In maggio l’Ucraina ha scacciato i russi da una fetta del suo territorio
Di Lorenzo Bianchi
In maggio i russi hanno perso 250 chilometri quadrati di territorio nell’Ucraina occupata. Kiev li ha scacciati dalla riva del fiume Dnipro a sud di Zaporizhzhia e mantiene il controllo del centro di Kupyansk che pareva destinata a cadere nelle mani di Mosca. Da una settimana i droni guidati dall’intelligenza artificiale bloccano tutte le vie di rifornimento al fronte. Nel giorno della Davos russa a San Pietroburgo nella notte del due giugno sciami di droni hanno costretto le autorità a chiudere l’aeroporto Pulkovo per qualche ora. È stato colpito anche il terminale della raffineria della seconda città della Federazione Russa. Zelensky era fresco reduce da due giorni di raid che erano costati la vita a ventuno connazionali. Da gennaio Elon Musk ha interrotto le comunicazioni satellitari appoggiate alla sua rete di satelliti Starlink, facendo sprofondare le comunicazioni russe nel caos. I droni di Kiev si spingono su Mariupol e anche sulla Crimea e hanno bloccato decine di camion, di cisterne e di autobus ostacolando l’afflusso di rinforzi, di munizioni e di carburante. Sciami di bombe volanti rendono precaria l’esportazione di petrolio. La benzina comincia a scarseggiare sia in Crimea sia nel Donbass occupato dalle forze di Mosca.
In Ucraina invece c’è una carenza disperata di altra natura, quella di soldati. Tutto sembra convergere ora nella direzione della necessità di fermare le armi. Putin ha invitato Zelensky a incontrarlo a Mosca, ma ha ribadito che vuole il totale controllo del Donbass, anche delle parti di territorio che non è ancora riuscito ad occupare in quattro anni di conflitto, una condizione del tutto inaccettabile per Zelensky.
Il due e il tre giugno a Kiev i morti sono stati almeno sei. A Charkiv le vittime sarebbero 15, tra le quali due bambini. E' crollato un edificio residenziale di quattro piani. Il presidente del Paese Volodymyr Zelensky continua a ripetere che «c'è assolutamente bisogno dell'aiuto americano per la fornitura di missili Patriot». «Nella notte del primo giugno la Russia ha lanciato contro i nostri cittadini 656 droni d'attacco e 73 missili balistici, da crociera, antinave. E' una dichiarazione russa assolutamente trasparente. Se l'Ucraina non sarà protetta, continueranno», ha dichiarato Zelensky. Nella notte del primo giugno oltre 40.000 residenti hanno cercato rifugio nei tunnel della metropolitana della capitale ucraina. A Odessa, un ospedale di maternità, che ospitava neonati e donne in travaglio, è stato colpito, ma non ci sono state vittime. Le autorità della Prefettura di Charkiv, temendo un'avanzata, hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria di 7.000 persone nelle città di confine con la Federazione Russa.
Mosca ha rivendicato i raid, ma ha precisato che erano solo «contro le infrastrutture militari ucraine a Kiev» e in altre città. «Abbiamo sempre detto che preferiamo raggiungere i nostri obiettivi in modo pacifico, ma se l'altra parte continua a rifiutare di partecipare a veri negoziati di pace, allora l'operazione speciale militare continuerà», ha dichiarato Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, aggiungendo che «la guerra potrebbe concludersi entro la fine della giornata, a patto che Zelensky ordini alle sue truppe di ritirarsi dal territorio russo». Nell'ultimo periodo Mosca ha dovuto incassare attacchi alle raffinerie petrolifere che hanno alimentato timori di una carenza di carburante. L'agenzia di stampa francese Afp pubblica la notizia che per il secondo mese consecutivo l'Ucraina ha riconquistato più territorio di quanto ne ha perso.
A Galati, in Romania, nella notte fra il 28 e il 29 un drone ha colpito il tetto di un condominio residenziale. La città è sulle sponde del Danubio, a una ventina di chilometri dal confine con l'Ucraina investita da un massiccio attacco russo. Due persone sono rimaste leggermente ferite. Secondo il ministero della Difesa romeno, il velivolo senza pilota è entrato per 4 minuti nello spazio aereo della Romania, un lasso di tempo troppo breve per abbatterlo senza rischi. L'episodio ha e fatto esplodere la rabbia di Bucarest, che ha puntato il dito contro la Russia denunciando «una grave e pericolosa escalation». La Nato l'Unione europea hanno fatto quadrato: «Mosca è un pericolo per tutti noi. Siamo pronti a difendere ogni centimetro del territorio alleato», ha assicurato il segretario generale Mark Rutte a Nicusor Dan, il presidente romeno. Anche la presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen e tutte le cancellerie europee, Italia compresa, hanno accusato Mosca: «La sua guerra di aggressione ha oltrepassato un altro limite. Continuiamo a rafforzare la nostra sicurezza e la nostra capacità di deterrenza, soprattutto sul confine orientale», ha affermato la presidente della Commissione europea, evocando l'imminente «ventunesimo pacchetto di sanzioni» contro la Russia. Mentre gli Stati Uniti, con un post su X del loro ambasciatore presso la Nato Matthew Whitaker, hanno condannato «questa sconsiderata incursione» sul territorio della Romania, senza però indicare responsabilità russe.
Il Cremlino ha respinto le accuse, sostenendo che non ci siano prove che il drone (identificato dalle autorità romene come Geran-2, la versione russa dello Shahed 136 iraniano ampiamente usato da Mosca contro l'Ucraina) sia stato lanciato da Mosca. «Potrebbe trattarsi di un velivolo senza pilota ucraino deviato dalla sua traiettoria a causa delle difese elettroniche o da una carenza nei dati», ha detto Vladimir Putin, ricordando che già in passato la Russia era stata condannata per «droni ucraini» che avevano oltrepassato i confini della Nato. Il presidente russo ha così aperto a «un'indagine obiettiva», se gli saranno consegnati i rottami. Più sprezzanti invece le parole di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, che ha avvertito i cittadini europei: «Sono finiti i vostri sonni tranquilli. L'Ue è entrata unilateralmente in guerra con la Russia, chiedete conto ai vostri leader». Lo scontro è durissimo.
La Romania ha convocato l'ambasciatore russo, ha dichiarato 'persona non grata il console generale di Mosca a Costanza, sul Mar Nero, e ha chiuso il consolato. Le ritorsioni «non tarderanno ad arrivare», ha replicato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che ha accusato l'Occidente di usare «il clamore suscitato dal drone» per «distogliere l'attenzione dall'omicidio dei bambini di Starobilsk per mano di Zelensky, commesso con fondi e sostegno dell'Ue». Zakharova allude all'attacco ucraino al dormitorio del Lugansk.
La ministra degli Esteri ad interim romena Oana Ţoiu ha evocato il ricorso all'art. 4 della Nato, che prevede la consultazione tra gli alleati, su richiesta di un Paese membro che si ritiene minacciato, per valutare eventuali contromisure. Una decisione che spetta al presidente Dan. Ma intanto l'Alleanza ha assicurato che trasferirà parte delle sue attrezzature di difesa aerea in Romania, fino a quando il Paese non modernizzerà i suoi sistemi nazionali, utilizzando anche i fondi del programma Safe dell'Ue, ha annunciato lo stesso Dan. Anche l'Ucraina si è detta pronta a difendere la Romania «in qualsiasi modo sia necessario», ha assicurato il presidente Zelensky, concordando con Dan che deve essere accelerata «la cooperazione sulla coproduzione di droni a rapido impiego».
Il 30 maggio un drone ha colpito l'edificio una turbina della centrale nucleare contesa di Zaporizhzhia. L'impatto ha provocato una detonazione, riferisce Aleksei Likhachev l'amministratore delegato di Rosatom, l'agenzia russa per l'energia nucleare, denunciando che le forze di Kiev hanno effettuato «il primo attacco deliberato» con droni sull'impianto. L'impatto non ha intaccato il funzionamento della centrale o alterato i livelli di radiazioni. Nella zona, a più riprese durante la giornata, ci sono stati raid russi che hanno lasciato sul campo anche un morto. Le aggressioni anche nella zona di Sumy e in altre aree dell'Ucraina sono costate la vita ad almeno cinque persone, stando a quanto riportano le autorità di Kiev. La Russia ha lanciato duecentonovanta droni. Duecentosettantanove sono stati intercettati dalla difesa aerea ucraina, precisa l'aeronautica militare di Kiev. Un'escalation che dura da giorni.Rinfrancato dalla prospettiva di vedere a breve finalmente aperti i negoziati per l'adesione alla Ue e da una tenuta sul campo di battaglia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky studia le prossime mosse per uscire da una guerra che è sempre più di logoramento. Il leader ucraino parla di preparativi «per importanti negoziati, per ora senza divulgarne i dettagli pubblicamente». «Siamo in contatto quasi quotidianamente con gli inviati del Presidente degli Stati Uniti e con i nostri partner europei» per far avanzare la «diplomazia», precisa dopo aver partecipato a una riunione speciale per fare il punto della situazione.
L'irruzione di ieri di un drone, identificato dalla Nato come di origine russa, su un edificio civile in Romania ha fatto scattare l'allerta e alimentato il sospetto che Mosca si finga distratta, ma che in realtà voglia testare la reazione dell'Alleanza Atlantica. Il ministro degli Esteri spagnolo ha convocato l'ambasciatore russo per protestare «contro l'incursione di un drone russo in territorio rumeno ed europeo». Non si tratta di incidenti isolati, avverte il premier polacco Donald Tusk. L'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha detto che «il sonno tranquillo dei cittadini dell'Unione Europea è finito. Tutti nella Nato dovrebbero finalmente iniziare a prendere sul serio questi fatti e queste parole. Negli ambienti Nato si discute su come evitare che nuovi droni raggiungano il territorio europeo, in un conflitto nel quale l'Ucraina è già il «porcospino d'acciaio» dell'Europa, all'avanguardia nella fabbricazione e nell'uso dei velivoli senza pilota. Droni che invece nel resto d'Europa colgono il più delle volte impreparate le autorità locali, come è avvenuto oggi all'aeroporto di Monaco, chiuso per un'ora per un presunto avvistamento di velivoli senza pilota che si è rivelato infondato.
Il 25 maggio la Russia aveva lanciato su Kiev il missile balistico Oreshnik e altri vettori ipersonici. l ministero degli Esteri di Mosca aveva invitato gli stranieri residenti nella capitale dell’Ucraina a «lasciare la città il più presto possibile» e i cittadini ucraini a «non avvicinarsi agli obiettivi dell'infrastruttura militare e amministrativa». È la rappresaglia per l’attacco ucraino avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 maggio su un dormitorio studentesco di Starobilsk, nella regione di Lugansk, controllata dai russi, nel quale hanno perso la vita 21 persone e oltre 40 sono state ferite. Nella struttura erano ospitati ragazzi di età compresa fra i 14 e i 18 anni. Il raid «è stato un'altra prova della natura nazista e terroristica del regime di Kiev», ha affermato in una nota il ministero degli Esteri russo, accusando inoltre gli «sponsor occidentali» del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di «fornire alle forze armate di Kiev gli strumenti per commettere crimini» contro il popolo russo. «Tutto questo ha fatto traboccare il vaso della pazienza», ha dichiarato la diplomazia del presidente Vladimir Putin, avvertendo che le forze di Mosca continueranno a sferrare «attacchi sistematici contro le imprese del complesso militare-industriale ucraino a Kiev», e che prenderanno di mira anche «i centri decisionali e i posti di comando».
