La birra artigianale, colpa di Teo. Baladin Milano, la sfida di Musso
Baladin. Come Aladin, basta strofinare la birra. Teo Musso, homo novus dell’agroalimnetare italiano nel mondo, come il conterraneo e alleato Oscar Farinetti, apre lunedì Baladin Milano in via Solferino 56 (angolo Bastioni di Porta Nuova). La prima Gastrobirreria milanese dell’uomo che ha inventato la birra che si gusta come il vino, il primo birrificio indipendente (controllo totale della filiera). Un’idea di Food and Beverage già declinata in undici locali italiani, dal famoso Open Roma al futuro spazio di Torino (le sue birre sono vendute in venti paesi del mondo). Come dice il libro edito da Feltrinelli, «La birra artigianale è tutta copa di Teo». Parlando di Teo Musso di Piozzo, Langhe, famiglia contadina, «i miei facevano vino», selezionatore di birre, gestore di locali, produttore indipendente, artista e imprenditore pop. Appassionato di musica (80mila album e 2800 concerti di jazz, rock, folk a Casa Baladin).
Ho fotografato Teo con i due manager del locale milanese, Enzo Corlito e Dario Amoretti, sotto le bottiglie disegnate da lui («mi sono ispirato al vino perché vengo da quella cultura lì»). «Coltiviamo la materia prima in più di 100 ettari e siamo già all’85 per cento del fabbisogno, Anche per questo mi piace parlare di birra viva. Tutto è iniziato nel 1986 a Piozzo, selezioanndo birre e cercando di capire i processi di produzione. Nel ’95 è nata la mia prima birra e l’ho portata nel mondo del vino, per chi non beve vino. L’ho subito proposta a 500 ristoranti come punto interrogativo, adesso abbiamo 5mila clienti. Nel 2006 nasce il mio bicchiere da degustazione, poi i locali per capire birra e cibo, realizzati con gli artisti dello staff di Marina Obradovic. Produciamo 30 birre diverse, lavorando sui leiviti, le botti, le spezie. Partiamo dal food di birreria, hamburger e patatine, per reinventarlo con grande materia prima. Come la carne, razza piemontese La Granda dell’amico Sergio Capaldo. Presidio Slow Food». Carlo Petrini scrive la prefazione del libro che racconta con Marco Drago un’avventura straordinaria.