L'Oriente vicino

E’ scaduto l’ultimo trattato che poneva un freno alle armi nucleari

Di Lorenzo Bianchi

L'ultimo accordo tra Mosca e Washington per porre un freno alle armi nucleari siglato nel 2010 è ormai scaduto. Nessuna nuova intesa è stata raggiunta entro il termine fissato, il 5 febbraio. Cresce così il timore che si possa innescare una nuova corsa agli armamenti, come denunciato da Papa Leone XIV che parla di «minaccia alla pace». «Non siamo più legati al trattato e le parti non sono più tenute a rispettare alcun obbligo», afferma Mosca, che assicura comunque di voler agire «responsabilmente» e di «restare aperta» a una soluzione diplomatica. Per gli Stati Uniti, invece, «un accordo sulle armi nucleari nel XXI secolo «è impossibile senza la Cina». E' scaduta l'intesa del 2010 che pone un limite alle armi nucleari strategiche dispiegabili dalla Russia e dagli Usa fissando un tetto di 1.550 testate e 700 tra missili e bombardieri. L’ultimo termine per rinnovarla era infatti il 5 febbraio 2026.

«Non siamo più legati al trattato e le parti non sono più tenute a rispettare alcun obbligo», afferma la Federazione russa, che assicura comunque di voler agire «responsabilmente» e di «restare aperta» a una soluzione diplomatica. Si stima che negli arsenali di Mosca e di Washington si trovi il 90% degli ordigni nucleari di tutto il pianeta: 5.177 testate americane e 5.459 russe. La Cina ne avrebbe solo 600, ma ne produrrebbe ogni anno un centinaio. Molti osservatori ritengono tutt'altro che scontato che Pechino in questo momento accetti limitazioni, come vorrebbero gli Usa.

Il Cremlino afferma che Putin ha parlato della situazione con il presidente cinese Xi Jinping e che gli avrebbe detto che Mosca intende «agire in modo misurato e responsabile». A settembre Putin si era dichiarato pronto «a rispettare le restrizioni del New Start per un altro anno dopo la scadenza, a patto che «gli Usa agissero in modo analogo». In questi anni il Cremlino non ha certo smesso di mostrare i muscoli, al punto che nel 2023 - nel pieno dell'aggressione militare contro l'Ucraina - ha ordinato di schierare armi tattiche nucleari in Bielorussia. Trump - che oggi ha parlato con Xi Jinping - aveva definito «una buona idea» il rinnovo del New Start, ma poi ha ipotizzato «un accordo migliore».

Per Georgia Cole, ricercatrice del think tank britannico Chatham House, se il New Start non dovesse essere rinnovato, Usa e Russia potrebbero aumentare le loro testate nucleari «senza alcun controllo». E «questo - dice l'esperta in un'intervista al quotidiano statunitense Washington Post - potrebbe accrescere il rischio di errori di calcolo, di incidenti e di un'escalation indesiderata», Ma anche incoraggiare la Cina a continuare ad accelerare il suo accumulo di risorse nucleari «per raggiungere la parità».

 

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