Nella notte tra il 23 e il 24 maggio almeno quattro persone sono state uccise e oltre cento ferite in attacchi russi che avevano preso di mira in particolare Kiev, con l'impiego anche del missile balistico ipersonico Oreshnik - che può essere armato con una testata atomica - e di altri due vettori ipersonici, lo Zirkon, lanciato da navi, e il Kinzhal, sganciato da aerei. Sette persone, tra le quali due minori, sono state uccise da attacchi ucraini nelle ultime 24 ore sulla Russia e sulla parte del territorio ucraino occupato dalle forze di Mosca. Un uomo è morto nella regione russa di Belgorod e uno in quella di Bryansk, secondo le autorità locali. Nella parte della regione ucraina di Donetsk sotto controllo russo, quattro membri di una famiglia - madre, padre e due figli di 13 e 14 anni - sono morti a Horlivka. L'auto sulla quale viaggiavano, è stata centrata da un drone delle forze di Kiev, secondo quanto riferito dal sindaco. Nella stessa regione, le autorità filorusse hanno riferito che un uomo è rimasto ucciso nell'attacco di un drone contro una stazione di servizio a Uglegorsk. La polizia ucraina ha detto che i russi hanno lanciato un attacco con bombe aeree su Kramatorsk, nella parte del Donetsk controllata dalle forze di Kiev, provocando tre feriti.
IIl bilancio dei pesantissimi raid compiuti dai russi su Kiev nella notte tra il 13 e il14 maggio , subito dopo la fine di una brevissima tregua, è salito a 24 morti, tra i quali tre adolescenti, secondo le fonti ucraine. I raid russi su Kiev sono avvenuti solo 48 ore dopo lo scadere della tregua annunciata da Trump dal 9 all'11 maggio. Secondo Volodymyr Zelensky le forze di Mosca hanno attaccato l'Ucraina con oltre 670 droni e 56 missili. «I russi hanno praticamente demolito un'intera sezione di un edificio con un loro missile», ha dichiarato il presidente ucraino dopo aver visitato il luogo della strage a Kiev, dove oggi si osserva una giornata di lutto. «A Mosca non hanno ancora capito che gli ucraini non si arrenderanno mai per la loro indipendenza», ha aggiunto il leader ucraino, avvertendo che ora «l'Ucraina ha il diritto di lanciare attacchi di rappresaglia contro l'industria petrolifera e il settore della difesa russi».
Raid che le forze ucraine compiono ormai da tempo, colpendo con i loro droni obiettivi distanti fino a 2.000 chilometri dal confine. Nella notte tra il 14 e il 15 maggio le forze ucraine hanno lanciato 355 droni d'attacco contro 17 regioni russe, compresa quella di Mosca, ha fatto sapere il ministero della Difesa russo. Il governatore di Ryazan ha detto che quattro persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise e 12 ferite nei raid sulla città, che hanno colpito due edifici residenziali e un impianto industriale. Secondo fonti di media ucraini, è stata attaccata la locale raffineria di petrolio, una delle più grandi della Russia, causando esplosioni e un vasto incendio. I missili che la Russia ha usato nell'attacco avvenuto il 14 maggio ai danni dell'Ucraina sono stati prodotti quest'anno e con componenti occidentali. Lo ha scritto il quotidiano «Financial Times» in base a quanto riferito dalle autorità ucraine. Secondo Vladyslav Vlasiuk, commissario presidenziale ucraino per la politica sanzionatoria, «ogni missile conteneva oltre cento componenti fabbricati in Occidente». Dall'esame delle foto dei resti del missile che ha colpito un condominio a Kiev, uccidendo almeno 24 persone, è probabile che fosse un Kh-101. Fabian Hoffmann, esperto di tecnologia missilistica presso l'Università di Oslo, ha esaminato le fotografie dell'attacco di ieri e ha affermato che i detriti assomigliano a quelli di un missile Kh-101, «in base a ciò che credo sia il relitto di un motore turbofan e della fusoliera». «Considerando il profilo del danno, si trattava o di un missile balistico o di un missile da crociera. Non c'è alcuna possibilità che si trattasse di un drone», ha aggiunto. Secondo quanto indicato in un documento fornito al «Financial Times» dall'ufficio presidenziale ucraino, un missile identico, che aveva colpito un edificio residenziale in un attacco il 20 gennaio scorso, conteneva chip di società Usa - come Texas Instruments, Amd e Kyocera Avx - europee - tra cui Harting Technology Group (Germania) e Nexperia (Paesi Bassi) - ma anche cinesi e taiwanesi. I numeri di serie indicano che la produzione di questi componenti risale al 2024 e al 2025.
«La guerra in Ucraina si concluderà solo con una nostra vittoria». Poche ore dopo aver evocato una fine del conflitto il presidente russo Vladimir Putin, era tornato sulle stesse posizioni che ha sempre sostenuto negli ultimi 4 anni. «È la nostra guerra, e la vinceremo», ha ribadito il suo portavoce Dmitry Peskov. Sullo sfondo però qualcosa sembra tornare a muoversi sul terreno dei negoziati. Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi «presto» a Mosca per la ripresa del dialogo, ha annunciato Yuri Ushakov, il consigliere di Putin, l'uomo che finora ha dialogato con i due negoziatori di Donald Trump. A Bruxelles si accredita l'idea che il logoramento del conflitto in Ucraina stia coinvolgendo anche la Russia. La parata del 9 maggio è stata studiata a fondo dalle cancellerie e dai servizi di intelligence. La scelta di una versione ridotta delle celebrazioni, le rafforzate misure di sicurezza, un certo nervosismo colto nel Cremlino nella preparazione della parata non sono passate inosservate. Arrivano notizie di una crescita del malcontento dei russi nei confronti della guerra e della situazione economica del Paese. A ciò va aggiunto che, col passare dei mesi, l'offensiva russa sembra essersi arenata, mentre le capacità militari ucraine stanno crescendo in misura esponenziale.
La procedura scritta ha confermato il prestito dell'Unione Europea che assegna 90 miliardi di euro all'Ucraina e il 20esimo pacchetto di sanzioni a Mosca. Immediato il plauso dei vertici europei - Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Kaja Kallas hanno postato alacremente - e poi festa grande a Cipro, dove i leader sono riuniti per il vertice informale, al quale si è unito anche Volodymyr Zelensky, in presenza (sulle prime si era parlato di un collegamento). «Oggi è un grande giorno», ha dichiarato il presidente ucraino ringraziando «personalmente» Costa e von der Leyen. Il prestito, infatti, contribuirà a coprire le esigenze più urgenti del Paese in materia di bilancio e di capacità industriale nel settore della difesa nel 2026 e nel 2027.
Il 14 febbraio la Russia ha lanciato 83 droni in diverse località dell'Ucraina durante la notte. Lo rende noto l'aeronautica militare di Kiev spiegando che 55 droni sono stati abbattuti o disattivati, ma 25 sono riusciti a colpire di 12 località. Gli attacchi hanno causato enormi incendi a Odessa, la città portuale dell'Ucraina meridionale. Il servizio di emergenza statale dell'Ucraina ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito in questi ultimi attacchi. A Odessa "una struttura ferroviaria è stata danneggiata e, durante il secondo attacco, un serbatoio di carburante ha preso fuoco: si è verificata una fuoriuscita e l'incendio di prodotti petroliferi", ha detto il servizio di emergenza ucraino.
Il capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov ha visitato le truppe al fronte rivendicando gli ultimi successi: «In due settimane a febbraio, nonostante le rigide condizioni invernali, abbiamo liberato 12 località» dell'Ucraina, ha affermato il generale, secondo il quale il suo esercito avanza verso Sloviansk, polo industriale del Donetsk, e sta allargando la «zona di sicurezza» intorno alle regioni di Sumy e Kharkiv. Droni ucraini hanno colpito un terminal petrolifero russo a Krasnodar, provocando diversi incendi.
Secondo Zelensky il 7 febbraio alcune unità delle centrali nucleari ucraine hanno ridotto la produzione a causa degli attacchi russi e una si è spenta automaticamente. «Ieri sera i russi hanno colpito anche strutture vitali per il funzionamento delle centrali nucleari. Questo rappresenta un pericolo per l'Ucraina e per tutta la nostra regione, per l'Europa. Oggi le unità delle nostre centrali nucleari hanno ridotto la produzione e una si è spenta automaticamente. Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale delle Nazioni Unite per l'energia atomica (AIEA), ha confermato che le centrali nucleari ucraine hanno interrotto le operazioni a causa dell'attacco russo e che la situazione sta compromettendo la sicurezza nucleare.
Domenica primo giorno di febbraio sedici minatori sono morti a bordo di un pulman che da Ternivka li riportava a Pavlograd. Lavoravano nell’impianto della Dtek Pavlogradvugillya. Quattro droni russi sono esplosi fra la miniera e l’autobus. Il gruppo più numeroso era appena salito sul mezzo. Questa è la tregua secondo il presidente russo Vladimir Putin. Lunedì 2 febbraio le autorità ucraine hanno accusato le truppe russe di aver ucciso due persone, tra le quali un bambino, in un raid ieri nel Donetsk, e un altro civile in un bombardamento nella zona di Zaporizhzhia. Mentre Mosca afferma che un drone delle forze ucraine ha colpito un'abitazione vicino Belgorod uccidendo due civili. Zelensky sostiene che le truppe d'invasione russe hanno frenato (sebbene non interrotto del tutto) i raid contro le tartassate infrastrutture energetiche dell'Ucraina che nelle scorse settimane hanno lasciato al gelo e senza luce migliaia di civili mentre il termometro segnava temperature glaciali. Ma allo stesso tempo accusa l'esercito russo di prendere di mira le reti di trasporto e in particolare quella ferroviaria. E il ministero dell'Energia ucraino denuncia «interruzioni di corrente» nelle regioni di Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk e Cherkasy a causa di raid delle truppe di Mosca. La tregua sulle infrastrutture energetiche prevede che Kiev a sua volta non attacchi i depositi di petrolio e gas russi. Sui tempi Ucraina e Russia non sembrano d'accordo: secondo il Cremlino l'intesa sarebbe in teoria scaduta già il primo febbraio, mentre secondo Kiev dovrebbe durare per almeno una settimana a partire dal 30 gennaio.
La Russia ha rivendicato la conquista di altri tre villaggi: due nella regione di Zaporizhzhia e uno in quella di Donetsk. Nella prefettura nord-orientale di Kharkiv le autorità hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria delle famiglie che hanno figli da sette insediamenti in un territorio situato a una cinquantina di chilometri dall'omonima città capoluogo. Il governatore della regione aveva accusato le truppe russe di aver provocato la morte di una persona e il ferimento di almeno altre due in raid sui villaggi di Novoosynove e di Chorne.
Nella notte del 19 gennaio 2026 i russi hanno colpito Kiev, lasciando migliaia di edifici residenziali senza riscaldamento e un milione di persone al buio. In Ucraina le temperature sono scese fino a meno 14 gradi. Anche la Verkhovna Rada, il Parlamento, è rimasta senza elettricità e acqua. Secondo il sindaco di Kiev Vitali Klitschko dall'inizio di gennaio oltre mezzo milione di persone ha lasciato la città. Paura anche a Chernobyl dove, secondo il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica Rafael Grossi, «diverse sottostazioni elettriche sono state colpite da un'intensa attività militare» e la centrale «ha perso tutta l'energia elettrica esterna». L'emergenza è poi rientrata: «La situazione è sotto controllo e al momento non c'è alcuna minaccia» radioattiva, hanno assicurato i responsabili dell'impianto.
