno collaterale”, per usare il linguaggio del Pentagono quando ammette che nei bombardamenti su postazioni talebane anche qualche civile ci ha rimesso le penne. Il che sarà cinico. Ma né io né lei possiamo farci nulla.