Monti il tecnico chiede aiuto ad altri tecnici. E ai contribuenti.
Caro De Carlo,
non so lei, ma io sono molto ma molto deluso. Avevo salutato l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi con favore, anzi con entusiasmo. Ecco finalmente – mi dicevo – uno che se intende. Ecco finalmente un professionista dell’economia. Uno che sa cosa bisogna fare e che sa di doverlo fare in fretta.
Ebbene Monti non solo non sa cosa fare ma non ha nemmeno capito che non c’è tempo da perdere. In più manifesta arroganza e anche una certa vigliaccheria.
Non mi è piaciuto quando ha rovesciato sul precedente governo la responsabilità dei suicidi a catena fra imprenditori falliti e lavoratori disperati. Sarebbe stato più opportuno e elegante tacere. E in ogni caso nei suoi sei mesi di governo la situazione è peggiorata.
Che disastro!
I partiti sono completamente sputtanati. I loro capi anche. E come sol dell’avvenire si profila quel pagliaccio di Grillo.
Lei come la vede?
Giorgio Bentivoglio
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Come la vedo? La vedo come lei. E come lei sono fra i delusi.
Anche io mi aspettavo da Monti un briciolo di lucidità e di coraggio. Di lucidità, perché avrebbe dovuto subito capire che far cassa non bastava. Mentre aumentava le tasse, avrebbe dovuto impostare una robusta politica di tagli alla spesa pubblica. Nulla.
Pensi che la piccola Irlanda sulla via del risanamento sta tagliando ogni anno spese per 15 miliardi di euro. Se consideriamo che il suo pil è un decimo di quello italiano, è come se l’Italia tagliasse 150 miliardi.
Pia illusione. Lei sa bene che il traguardo dei tagli per il 2012 è stato fissato a poco più di 4 miliardi. E sa anche che a questo fine il tecnico Monti ha dovuto assumere altri tecnici, confermando implicitamente la propria inadeguatezza.
Monti era già il commissario nell’idea di Napolitano quando in novembre gli affidò l’incarico. Ora il commissario si è autocommissariato a sua volta.
E inoltre per sapere dove e come tagliare ha chiesto aiuto ai contribuenti che gli hanno inviato quasi centomila segnalazioni.
Lei crede che verranno mai lette o prese in considerazione? Io no. Ma spero di sbagliarmi.
Quanto al coraggio, le ricordo che Napolitano aveva dato a Monti un assegno in bianco. Monti avrebbe potuto riempirlo come desiderava. In un colpo solo avrebbe potuto metterci la riforma del mercato del lavoro, l’abolizione delle province, l’accorpamento dei comuni, l’eliminazione delle consulenze, il rigore nei bilanci regionali, lo sfoltimento di un parlamento pletorico, eccetera, eccetera. I partiti erano in stato comatoso. I sindacati anche. Non avrebbe avuto alcuna opposizione o al massimo le resistenze sarebbero state flebili.
Invece tutto quel che è venuto fuori dal primo semestre di governo è stata una riforma pensionistica timida, incompleta e comunque riduttiva dei già magri compensi. Per il resto tasse, tasse e ancora tasse. Non è questa la via della ripresa.