Il 13 gennaio il 70 per cento della popolazione di Kiev era rimasto al buio con una temperatura di 11 gradi sottozero. La capitale resta nel regime di blackout programmati. In un giorno la Russia ha lanciato 82 droni di tipo Shahed. Alcuni, compresi quelli di tipo più avanzato che hanno testate missilistiche, a Kiev hanno colpito la centrale termica di un impianto termale. Forti esplosioni hanno scosso anche Kharkiv. Secondo il sindaco Ihor Terehov è stato distrutto un grande impianto che produce energia.
Maxim Timchenko, l’amministratore delegato di Dtek, la maggiore azienda energetica privata del Paese, ha scritto su X che il settore dell’energia sta affrontando “una situazione estremamente seria” per via di attacchi russi senza precedenti alle infrastrutture. Olena Pavlenko, presidente del think tank DiXi Group, descrive la situazione con queste parole: “La strategia dei russi è questa: ci danno il tempo di riparare qualcosa e poi ci attaccano. Noi rimettiamo a posto le strutture e lo le bombardano di nuovo”.
Il 9 gennaio i droni e i missili russi sono piovuti a decine su Kiev, arrivando da diverse direzioni e complicandone l'intercettazione, hanno spiegato i vertici militari ucraini. Nella mattinata, l'ente per l'Energia ucraina, Ukrenergo, è stato costretto a disporre un'interruzione di emergenza della corrente in tutta la capitale, dei servizi di approvvigionamento idrico, di riscaldamento e di trasporto elettrico. Dopo diverse ore il ministero per l'Energia ha annunciato il ritorno alla normalizzazione, mentre in serata l'operatore Dtek ha annunciato il ritorno dell'elettricità in più di 600.000 case nella capitale. Non va meglio nel resto della regione di Kiev: quasi 98.000 famiglie sono senza corrente, con le riparazioni rallentate da neve e ghiaccio che stanno provocando ulteriori danni. Situazione più o meno simile a Dnipro, in 50 mila sono rimasti senza elettricità, e a Odessa, nuovamente bersagliata dai velivoli senza pilota.
Dall’America è arrivato il messaggio netto e chiaro che l’Europa dovrà assumere la responsabilità militare della Nato entro il 2027. Questo prevede la nuova strategia per la sicurezza nazionale pubblicata nei giorni scorsi. L'ha scritta da Michael Anton, il direttore politico del dipartimento di stato degli Usa. "L'amministrazione Trump - aggiunge - si trova in contrasto con i funzionari europei che nutrono aspettative irrealistiche sulla guerra in Ucraina".
Quella fra il 5 e il 6 dicembre è stata l'ennesima notte di fiamme e di distruzione e ha raggiunto anche la regione di Kiev. Centinaia di droni e di missili ipersonici Kinzhal sono stati lanciati sulle infrastrutture ferroviarie ed energetiche ucraine, mentre l'inverno si fa sempre più rigido per la popolazione civile.
La pioggia di razzi e di bombe è una inequivocabile risposta agli appelli giunti nelle stesse ore dai colloqui tra americani e ucraini a Miami, secondo i quali “un reale progresso verso qualsiasi accordo dipende dalla disponibilità della Russia a dimostrare un serio impegno per una pace a lungo termine. Inclusi passi verso la de-escalation e la cessazione delle uccisioni”. Negli attacchi russi sono stati impiegati “oltre 650 doni e 51 missili”, ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky riferendo di bombardamenti a Dnipro, Chernihiv, Zaporizhzhia, Odessa, Leopoli, Volyn e Mykolaiv e nell'oblast di Kiev, dove sono stati registrati tre feriti ed è stata colpita la stazione ferroviaria di Fastiv, circa 70 km a sud-ovest della capitale. Un raid “senza nessun senso da un punto di vista militare” ha affermato.
L'ondata di attacchi arrivata a lambire anche le zone dell'Ucraina occidentale come Leopoli, Ternopil e Khmelnytskyi, la Polonia è tornata ad alzare in volo a scopo preventivo alcuni caccia sul proprio spazio aereo. Migliaia di persone sono rimaste senza corrente e senza riscaldamento. Fra queste 9.500 utenze a Odessa dove in 34.000 sono rimasti anche senza acqua corrente, a causa dei danni provocati dai raid. “L'obiettivo della Russia è infliggere sofferenza a milioni di ucraini, e si spinge fino a lanciare missili contro città pacifiche nel giorno di San Nicola”, ha sottolineato il presidente ucraino. Da parte sua, Kiev ha rivendicato di aver colpito una raffineria di petrolio a Ryazan e un impianto di produzione di bossoli ad Alchevsk, nel Lugansk occupato. Ma “è necessaria una pressione aggiuntiva. Le sanzioni devono funzionare”, ha ribadito il leader di Kiev.
Kiev deve ritirare le sue forze dai territori rivendicati dalla Russia. Vladimir Piutin non ha precisato se si riferisse al solo Donbass, con le regioni di Donetsk e Lugansk, o anche a quelle di Kherson e di Zaporizhzhia. Ma ha aggiunto che una «questione chiave» nelle trattative con gli Usa, nei primi giorni della settimana prossima, sarà la richiesta russa che la Crimea e il Donbass siano riconosciute legalmente, e non solo de facto, come territori russi da parte della comunità internazionale.
Il capo del Cremlino ha affermato che attualmente è di 15.000 soldati al mese il gap tra il numero di militari che Kiev manda al fronte e quelli che vengono eliminati, vale a dire i morti e i feriti. Nel solo mese di ottobre, ha aggiunto, gli ucraini hanno perso 47.000 uomini. Putin ha ribadito che il piano americano, sulquale, secondo l'Ucraina, sono previste ulteriori trattative nel fine settimana tra Washington e Kiev, può servire da “base per accordi futuri”. Ma è tornato a mettere in discussione la legittimità del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e quindi della validità della sua firma in calce a un'intesa. Il mandato di Zelensky è terminato lo scorso anno, ma è rimasto in carica per l'impossibilità di tenere nuove elezioni a causa della legge marziale nel Paese. Putin ha poi definito “totali menzogne” le accuse alla Russia di volere attaccare Paesi dell'Europa occidentale, ma ha detto che Mosca è pronta a stipulare impegni ufficiali che non intraprenderà tali azioni. Quanto infine al possibile utilizzo degli asset russi congelati in Europa a beneficio dell'Ucraina, ha affermato che sarebbe un “furto” e ha avvertito che la Russia sta preparando un “pacchetto di risposta”.
Roberto Cingolani, l'amministratore delegato di Leonardo, ha presentato il progetto del nuovo sistema di difesa integrato Michelangelo Dome, e ha messo in guardia sul rischio di non investire in nuove tecnologie per la difesa. “Non sta finendo la guerra, sta iniziando la guerra nuova”, è stato il suo messaggio a investitori e giornalisti, e i prossimi anni di “pace apparente” potrebbero essere usati per sviluppare armi ancora più difficili da neutralizzare. “Dobbiamo realizzare queste tecnologie, sennò ci sterminano”, ha dichiarato. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, in missione a Parigi per un bilaterale, ha definito “un progetto importante italiano” la costruzione di questo Michelangelo Dome nel quale ogni paese può integrare le tecnologie e «tutti insieme cooperano a dare un sistema di difesa avanzatissimo per ogni tipo di minaccia, dal missile ipersonico fino al piccolo drone”. Una nuova squadra di progetto integrata, con rappresentanti di Leonardo e di tutte le forze armate italiane, disegnerà la nuova architettura secondo le necessità della difesa nazionale. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi al ministro e a esponenti delle diverse forse armate L'azienda spiega che Michelangelo Dome non è un singolo sistema, ma un'architettura completa che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber defence, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale ed effettori coordinati. La piattaforma, simile all'Iron Dome israeliano, crea una cupola dinamica di sicurezza, capace di individuare, tracciare e neutralizzare minacce, anche in caso di attacchi massivi, su tutti i domini di operazione. Il progetto sarà la “base” sulla quale cui sarà aggiornato il piano industriale di Leonardo, all'inizio del prossimo anno. “Può diventare la prima architettura aperta di Air defense dome nel mondo. Non c'è niente come questo”, ha dichiarato Cingolani indicando un target accessibile minimo di circa 200 miliardi di euro in dieci anni, su un mercato potenziale di 1100 miliardi.
Sette persone hanno perso la vita il 25 novembre a Kiev e venti hanno riportato ferite. Ma secondo il presidente americano Donald Trump, "siamo molto vicini ad un accordo, stiamo facendo progressi". Steve Witkoff diplomatico statunitense, inviato speciale degli Usa in Medio Oriente per le missioni di pace, andrà da Vladimir Putin e il segretario dell'esercito degli Stati Uniti Dan Driscoll incontrerà gli ucraini. A Kiev Volodymyr Zelensky da parte sua si è detto "pronto ad andare avanti" con il piano di pace, ormai emendato dai punti più irricevibili per Kiev. Questo vento nuovo, tuttavia, sembra soffiare solo a ovest. La Russia infatti preferisce non commentare le indiscrezioni, Una sua delegazione è ancora impegnata in colloqui ad Abu Dhabi con un team statunitense guidato Driscoll. Il ministro degli Esteri di Mosca Serghei Lavrov, insiste nel voler congelare le posizioni su quanto fu concordato nell' ormai lontano vertice di Anchorage.
La Polonia punta il dito contro la Russia per i due episodi di sabotaggio ferroviario avvenuti nel fine settimana sul suo territorio. Il premier Donald Tusk, parlando in Parlamento, ha detto che gli autori sono "due cittadini ucraini che operano e collaborano da molto tempo con i servizi russi" e che dopo l'azione sarebbero fuggiti in Bielorussia. "Sarebbe strano se non incolpassero prima la Russia, lì la russofobia prospera", ha risposto il Cremlino. A Madrid ha ottenuto un nuovo stanziamento per aiuti militari da 615 milioni di euro da parte del premier Pedro Sanchez. Putin, invece, ha partecipato in collegamento video alla cerimonia per la posa della chiglia del nuovo rompighiaccio a propulsione nucleare 'Stalingrad', durante la quale ha messo in chiaro che la Russia intende "rafforzare costantemente" le sue posizioni nell'Artico e ha definito "storici" gli obiettivi che il Paese si pone in questa regione. "È necessario ... garantire lo sviluppo del promettente corridoio di trasporto artico da San Pietroburgo a Vladivostok", ha affermato il leader del Cremlino, che più tardi ha ricevuto il premier cinese, Li Qiang.
Sul terreno in Ucraina, la televisione pubblica Suspilne ha detto che i suoi uffici nella regione di Dnipropetrovsk e quelli della radio Dnipro sono stati colpiti e danneggiati in un attacco di droni russi. Nella notte tra il 15 e il 16 novembre una ragazza di 17 anni è morta e altre nove persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico a Kharkiv, secondo quanto dichiarato dal governatore della regione. Nella parte dell'oblast di Donetsk occupata dai russi, invece, le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza in seguito a una «attacco senza precedenti» ucraino a due centrali termoelettriche che ha lasciato oltre il 65 per cento della popolazione senza luce. Il ministero della Difesa russo, infine, ha rivendicato la conquista di altri due villaggi dell'Ucraina orientale: Nechaivka, nella regione di Dnipropetrovsk, e Tseghelne, in quella di Kharkiv.
