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I “T-Days”: la pedonalizzazione del centro cerca una via

A partire dal 12 maggio scorso a Bologna è iniziato l’esperimento di pedonalizzazione più ambizioso degli ultimi anni.

Alle vie della porzione storica, nelle quali il traffico veicolare è normalmente escluso, si intende aggiungere la parte di città caratterizzata dalle larghe strade generate dagli sventramenti ottocenteschi: la grande “T” costituita da via Indipendenza, via Ugo Bassi e via Rizzoli dà il nome al progetto, “T-Days”, il quale verrà attivato nei giorni festivi ed i fine settimana.

Come dimostra un recente sondaggio pubblicato lo scorso febbraio, la voglia dei bolognesi  di avere a disposizione un centro libero da auto e servito da mezzi pubblici efficienti è grande, forse in gran parte influenzata dalle promesse, mai realizzate, di parcheggi nascosti, ampie aree pedonali, sistemi di trasporto all’ avanguardia.

Il provvedimento, proposto e sperimentato proprio nel mese in cui la bellezza delle città storiche italiane si manifesta in tutto il suo splendore, appare più come una prova tecnica di un riassetto del centro cittadino piuttosto che come una misura definitiva e sostenibile dal punto di vista dei trasporti.

Non sono infatti mancate le critiche: tra le altre cose, si contesta la poca elasticità con cui è stato applicato il blocco del traffico, che nella sua intransigenza proibisce l’accesso anche agli automobilisti portatori di handicap; o  il carattere troppo temporaneo e poco strutturale del progetto, il quale, conclusa la tregua del fine settimana, nei giorni feriali si concentra nel contrastare fortemente il traffico veicolare privato (solo i residenti possono transitare),  lasciando pressochè insoluto il problema del transito in centro dei pesanti bus snodati.

La questione non è sfuggita a Ascom e Confesercenti, da subito attive nel cercare un’ alternativa che prevedesse, oltre ad una maggiore libertà per il traffico privato, anche una visione più ampia, ma soprattutto ambiziosa, della Bologna del futuro. E’ stato infatti affidato a quattro noti architetti bolognesi (Filippo Boschi, Glauco Gresleri, Roberto Scannavini e Andrea Trebbi) il disegno di un nuovo piano del centro storico e delle sue immediate vicinanze, in cui si dà ampio spazio a parcheggi diffusi e inseriti nel tessuto, con conseguente alta permeabilità carrabile, insieme all’abbellimento delle principali strade e ad opere, come la funicolare verso San Michele in Bosco, dal forte carattere simbolico e celebrativo.

L’ Amministrazione comunale, da parte sua, mai aveva avanzato una proposta così articolata e complessa che richiede lunghi tempi di attuazione, circa 12 anni.