Dopo aver conquistato Avdiivka , una roccaforte ucraina di lunga data situata a oltre 40 chilometri a sud-est di Pokrovsk, nel febbraio 2024, le truppe russe sono gradualmente avanzate verso la città, un tempo un importante snodo logistico ucraino. Secondo il gruppo ucraino di monitoraggio DeepState, le truppe di Mosca hanno circondato Pokrovsk da tre lati, lasciando un varco di circa 15 chilometri all'esercito ucraino per far entrare truppe e rifornimenti.
A Zhaporizhzhia, la centrale nucleare più grande d’Europa occupata dai russi nel marzo del 2022, da giorni i reattori non ricevono più energia dalle linee elettriche. Per ora sono alimentati con gruppi elettrogeni. Secondo Andrij Sybiha, ministro degli esteri di Kiev, “la corrente è stata tagliata volontariamente da Mosca con un’azione manuale per collegare l’impianto agli elettrodotti russi e poter rubare energia”. A Washington si sta discutendo sull’opportunità di inviare all'Ucraina i missili Tomahawk, che hanno un raggio di azione di 2.500 chilometri “L'uso ipotetico di missili da crociera Tomahawk - ha sottolineato il viceministro degli esteri russo Serghei Ryabkov - è possibile solo con il coinvolgimento diretto di personale americano. Spero che coloro che spingono Washington a una tale decisione comprendano la profondità e la gravità delle conseguenze”. “Da parte nostra - ha aggiunto - facciamo appello all'amministrazione Usa perché affronti questa situazione con sobrietà e responsabilità”.
Di una possibile “escalation” tra le prime due potenze nucleari del mondo aveva parlato nei giorni scorsi anche Putin. Che allo stesso tempo aveva riconfermato l'impegno a “ristabilire pienamente le relazioni con gli Usa”, nonostante i crescenti segnali di impazienza di Trump, che più volte ha detto di essere “deluso da Putin” per la difficoltà di raggiungere la pace in Ucraina. Ma le parole di Ryabkov, pronunciate davanti alla Duma, lasciano intendere che nemmeno Mosca nutre più grandi speranze. “Sfortunatamente - ha dichiarato il vice ministro, titolare del dossier America - dobbiamo ammettere che il forte slancio di Anchorage per un accordo si è in gran parte esaurito per gli sforzi degli oppositori e sostenitori della guerra fino all'ultimo ucraino, prima di tutto tra gli europei”.
Continuano intanto i massicci bombardamenti di droni da entrambe le parti che puntano in particolare a danneggiare le infrastrutture energetiche del nemico. Il ministero dell'Energia ucraino ha detto che nei raid russi sono state colpite una centrale termoelettrica di proprietà di Dtek, la più grande azienda energetica privata ucraina, e altri impianti nelle regioni di Chernihiv e Dnipropetrovsk. Secondo le autorità ucraine, cinque civili sono stati uccisi e altri 37 feriti in attacchi in tutto il Paese nell'arco di 24 ore, tra martedì e mercoledì 8 ottobre. Sull'altro fronte, il governatore della regione russa di Belgorod ha denunciato l'uccisione di tre persone - una donna e due uomini - e il ferimento di nove donne in un attacco missilistico sulla località di Maslova Pristan che ha colpito “un servizio sociale” e danneggiato anche due edifici residenziali.
I responsabili della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in territorio ucraino ma controllata dai russi, hanno accusato le forze di Kiev di puntare a “deteriorare i sistemi di sicurezza” dell'impianto. La centrale sta funzionando solo grazie ai generatori da due settimane, da quando un bombardamento, di cui i russi incolpano le forze ucraine, ha danneggiato l'ultima linea ad alto voltaggio da 330 Kilowatt. E secondo i responsabili della centrale, i raid ucraini continuano ad impedire ai tecnici di intervenire per rimettere in funzione la linea. Sulle pagine di uno dei quotidiani più diffusi, la Komsomolskaya Pravda, il famoso analista militare Viktor Baranets, ricorda che potrebbero essere istallati missili russi a Cuba o in Venezuela. Il Moskovsky Komsmomolets, intervista invece l'esperto militare Vladimir Popov, secondo il quale Mosca potrebbe mettere in campo direttamente contro Kiev il missile balistico ipersonico l'Oreshnik con una gittata fino a 5.500 chilometri. Una valanga di minacce e congetture che lascia intuire quanto, prima ancora di entrare in azione, i Tomahawk americani siano già diventati un incubo per i sogni di restaurazione imperialistica della Russia di Putin.
Il 25 settembre uno sciame di 22 droni ha sorvolato la centrale Sud Ucraina di Mykolaiv a duecento chilometri dal fronte. Nella stessa giornata un velivolo telecomandato ucraino in Russia avrebbe centrato il quartiere della nuova centrale di Kursk che dovrebbe sorgere di fianco a quella dell’epoca sovietica,
Ma anche se gli Stati Uniti consegnassero i Tomahawk all'Ucraina, ha affermato Peskov, ciò non cambierebbe le sorti del conflitto, perché "non esiste alcun rimedio assoluto che possa ora cambiare la situazione al fronte per il regime di Kiev, non c'è un'arma magica" (nella foto il palazzo del governo ucraino che fino al 9 settembre era stato risparmiato da Mosca) . Dopo il massiccio attacco russo con droni e missili tra sabato 27 settembre e domenica 28 sull'Ucraina, che secondo le autorità di Kiev ha provocato quattro morti nella capitale e 80 feriti in tutto il Paese, i bombardamenti reciproci con l'impiego di velivoli senza pilota sono proseguiti nella notte tra domenica 28 settembre e lunedì 29. Il ministero della Difesa russo ha detto che le difese antiaeree hanno intercettato 84 droni ucraini, di cui quattro nella regione di Mosca. Il governatore ha detto che una donna di 76 anni e il suo nipotino di 6 sono rimasti uccisi nell'incendio della loro casa provocato dalla caduta di uno dei velivoli a Voskresensk. Da parte sua, l'Aeronautica ucraina ha detto di avere abbattuto 32 droni russi.
Nei giorni scorsi si sono moltiplicati gli avvistamenti di velivoli senza pilota nei pressi di basi militari in Danimarca e in Svezia. La Nato ha ribadito di essere pronta ad "abbattere" i velivoli nemici e la Russia ha subito ribattuto che "in quel caso sarebbe guerra". Il 25 settembre 5 jet della Federazione russa si sono avvicinati allo spazio aereo della Danimarca e della Lettonia e sono stati bloccati da due caccia ungheresi che erano sotto il comando dell'Alleanza Atlantica. L'Aeronautica militare degli Stati Uniti ha fatto decollare quattro caccia F 16 , altrettante aviocisterne e un E 3 radar per intercettare due bombardieri strategici russi TU - 95 e due caccia S - 35 che volavano vicino all'Alaska. Domenica 21 settembre velivoli di piccole dimensioni hanno sorvolato la base militare francese di Mourmelon le Grand, nel nord est del Paese.
L'Unione Europea e la Nato accelerano sull'idea di un muro anti-drone lungo tutto il confine orientale della Ue. In Finlandia il commissario alla Difesa dell'Unione Andrius Kubilius, ha presieduto una riunione alla quale hanno partecipato nove Paesi della Ue e l'Ucraina. Si è discusso di come passare alla fase attuativa del piano, proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante il suo discorso programmatico a Strasburgo. Secondo Kubilius, che è stato il premier lituano, è "una priorità, perché sui droni siamo scoperti e serve subito una rete di sensori di rilevamento, tracciamento e intercettazione".
L'dea della muraglia anti-drone è nata nei Paesi Baltici. La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, nel corso della sua visita d'inizio settembre al fianco orientale, ne ha appreso i dettagli e ha deciso di farne una battaglia europea. Kubilius ha spiegato che il muro anti-drone è parte dell'Eastern Flank Watch (Guardia del Fianco Est), "un progetto di punta sulla difesa della Ue che comprende una componente "terrestre" (ad esempio le trincee anti-carro), "la sicurezza marittima per il Mar Baltico e il Mar Nero" e "misure sullo spazio". All'incontro hanno partecipato i ministri della Difesa di Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Ungheria e Slovacchia, l'alto rappresentante della Ue per la politica estera Kaja Kallas, la presidenza danese del Consiglio e un rappresentante della Nato.
Il ministro della Difesa ucraino Denys Shmyhal ha condiviso l'esperienza sul campo di Kiev. Il Quartier Generale fa sapere che i primi sistemi di nuova generazione saranno dislocati già nelle prossime "settimane e mesi". Avere un sistema integrato di allerta e risposta lungo l'intero fianco orientale della Ue dalla Finlandia (che ha 1300 chilometri di confine con la Russia) al Mar Nero, è un'impresa monumentale e dispendiosa. Secondo fonti bene informate consultate dall'ANSA, sono in corso analisi per capire quale sistema adottare. Si pensa a missili, mitragliatrici, droni intercettori, mezzi cyber, elettromagnetici o a prototipi di cannoni laser. Il modello messo a punto dall'Ucraina renderebbe necessari "milioni d'intercettori". Gli specialisti di Kiev dicono che alla sola Lituania, che ha 900 chilometri di frontiera con la Russia e con la Bielorussia, ne servirebbero 3 milioni.
Per concentrare lo sforzo bellico contro l'Ucraina Vladimir Putin sarebbe disposto a rispettare le restrizioni previste dal Trattato New Start "per un altro anno" dopo la scadenza in programma il 5 febbraio del 2026. "Trump è al corrente dell'offerta del presidente russo di estendere l'accordo Start" sulle armi nucleari e "pensa sia un buona idea", ha annunciato la portavoce Karoline Leavitt riferendosi all'ultima intesa ancora in piedi tra Mosca e Washington per limitare quel tipo di armamenti. Si stima che Usa e Russia detengano il 90% degli ordigni nucleari di tutto il mondo. Il New Start, firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e da Dmitry Medvedev, limita gli armamenti nucleari strategici fissando un tetto di 1.550 testate e 700 missili e bombardieri dispiegati per ciascuno dei due Stati.
Il 21 settembre due Eurofighter tedeschi hanno intercettato un aereo da ricognizione russo Il - 20 M in volo sul Baltico nello spazio aereo internazionale. Lo ha riferito la delegazione di Berlino alla Nato, precisando che il velivolo non identificato "era privo di piano di volo o di contatto radio". I caccia tedeschi lo hanno "identificato visivamente" e poi hanno "consegnato la scorta" agli svedesi.
Due giorni prima, il 19 settembre, tre caccia Mig - 31 russi hanno violato lo spazio aereo dell’Estonia sorvolandolo per 12 minuti. Il Paese baltico ha convocato un diplomatico russo per protestare contro Mosca. Margus Tsahkna, il ministro degli Esteri estone, ha affermato che la Russia ha violato lo spazio aereo del suo Paese quattro volte quest'anno, "ma l'incursione di ieri, che ha coinvolto tre aerei da caccia, è di una sfacciataggine senza precedenti". Anche Hanno Pevkur, il ministro della Difesa estone, afferma che il governo ha deciso di "avviare consultazioni tra gli alleati" ai sensi dell'articolo 4 della Nato dopo che i jet russi "hanno violato ancora una volta il nostro spazio aereo". L'incidente è accaduto poco più di una settimana dopo che gli aerei della Nato hanno abbattuto droni russi sulla Polonia. Il ministero della Difesa russo ha controbattuto che “il volo è stato condotto nel rigoroso rispetto delle normative internazionali. Tre Mig-31 russi hanno completato un volo di linea dalla Carelia alla exclave di Kaliningrad senza violare lo spazio aereo dell'Estonia.
L'ondata di raid del 21 settembre ha fatto alzare ancora una volta i jet in Polonia in assetto di "massima prontezza", secondo Bloomberg, che cita fonti del Cremlino, lo zar è giunto alla conclusione che l'escalation militare sia il modo migliore per costringere l'Ucraina a colloqui alle sue condizioni. Per le fonti a Mosca, è stato proprio l'incontro in Alaska ad aver convinto Putin che il tycoon non ha interesse a intervenire nel conflitto: da quel giorno, le forze russe hanno infatti intensificato i loro raid contro obiettivi militari e civili in Ucraina. E Putin intende continuare a prendere di mira la rete energetica e altre infrastrutture di Kiev, in una guerra di logoramento volta a imporre definitivamente concessioni dall'Ucraina finora respinte da Zelensky.
Le incursioni russe hanno portato morti, feriti e distruzione nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kiev, Khmelnytsky, Odessa e Mykolaiv, Khmelnytsky e Chernihiv. «Ogni attacco di questo tipo non risponde a una necessità militare, ma fa parte di una deliberata strategia russa per terrorizzare i civili e distruggere le nostre infrastrutture», ha accusato Zelensky sui social. In risposta, Kiev è tornata a colpire gli impianti energetici russi: gli ultimi raid su due raffinerie nelle regioni di Saratov e Samara.
Anche in Romania un velivolo senza pilota ha sconfinato nello spazio aereo di Bucarest. I caccia lo hanno seguito fino a quando “non è scomparso dai radar”. La Nato lancia l’operazione “Eastern Sentry” ossia “Sentinella dell’est”. L'allerta è tornata alta quando su “X “il Comando Operativo delle Forze Armate di Varsavia ha scritto: “A causa della minaccia al confine con la Polonia, aerei polacchi e alleati operano nel nostro spazio aereo e i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar basati a terra hanno raggiunto il massimo livello di allerta”. Nella notte fra il 9 e il 10 settembre 19 droni russi erano entrati in profondità nello spazio aereo polacco. Questa volta invece l'allarme è subito rientrato. Il premier di Varsavia Donald Tusk ha parlato di “minaccia scongiurata”, mentre riapriva anche l'aeroporto di Lublino che era stato messo “in attesa temporanea”. Da Washington il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito l'incursione di droni russi nei cieli polacchi "uno sviluppo spiacevole e pericoloso. La domanda è se i droni siano stati indirizzati davvero contro la Polonia. Se le prove ci porteranno a questa conclusione, allora ovviamente sarà… altamente provocatorio”.
Mark Rutte, il segretario della Nato che aveva al suo fianco il generale Alexis Grynkevich, l’alto ufficiale americano che da luglio comanda le forze militari di stanza in Europa, ha detto che quello della notte fra il 9 e il 10 settembre non è “un incidente isolato" e che episodi analoghi sono accaduti in Romania, in Estonia, in Lituania e in Lettonia. “La nostra postura sul fianco est – ha annunciato – si rafforzerà”. Il generale Grynkecìvixh ha fatto capire che la vulnerabilità riguarda soprattutto la difesa dai droni. Rutte ha ribadito: “Siamo tutti vulnerabili. I missili russi ormai ci mettono dai 5 ai 10 minuti in più per arrivare a Madrid o a Londra rispetto a Tallin o a Vilnius”. Grynkevich ha precisato che “verrà organizzato uno schieramento mai visto prima, uno scudo protettivo dalla Finlandia al Mediterraneo fatto di caccia, di batterie di missili, di ogni tipo di disturbo dei droni e di una cupola di apparati da guerra elettromagnetica per blindare le comunicazioni satellitari”.
I cieli della frontiera orientale sono passati sotto il comando della Nato. La Francia ha annunciato il trasferimento di tre intercettori Rafale in un aeroporto dell’hinterland di Varsavia. Altri caccia saranno messi a disposizione dalla Svezia, dall’Olanda e dall’Italia. Londra si è subito detta disponibile a dislocare in territorio polacco uno squadrone di aerei militari multiruolo Typhoon. Berlino, a stretto giro, ha annunciato che porterà a quattro gli Eurofighter schierati e che prolungherà la loro missione fino alla fine dell'anno. La navigazione aerea nelle aree orientali verrà parzialmente limitata per favorire il lavoro dei radar.
In luglio il Pentagono ha ritirato i missili Patriot dalla Polonia. Li hanno sostituiti batterie tedesche e norvegesi. Il presidente americano Donald Trump ha manifestato dubbi sulla natura “intenzionale” dello sconfinamento dei droni russi. Un velivolo senza pilota è stato intercettato. I detriti hanno distrutto il tetto di una casa a Wyryki – Vola. Un altro ha volato per due ore e mezza dopo aver attraversato il confine polacco ed è caduto a Mnizskov, nella provincia di Lodz dopo aver esaurito la sua riserva di carburante. La stragrande maggioranza dei droni veniva dalla Bielorussia.
"Il 10 settembre - ha sottolineato il cancelliere tedesco Friedrich Merz - la contraerea alleata evidentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto per impedire l'ingresso di un numero così elevato di velivoli senza pilota". Varsavia invierà ai confini con la Bielorussia 40mila soldati. Cezary Tomczyk, il viceministro polacco della Difesa, ha ricordato che nel 2022 queste esercitazioni "offensive" hanno preceduto l'invasione dell'Ucraina. Londra si è subito detta disponibile a dislocare in territorio polacco uno squadrone di aerei militari multiruolo Typhoon. Berlino, a stretto giro, ha annunciato che porterà a quattro gli Eurofighter schierati e che prolungherà la loro missione fino alla fine dell'anno. Macron ha annunciato che Parigi mobiliterà tre caccia Rafale per "contribuire alla protezione dello spazio aereo polacco". La navigazione aerea nelle aree orientali verrà parzialmente limitata per favorire il lavoro dei radar.
Il Cremlino nega ogni coinvolgimento. Trump ha immediatamente telefonato al presidente polacco Karol Nawrocki, ma, in generale, gli Usa non hanno l'intenzione di modificare la strategia di graduale disimpegno dall'Europa. Vorrebbero solo aiutare il Vecchio Continente a camminare con le proprie gambe.
Nella notte del 6 settembre ottocentoventitré droni e missili russi si sono abbattuti su tutta l'Ucraina . E' stato l'attacco più massiccio dall'inizio della guerra. Colpite Kiev, Odessa, Dnipro, Kryvji Rih e Zaporizhhzhia. Un missile Shahed è stato fatale a Roman, un neonato di due mesi che nella capitale dormiva con la madre Victoria Grebenyuk al sesto piano di un edificio di Sviatoshinsky, un quartiere popolare . Entrambi sono stati catapultati fuori dalla loro stanza. Un missile Iskander ha centrato per la prima volta il tetto e i piani alti del palazzo del governo. I missili sono arrivati dopo l'alba, quando molti abitanti della capitale erano tornati a casa dopo una notte insonne passata nei rifugi. Solo a Kiev le vittime sono state 4. Altri 143 droni sono stati lanciati contro le città del Paese nella notte tra domenica 7 settembre e lunedì (Nella foto un bombardamento di Sumy nei mesi scorsi).
Per finanziare la guerra contro Kiev Mosca soddisferà la sete di petrolio della Cina. Pechino ha firmato con il colosso russo Rosneft un accordo per l'acquisto di ulteriori 2,5 milioni di tonnellate di petrolio all’anno attraverso il Kazakistan. Secondo Sergey Tsivilyov, ministro dell'Energia di Mosca, sul fronte del gas, la fornitura salirà a 106 miliardi di metri cubi. “Questa – ha dichiarato- è un'enorme alternativa alle forniture all'Europa, rifiutate dai partner europei”.
Il leader cinese Xi Jinping ha difeso la decisione di invitare i numeri uno della di Russia e della Corea del Nord Vladimir Putin e Kim Jong-un alle solenni commemorazioni per gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale e ha accusato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, di “pregiudizi ideologici, di mancanza di conoscenza storica di base e di incitamento allo scontro per aver definito "alleanza autocratica" l'asse fra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord (Crik) che ha preso corpo in Piazza Tienanmen. “Noi parliamo con tutti” ha sostenuto. Kim ha affiancato a sinistra Xi sul podio della Porta della Pace Celeste. Il posto alla destra del presidente cinese è stato assegnato al capo del Cremlino, una sorta di raffigurazione plastica di un triumvirato. Il rispettato maresciallo Kim, un piccolo attore agli occhi di Cina e Russia fino a poco tempo fa, ha incassato una grande vittoria diplomatica e un clamoroso riscatto. Il 9 maggio, a Mosca, non aveva partecipato alla parata per gli 80 anni della vittoria sovietica sul nazismo, malgrado il suo attuale contributo in armi e soldati alla guerra russa contro l'Ucraina.
Cina e Corea del Nord puntano a “rafforzare la cooperazione strategica negli affari internazionali e regionali e a salvaguardare gli interessi comuni”. Nel bilaterale presso la Grande sala del popolo Xi ha assicurato di fare “tutto il possibile per mantenere pace e stabilità” nella penisola coreana. Pyongyang, ha replicato Kim, ripreso dal network statale cinese Cctv a muovere la penna come stesse facendo disegnini su un foglio mentre parlava Xi, “è disposta ad approfondire la cooperazione economica e commerciale di vantaggio reciproco e a ottenere maggiori risultati”. Nessun accenno, nel resoconto della Cctv, alle relazioni con la Russia. Le parti hanno convenuto sul sostegno alla 'Iniziativa di governance globale del leader cinese per un nuovo ordine mondiale, oltre gli attuali assetti a guida Usa. Sul punto Xi, ha incassato il sostegno della Slovacchia, un Paese Ue e Nato, e la sua disponibilità a “migliorare il sistema di governance globale”, incontrando il premier Robert Fico, unico leader di un Paese della Ue a Tienanmen.
Domenica 31 agosto un attacco cyber al sistema gps della Bulgaria ha ritardato l'atterraggio a Plovdiv dell'aereo della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. “Abbiamo ricevuto – conferma un portavoce della Commissione Ue – informazioni dalle autorità bulgare secondo il quale sospettano che ciò sia dovuto a una palese interferenza da parte della Russia”. Il cyberattacco avrebbe oscurato il sistema di navigazione satellitare bulgaro mentre l’aereo a bordo del quale c’era Ursula Von Der Leyen stava per atterrare a Plovdiv. L’atterraggio del volo charter è stato ritardato e effettuato dai piloti con le vecchie mappe cartacee. Potrebbe essere un "avvertimento" per il sostegno europeo all'Ucraina, anche se la Russia, ovviamente, nega di essere all'origine dell'azione informatica.
"Mi sto preparando per una lunga guerra in Ucraina", ha scritto su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. "Stiamo cercando di porvi fine il più rapidamente possibile, ma non al prezzo della capitolazione dell'Ucraina. Perché altrimenti la nostra nazione perderebbe la sua indipendenza. Domani toccherà al Paese successivo, e dopodomani a noi".
Secondo la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il presidente russo Vladimir Putin è un "predatore" che può essere fermato solo con una "forte deterrenza militare". "E' ovvio - ha argomentato - che Putin non si fermerà. Ha creato un'economia di guerra su larga scala, seppur antiquata, proprio a causa delle dure sanzioni che abbiamo imposto, e continuerà a produrre su larga scala". Ursula von der Leyen ha condiviso questa sua valutazione durante una visita alla fabbrica di munizioni VMZ-Sopot, a circa 250 chilometri a est di Sofia in compagnia del premier della Bulgaria Rosen Zhelyazkov. La presidente della Commissione della Ue ha affermato che l'Unione Europea deve "mantenere un senso di urgenza" perché "Putin non è cambiato e non cambierà". "E' un predatore. Può essere contenuto solo con una forte deterrenza", ha aggiunto, ricordando che l'Ue stanzierà 150 miliardi di euro per l'industria europea della difesa attraverso il nuovo strumento Safe.
Andriy Parubiy, classe 1971, ex presidente del parlamento ucraino, leader delle proteste di Euromaidan del 2014 per l'indipendenza di Kiev e fervido sostenitore del percorso europeo del suo Paese passeggiava per le strade di Leopoli, capoluogo occidentale ucraino a centinaia di chilometri dal fronte. All'improvviso è sbucato tra le auto parcheggiate un individuo, casco in testa e zaino da rider di Glovo. Ha tirato fuori la pistola e ha fatto partire otto colpi: Parubiy si è accasciata a terra, l'omicida è scappato. Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso la scena, un assassinio a sangue freddo, in pieno giorno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha parlato di un agguato "preparato con cura".
Parubiy, era un attivista di destra, un legislatore e un funzionario governativo di lungo corso. Durante il periodo della dominazione sovietica organizzò manifestazioni antigovernative e fu arrestato due volte. Fu eletto in parlamento per la prima volta nel 2007. Ha partecipato alla Rivoluzione Arancione nel 2004 e nel 2013-2014 guidò gruppi di "volontari per l'autodifesa" durante le proteste di Euromaidan. Dopo la destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovich fu nominato segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale dell'Ucraina. Mantenne l'incarico fino all'agosto 2014, quando la Russia occupò la Crimea e scoppiò la guerra del Donbass. Parubiy è stato poi primo vicepresidente del Parlamento tra il 2014 e il 2016 e presidente del Parlamento dal 2016 al 2019, anno nel quale è entrato nel partito Solidarietà Europea dell'ex presidente Petro Poroshenko, che ha definito il suo omicidio un "colpo al cuore dell'Ucraina". Parubiy era ricercato dalle autorità russe dal 2023.
Nella notte del 29 agosto, le forze di Mosca hanno lanciato un numero record di 582 droni e missili contro l'Ucraina, 548 dei quali intercettati. Le autorità di Kiev ammettono un morto e 30 feriti a Zaporizhzhia, un morto a Donetsk e una vittima anche nel Kherson. Secondo il capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov, da marzo le forze di Mosca hanno conquistato "oltre 3.500 km quadrati di territorio e 149 insediamenti" in Ucraina. "Controlliamo il 74% della regione di Zaporizhzhia e il 76% di Kherson, il 99,7% del Lugansk e il 79% del Donetsk", ha sostenuto il generale. Gerasimov sostiene che i soldati di Mosca avanzano anche nel Dnepropetrovsk, "dove sette insediamenti sono stati posti sotto il loro controllo". "Stiamo conducendo un'offensiva ininterrotta lungo praticamente l'intera linea del fronte", ha rivendicato l'alto ufficiale.
Un palazzo di 5 piani sventrato da un missile russo alle 9 e 30 della mattina del 28 agosto nel quartiere Darnitsya di Kiev, 23 civili morti, tra i quali almeno 4 bambini. E' stato l'attacco più sanguinoso dopo quello del 1 agosto. Non solo. Mosca ha deciso di ammassare "fino a 100.000" soldati nei pressi di Pokrovsk, città chiave dell'est del Paese, come ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Kiev e i suoi alleati hanno concordato di attendere fino al primo settembre "affinché la Russia dimostri una reale volontà e prontezza a partecipare a un incontro bilaterale per porre fine all'invasione dell'Ucraina". Gli Stati Uniti hanno approvato la vendita a Kiev di 3.350 missili terra-aria a raggio esteso e delle relative attrezzature per un totale di 825 milioni di dollari, mentre la Casa Bianca fa sapere che Donald Trump "non è contento" anche se "non è sorpreso" dall'offensiva russa.
Per ora Kiev si deve accontentare del via libera al nuovo pacchetto di armi Usa, che comprende 3.350 missili Eram (gittata 240-400 km), altrettante unità Gps, oltre a componenti, pezzi di ricambio e altri accessori, nonché addestramento e supporto tecnico. Per l'acquisto di queste armi Kiev utilizzerà i finanziamenti di alleati Nato come Danimarca, Olanda e Norvegia, ma pure finanziamenti militari esteri americani, dopo che Trump aveva promesso "non un soldo in più per Kiev".
L'incontro fra l'inquilino della Casa Bianca e il leader ucraino è stato cordiale, niente a che vedere con l'agguato dell'ultima visita di Zelensky. Trump lo ha accolto stavolta con una calorosa stretta di mano e, rispondendo a chi gli chiedeva quale fosse il suo messaggio per gli ucraini, ha risposto senza esitazione: "Li amiamo". Il presidente ucraino ha rinunciato al suo abbigliamento militare, presentandosi in abito scuro nel tentativo di non irritare Trump che in febbraio andò su tutte le furie per il suo look. Nello Studio Ovale Trump ha ribadito che il leader ucraino "può mettere fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente, se lo desidera" e si è mostrato cautamente ottimista. "La guerra finirà, non posso dire quando, ma finirà".
Il leader ucraino, seduto accanto a Trump, ha ascoltato attentamente le sue parole e le ha applaudite: è stato il "confronto migliore", ha commentato. A Trump ha consegnato una missiva di sua moglie, Olena Zelenska, indirizzata a Melania. Aprendo alla possibilità di nuove elezioni in Ucraina, Zelensky si è detto pronto anche a un trilaterale con Putin. "Se tutto va bene oggi, avremo un trilaterale, e penso che ci saranno ragionevoli possibilità di porre fine alla guerra quando lo faremo", ha spiegato Trump riferendo che dopo gli incontri alla Casa Bianca con Zelensky e gli europei avrebbe chiamato Putin.
Per la pace in Ucraina il presidente russo ha avanzato una serie di richieste, fra le quali il controllo del Donbass. Finora Zelensky si è opposto all'idea, ma l'essere volato a Washington sembra dimostrare la sua disponibilità a parlare di scambio di territori. Secondo Trump, poi, la via della pace per Kiev passa nel dire addio alla Crimea e nel rinunciare una volta per tutte alle ambizioni di adesione alla Nato. La "Russia non deve ottenere alcuna ricompensa per questa guerra. La guerra deve finire. Ed è proprio Mosca che deve dire 'basta", ha risposto Zelensky sui social, notando come Putin con i suoi continui attacchi "umilia la pace". Le sirene d'allarme infatti hanno continuato a suonare a Kiev mentre i leader europei arrivavano alla Casa Bianca, in una prova di forza per rassicurare il leader ucraino e cercare di capire da Trump i contorni esatti di quegli "accordi" dei quali Putin ha parlato in conferenza stampa in Alaska.
Zelensky conta molto sulla forza aerea per compensare la cronica inferiorità di truppe di terra rispetto ai russi. In questo quadro, ha annunciato la nomina di un nuovo comandante dell'Aeronautica militare, il tenente generale Anatolij Kryvonozhko, per accelerare lo sviluppo della sua flotta in piena integrazione con i partner della Nato. Inoltre, A Kiev resta alta l'attenzione anche sul tema della corruzione. Un parlamentare e altri politici e militari sono stati arrestati con l'accusa di aver intascato tangenti sugli acquisti di droni. Nella città meridionale di Mykolaiv sette persone sono state ferite e diversi edifici sono stati distrutti.
Al fronte l'Armata della Federazione russa ha continuato ad avanzare nella prefettura del Donetsk. A Melitopol, città occupata nella regione Zaporizhzhia, l'intelligence ucraina e i partigiani locali hanno fatto saltare in aria un bus che trasportava soldati ceceni che combattevano per i russi. Un drone di Kiev ha provocato un incendio in un deposito di petrolio a Sochi, località a 400 chilometri dal confine che ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali del 2014. Il cosiddetto gioiello del Mar Nero, meta di turisti particolarmente cara a Putin, che nella sua villa era solito festeggiare i compleanni, salvo poi decidere di demolirla l'anno scorso, apparentemente nel timore di attentati. Il raid su Sochi è scattato all'indomani di analoghi attacchi contro due raffinerie e due impianti industriali che producono apparecchiature per le forze armate a Rostov, Penza e Samara.
Una giornata di lutto a Kiev per le vittime dei raid russi della notte tra il 30 e il 31 luglio, 31 morti e 159 feriti secondo l'ultimo bilancio. La Germania ha annunciato la fornitura imminente di due batterie antimissile Patriot all'Ucraina, rampe che sono solo una parte degli armamenti che Berlino si è impegnata a pagare agli Usa per poterli trasferire a Kiev.
Donald Trump ha ordinato l'invio di due sottomarini nucleari in «zone appropriate» - ma non specificate - in risposta alle dure parole pronunciate contro di lui da Dmitry Medvedev, che aveva evocato lo spettro di una guerra tra le due massime potenze atomiche. Il tycoon, che aveva già risposto a Medvedev definendolo un «fallito», ha rincarato la dose annunciando lo schieramento delle due unità, nel caso le «dichiarazioni idiote e incendiarie» dell'ex presidente russo si rivelino come «qualcosa di più serio» che semplici parole. Medvedev, che ora è il vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo, aveva scritto su X che «ogni ultimatum» lanciato dall'inquilino della Casa Bianca «è un passo verso la guerra». e, secondo il sito di dissidenti russi "Meduza", aveva accennato al trasferimento di armi nucleari all'Iran.
"Il presidente Usa - aveva minacciato Medvedev sul suo canale Telegram - si ricordi dei suoi film preferiti sugli zombie, e anche di quanto possa essere pericolosa la leggendaria mano morta: un riferimento al sistema segreto semi-automatico dell'era sovietica capace di lanciare missili nucleari anche se la leadership di Mosca fosse stata eliminata in un attacco nemico. La sera del 31 luglio Trump aveva confermato l'intenzione di imporre «sanzioni contro la Russia» se non osserverà il suo ultimatum, dieci giorni per firmare un accordo di pace. «Non so se servirà», aveva però ammesso. E poche ore dopo le parole del presidente russo sembrano dargli ragione. Le condizioni di Mosca per fare la pace con l'Ucraina «rimangono le stesse», ossia riconoscimento come territorio russo della Crimea e delle quattro regioni parzialmente occupate e impegno di Kiev alla neutralità. Seduto su una panchina nel verde, in maniche di camicia e senza cravatta, con accanto il suo pari grado bielorusso Alexander Lukashenko, che è venuto a trovarlo per un colloquio informale sul lago Ladoga, in Karelia, Putin ha fatto capire che non ha intenzione di fare marcia indietro. Non ora che le sue truppe, ha detto, «sono all'offensiva su tutta la linea del fronte». L'unico cenno che potrebbe assomigliare a un'apertura è l'auspicio che si possa arrivare a una «pace durevole che garantisca la sicurezza per entrambi, la Russia e l'Ucraina».
Il 25 luglio gli ucraini sono scesi in piazza per contestare la legge che ha limitato l’autonomia di due agenzie che combattono la corruzione, la Nabu, l’ufficio nazionale per il contrasto del fenomeno, e la Sapo, l’ufficio del procuratore speciale per la lotta alle bustarelle. Entrambe finirebbero alle dipendenze dirette del Procuratore generale nominato del presidente dell’Ucraina e ratificato dal Parlamento, la Verchovna Rada. Dopo le proteste di piazza in Ucraina e le reazioni critiche degli alleati europei, Volodymyr Zelensky tenta di arginare i danni della norma approvata nei giorni scorsi giudicata come un attacco all'indipendenza delle due agenzie. Il presidente ha annunciato di avere messo a punto un nuovo testo della normativa che a suo giudizio «garantisce un effettivo rafforzamento dello stato di diritto».
Sul terreno il 25 luglio sono continuati i bombardamenti reciproci con nugoli di droni: i rispettivi comandi hanno detto che 105 velivoli senza pilota sono stati lanciati dalle forze di Kiev contro la Russia e 61 dalle truppe di Mosca contro l'Ucraina, oltre a quattro missili Iskander. Le autorità locali ucraine hanno detto che una persona è morta e altre sei sono rimaste ferite in seguito ad un attacco russo sul distretto industriale di Kharkiv, nel nord-est del Paese. Mentre il governatore della regione russa di Krasnodar ha riferito che due persone sono rimaste ferite quando i rottami di un drone intercettato sono caduti su una stazione danneggiando una carrozza di un treno in transito. Le autorità filorusse della parte della regione ucraina di Zaporizhzhia occupata dalle forze di Mosca hanno invece detto che due civili sono rimasti uccisi e due feriti in un bombardamento di artiglieria ucraino sulla cittadina di Energodar, dove sorge la centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Secondo Zelensky durante la notte del 23 luglio i russi hanno lanciato contro l'Ucraina 103 droni e quattro missili. Nella città di Odessa, sul Mar Nero, le autorità locali hanno detto che tre persone sono rimaste ferite e sono stati danneggiati anche edifici storici tutelati dall'Unesco. Un incendio si è sviluppato nel mercato Privoz, il più grande della città, nel centro storico. In termini di vite umane il bilancio più pesante si registra nella regione nord-orientale di Kharkiv, dove sono segnalati 3 morti e 33 feriti. I tre uccisi, in un villaggio nei pressi di Izium, appartenevano alla stessa famiglia, sfollata da un altro villaggio a causa dei combattimenti. Tra i feriti, ha affermato il governatore, c'è un bambino di 28 giorni.
I russi sostengono di avere preso di mira solo «imprese del complesso militare-industriale ucraino e strutture del complesso energetico che sostengono le attività delle forze armate ucraine». E hanno aggiunto di avere abbattuto 44 droni lanciati dagli ucraini contro il territorio russo. Il governatore del territorio di Krasnodar ha riferito che due donne sono state uccise e altre 11 persone ferite dalla caduta di detriti di velivoli senza pilota intercettati durante un «massiccio attacco di droni» sulla città di Sochi, sul Mar Nero. Mentre nella parte della regione ucraina di Zaporizhzhia controllata dalle forze di Mosca le autorità filorusse hanno affermato che un drone ucraino ha colpito un'ambulanza uccidendo l'autista e ferendo due paramedici. Sul piano politico, Zelensky ha cercato di dissipare le preoccupazioni della popolazione e dei suoi alleati affermando che la nuova legge da lui messa a punto garantirà «l'istituzione di tutti gli standard necessari per l'indipendenza delle istituzioni anticorruzione». In particolare, quindi, dei due organismi - il Nabu e il Sap - nati dieci anni fa in seguito alle manifestazioni del 2014, che avevano portato alla deposizione del presidente filorusso Viktor Yanukovych. Il movimento di protesta di 11 anni fa era nato dalla forte spinta popolare verso l'integrazione nell'Unione europea. E proprio dalla Ue sono venute in questi giorni le reazioni più preoccupate per una mossa che è stata vista come un possibile ostacolo a quella lotta alla corruzione diffusa che è uno dei requisiti essenziali per il processo di avvicinamento di Kiev all'unione. «Accogliamo con favore il fatto che il governo ucraino stia prendendo provvedimenti e collaboriamo» con le autorità ucraine per «garantire che le nostre preoccupazioni, chiaramente espresse, vengano effettivamente prese in considerazione», ha detto un portavoce da Bruxelles. Zelensky ha riferito che nella conversazione telefonica di oggi il cancelliere tedesco Merz ha ribadito il suo «sostegno assoluto» a Kiev. Il premier britannico Starmer ha fatto altrettanto, ma, ha puntualizzato Londra, ha anche avvertito della «importanza di istituzioni anti-corruzione indipendenti», a garanzia di «un'Ucraina democratica».
Il ministro russo dei Trasporti Roman Starovoit si è ucciso sparandosi con la pistola che due anni fa aveva ricevuto in premio per i servizi resi nel garantire la sicurezza dei cittadini. Solo alcune ore prima il presidente Vladimir Putin lo aveva rimosso. Starovoit si è tolto la vita in un parcheggio isolato all'estrema periferia di Mosca. Diversi media scrivono che il ministro era coinvolto in un’inchiesta per frode nella regione di Kursk, della quale era stato governatore fino a 14 mesi fa. Lo scorso aprile era stato arrestato Aleksei Smirnov, il suo successore nella carica di governatore. Il quotidiano economico Kommersant scrive che lo stesso Smirnov e altri indagati avrebbero testimoniato contro Starovoit, il quale avrebbe potuto essere fermato per essere interrogato la sera del 7 luglio. Gli investigatori ipotizzano la sottrazione di fondi per almeno un miliardo di rubli (circa 11 milioni di euro) nei finanziamenti per i lavori di costruzione di barriere difensive nella regione frontaliera, poi parzialmente invasa dalle truppe ucraine a partire dall'agosto del 2024, tre mesi dopo che Starovoit aveva lasciato il suo incarico di governatore per assumere quello di ministro dei Trasporti. Il Comitato investigativo ha detto che il corpo senza vita di Starovoit, che aveva 53 anni, è stato trovato nel pomeriggio con una ferita d'arma da fuoco nella sua auto nella cittadina di Odintsovo, ad ovest di Mosca, e che «la versione più accreditata è il suicidio». Il capo della commissione Difesa della Duma, Andrei Kartapolov, citato dal canale Rtvi, ha affermato invece che il fatto risale a «tempo fa». Mentre la testata Rbc cita una fonte di polizia secondo la quale il corpo senza vita del ministro sarebbe stato trovato sabato.
Diversi media affermano che in realtà il suicidio sarebbe avvenuto fuori dal veicolo, a distanza di pochi metri. Al posto di Starovoit è stato nominato quale ministro ad interim il suo vice Andrei Nikitin, che è stato ricevuto da Putin. Ma a rendere la situazione ancora più drammatica è stata una notizia diffusa da alcuni dei più seguiti canali Telegram, quali Baza, Maah e Shot, secondo i quali dopo la notizia della rimozione, un funzionario del ministero, di 42 anni, sarebbe morto improvvisamente durante una riunione per un malore.
Una violenta esplosione alle porte di Mosca ha ucciso uno degli ufficiali più alti in grado dell'esercito russo, il tenente generale Yaroslav Moskalik, 59 anni, numero due del Gou, il dipartimento operativo dello Stato maggiore (le immagini della deflagrazione al link https://www.google.com/search?q=New+York+Times+video+Moskalik&rlz=1C1GCEA_enIT1016IT1016&oq=New+York+Times+video). Nel 2015 a Parigi aveva ridiscusso gli accordi di Minsk. Aveva comandato una unità dell’armata della Federazione russa in Siria e aveva coordinato la prima fase dell’offensiva su Kiev. Nel 2015 era nella delegazione per il cessate il fuoco per un cessate il fuoco nella guerra del Donbass tra i soldati ucraini e i separatisti filorussi appoggiati dal Cremlino. La notizia dell'omicidio è stata confermata dal Comitato investigativo russo, secondo il quale l’alto ufficiale sarebbe stato fulminato da “un ordigno esplosivo improvvisato” piazzato su un'auto. L'assassinio è stato commesso proprio nel giorno dell'incontro a Mosca tra Putin e l'inviato di Trump, Steve Witkoff. E il governo russo ha subito puntato il dito contro Kiev. Nei mesi scorsi, gli uomini dell’intelligence ucraina hanno già ucciso due generali e diversi ufficiali di grado medio-alto. A dicembre, Igor Kirillov, comandante delle forze speciali per la protezione da contaminazione radiologica, chimica e biologica, era stato assassinato a due passi da casa sua con il suo vice da un ordigno piazzato in un monopattino. Poco meno di due mesi dopo, Armen Sarkisyan, Comandante del Battaglione Arbat, è saltato in aria in un atrio di un complesso residenziale di lusso a causa di una bomba nascosta in un pacco.
Il presunto esecutore dell'assassinio del generale russo Yaroslav Moskalik è stato arrestato in Russia, ha reso noto l'Fsb, l'intelligence di Mosca, denunciando che l'esplosione è stata attivata dall'Ucraina. "E' un agente dei servizi speciali ucraini", denuncia il servizio di sicurezza interno russo. Si chiama Ignat Kuzin, è nato nel 1983 ed è residente in Ucraina. E' accusato di aver sistemato l'esplosivo, che aveva precedentemente prelevato in un nascondiglio nella regione di Mosca, nella Volkswagen Golf parcheggiata di fronte all'abitazione del militare a Balashikha, alle porte di Mosca. Gli inquirenti lo stanno interrogando,
Video verificati dal New York Times mostrano un'auto che esplode improvvisamente e prende fuoco sollevando verso il cielo un'enorme colonna di fumo nero. Secondo i giornali russi, il generale Moskalik non si trovava a bordo dell'auto, una Golf Volkswagen, ma nelle immediate vicinanze, davanti a una serie di palazzi di Balashikha, una cittadina appena a est di Mosca. Gli investigatori sostengono che a far esplodere l'auto sia stato un ordigno imbottito di frammenti metallici in modo da provocare il massimo danno possibile. E l’agenzia di stampa Reuters riprende indiscrezioni del canale Telegram Baza - che si ritiene abbia fonti all'interno delle forze dell'ordine russe - secondo le quali la bomba sarebbe stata fatta esplodere a distanza.
Da quando le truppe del Cremlino hanno invaso l'Ucraina, in Russia sono stati uccisi diversi alti ufficiali, ma anche persone note per il loro sostegno all'aggressione militare ordinata da Putin. In alcuni casi, come nell'attentato che ha ucciso il generale Igor Kirillov, da fonti ucraine sono arrivate dichiarazioni che sono state largamente interpretate come una rivendicazione di Kiev. “Ci sono motivi per credere che i servizi speciali ucraini siano coinvolti nell'omicidio” del generale Moskalik, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Il Cremlino ha commentato l'uccisione accusando Kiev di “continuare a essere coinvolta in attività terroristiche sul territorio” russo.
Il 14 maggio 2024 il primo obiettivo delle manovre di Vladimir Putin sui vertici militari è stato il ministro della difesa Sergej Šojgu, 68 anni, titolare del dicastero dal 2012, al governo dai tempi di Eltsin, scomparso dai radar per diversi giorni dopo la rivolta del capo dei paramilitari del gruppo “Wagner” Evgenij Prigožin. Al suo posto lo zar ha voluto un fedele economista. E ‘Andrei Belousov , uno dei tanti vicepremier, esperto di razionalizzazione della spesa pubblica. Da lui Putin si aspetta un profondo repulisti del dicastero che è arrivato a spendere risorse ormai pari a quelle dei tempi della guerra fredda. Secondo i calcoli più recenti lo sforzo bellico in Ucraina assorbe il 6,7 per cento del Prodotto Interno Lordo. Negli anni ottanta aera arrivato al 7,4. I problemi del ministero affidato ora a Belousov erano affiorati di recente con l’arresto di Timur Ivanov, uno dei viceministri incaricati di controllare i progetti di costruzione militare. Secondo Serghej Markov, un analista molto vicino al Cremlino “la corruzione talvolta oltrepassa qualsiasi limite ragionevole”.
In questo frangente tempestoso resta al suo posto il capo di stato maggiore Valerij Gherasimov. Šojgu transita al ruolo di segretario del Consiglio di sicurezza nel quale siedono molti fedelissimi di Putin. L’ingresso dell’ex ministro della difesa è contemporaneo alla fine, dopo 16 anni, della presidenza di Nikolaj Patrushev, il più antico padrino di Vladimir Putin, l’uomo cresciuto come il presidente fra gli 007 del Kgb, membro della ristretta cerchia degli originari di San Pietroburgo. La sua influenza era aumentata al punto che circolava la voce che il figlio Dmitry potesse succedere a Putin. Il destino di Nikolaj Patrushev è ancora indefinito. Potrebbe essere recuperato come vicepresidente dello stesso consiglio di sicurezza oppure come Capo dell’amministrazione del Cremlino al posto dello scialbo Anton Vajno. In ogni caso Šojgu guiderà il servizio federale per la cooperazione tecnico – militare con ampi poteri di supervisione. Il figlio Dmitry Patrushev invece lascia il ministero dell’agricoltura, ma diventa uno dei dieci vice primi ministri.
Secondo Il capo del Consiglio di Sicurezza ucraino Oleksandr Lytvynenko il rimpasto è un segnale che Mosca si prepara “a una guerra di lungo periodo”. Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, in sostanza conferma questa interpretazione. Ha spiegato infatti che la nomina dell'economista, che era vice premier dal 2020 dopo essere stato consigliere del presidente per gli affari economici per sette anni, è motivata dalla necessità di "innovare" le spese per la difesa. Tatiana Stanovaya, del Carnegie Russia Eurasia Centre e fondatrice del centro di analisi R. Politik, sostiene che l'obiettivo di Putin è quello di "rafforzare l'efficienza della produzione di armi per rispondere in maniera ottimale alle necessità militari".
Il 23 aprile erano scattate le manette ai polsi del viceministro russo della difesa Timur Vadimovich Ivanov. Era accusato di aver intascato tangenti, ha scritto su “Telegram” il Comitato investigativo della Federazione. Ivanov rischia una multa salata o dieci anni di carcere. L’alto ufficiale era stato colpito dalle sanzioni dell’Unione Europea perché è il responsabile della costruzione di strutture militari. Nel 2022 è stato al centro di un’indagine della Fondazione anticorruzione di Aleksei Naval’nyj . Di recente avrebbe supervisionato i progetti di ricostruzione di Mariupol caduta sotto il controllo di Mosca dopo mesi di assedio. Nella stessa giornata il ministro della difesa russo Serghei Shoigu ha annunciato che la Russia “aumenterà l'intensità” dei suoi bombardamenti anche “sui depositi di armi provenienti dall'Occidente”, dopo lo sblocco nel Congresso americano del nuovo pacchetto di aiuti da 61 miliardi di dollari.
Sul terreno l'avanzata delle truppe russe dal Donbass si estende verso occidente, secondo il ministero della Difesa di Mosca, che ha rivendicato la conquista di Dachnoye, il primo villaggio nella regione di Dnipropetrovsk, una prefettura che non fa parte delle quattro (Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e la stessa Donetsk) delle quali Mosca ha detto di volere prendere il totale controllo come condizione per arrivare alla pace.
Le forze armate ucraine hanno dichiarato di aver colpito con droni un impianto chimico a Krasnozavodsk, nella regione di Mosca, che produce esplosivi, munizioni e testate termobariche per i droni d'attacco Shahed. Alcuni canali Telegram militari russi pubblicano video riferiti a un attacco nella zona in cui affermano essere situato appunto un impianto chimico, ma senza precisare se sia stato colpito. Mentre parti di un drone ucraino intercettato dalle difese aeree sono cadute sugli impianti di una raffineria nel sud della Russia, nel territorio di Krasnodar. A riferirlo sono stati i servizi d'emergenza locali, aggiungendo che non si registrano danni o vittime. Le autorità locali hanno invece dichiarato che gli attacchi russi con droni e artiglieria in diverse regioni del Paese hanno causato almeno 12 morti e 80 feriti nella notte tra domenica e lunedì 7 luglio, secondo i media ucraini. In particolare, si registrano vittime nella regione di Sumy, nel Kherson ed ad Odessa. Kiev denuncia che solo nell'ultima settimana sono caduti in Ucraina oltre mille missili e droni russi.
La guerra ormai non ha più fronti definiti e circoscritti. La Russia nella notte fra il 4 e il 5 luglio ha scagliato droni e missili contro Kiev, Nikopol, Kherson e contro un aeroporto militare di Khemelnytskyi a ottocento chilometri dal suo confine con l’Ucraina. I velivoli senza pilota ucraini hanno centrato obiettivi a Cheboksary, a Voronezh e a Vladivostok, a settemila chilometri dalle trincee nell’estremo Oriente della Federazione russa. Secondo Mosca sono stati distrutti due lanciamissili intercettori, radar dei sistemi Patriot, un lanciarazzi multiplo Himars e missili a lungo raggio Neptune. Centrato anche l’aeroporto Zhuliany, il secondo della capitale ucraina, che ospiterebbe i Patriot e i caccia F – 16. Gli ucraini avrebbero risposto colpendo gli scali militari di Engels e di Borisoglebsk, nella regione di Voronezh, dai quali decollano i caccia Su – 34, Su 35 – S e Su – 30 – Sm. A Vladivostok, che si affaccia sul mar del Giappone, i militari di Kiev gli ucraini avrebbero distrutto i rami di un gasdotto che alimenta le basi della flotta russa, fra queste la brigata 155 della flotta del Pacifico. Una parte dei tubi esplodendo ha interrotto anche l’acquedotto che rifornisce la struttura.
Mosca ha fatto un altro passo avanti nel Donetsk con l'occupazione di un villaggio. Un altro centro urbano è stato espugnato nel Kharkiv, dove le posizioni erano cristallizzate da mesi. L'avanzata di terra si è aggiunta alla consueta pioggia di droni, almeno 150 nella notte fra il 3 e il 4 luglio, che hanno provocato cinque morti, tra i quali un bambino. Le forze russe si stanno progressivamente accerchiando il centro logistico strategico di Pokrovsk, la cui conquista le avvicinerebbe al controllo dell'intera regione di Donetsk. Gli occupanti hanno già sconfinato nel Dnipropetrovsk. A Sumy è caduto Thomas d'Alba, 39 anni, un ex parà della Folgore che in giugno era andato a combattere per Kiev.
Le forze di Kiev stanno cercando di bloccare alcuni dei contingenti d'élite russi a centinaia di chilometri di distanza, in particolare a Sumy. L'Armata di Mosca ha già sfondato per alcuni chilometri creando un piccolo punto d'appoggio. Il piano è creare una zona cuscinetto che si allarghi ad una fascia del Kharkiv, dove è stata rivendicata la cattura della città di Sobolivka.
In giugno le truppe di Mosca hanno ottenuto i maggiori successi territoriali da novembre, secondo le stime del think tank americano Isw. In parallelo prosegue la campagna di bombardamenti. Nella notte del 6 luglio l'aeronautica di Kiev ha riferito di aver abbattuto 98 droni, rispetto ai 157 lanciati dal nemico, che ha iniziato a colpire anche i centri di reclutamento, per rallentare la mobilitazione degli ucraini. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con le armi occidentali che si stanno esaurendo, prova a tenersi stretto l'alleato americano. La telefonata del 4 luglio è stata «la migliore e più produttiva che abbiamo mai avuto», ha assicurato. Zelensky preme sulle sanzioni: un nuovo pacchetto colpirà i sistemi finanziari russi, compresi quelli basati sulle criptovalute.
Un’analisi di alti ufficiali del dipartimento della Difesa statunitense rivelerebbe che gli aiuti a Kiev non mettevano a repentaglio le riserve Usa. Alla frontiera fra la Polonia e l' Ucraina sono stati bloccati 8500 proiettili da 155 millimetri, un quantitativo che le industrie statunitensi producono in meno di cinque giorni. Ora ne fabbricano 55 mila al mese. Entro il gennaio del 2026 arriveranno a centomila. In aggiunta è stato congelato l’invio di trenta Patriot Pac3, le batterie più efficaci contro i missili russi. La Lockheed sostiene di averne costruiti 500 solo nel 2024 e che arriverà ad assemblarne 650 alla fine del 2025. Infine, è del tutto incomprensibile il blocco dei pochi vettori Aim usati di solito dai caccia F 16 e dai semoventi antiaerei. Secondo i media si trattava dei vetusti Sparrow, ma anche se fossero stati i moderni Amraam si trattava solo di quaranta pezzi. Le fabbriche statunitensi ne sfornano 900 all’anno che dovrebbero diventare 1200 nel 2026. Gli europei non sono assolutamente in grado di sostituirsi agli alleati. In Germania la fabbrica dei Patriot sarà inaugurata solo nel mese di settembre del 2026. I ritmi di consegna dei missili Aster 30 per i Samp-T italo – francesi e degli intercettori per gli Iris T germanici resteranno bassi nei mesi a venire.
Mosca ha accusato gli ucraini di aver provocato quattro morti e altrettanti feriti con un attacco missilistico sulla città di Donetsk. Un blitz oltre il fronte è costato la vita a Mikhail Gudkov, l’ufficiale della marina della Federazione russa che ha guidato la riconquista della regione di Kursk. A fine marzo Putin lo aveva insignito del titolo di eroe della Russia e lo aveva promosso vicecomandante delle Forze di mare. Il primo luglio è morto nella palazzina nella quale stava elaborando i piani per la conquista di Sumy, la città ucraina a 20 chilometri dal confine contro la quale Mosca voleva mobilitare circa cinquantamila uomini in armi. Gudkov era il capo carismatico della 155ª brigata.
Nella notte fra il 29 e il 30 giugno 477 droni e 60 missili si sono abbattuti su tutte le regioni dell'Ucraina, anche quelle occidentali di Leopoli, Ivano Frankyvsk e Khmlenytskyi provocando danni a palazzi e infrastrutture e uccidendo 4 persone, a Kherson, a Dnipro, a Kharkiv, a Kostyantynivka. E’ deceduto anche Maksim Ustimenko, un pilota di F 16 il cui aereo è stato abbattuto mentre cercava di intercettare i missili. I polacchi hanno fatto alzare in volo i caccia. Putin sta pagando alla guerra un costo terribile, 1300 vite al giorno secondo le stime del quartier generale della Nato a Bruxelles. Dall’inizio del conflitto sarebbero caduti 167 russi per ogni chilometro quadrato occupato, in tutto 250 mila caduti in azione. Un’emorragia che ha spinto lo zar a puntare sull’aggressione dal cielo.
Le forze armate di Kiev hanno detto di avere nuovamente attaccato «con successo» due basi russe di bombardieri strategici nelle regioni di Saratov e di Ryazan, colpendo depositi di carburante. Proprio a Ryazan le forze dell'ordine russe hanno affermato di avere ucciso in uno scontro a fuoco un uomo che stava cercando di lanciare droni armati di granate contro una base militare. Mosca ha anche accusato l'Ucraina di avere lanciato attacchi con droni al centro di addestramento del personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia - in territorio ucraino, ma controllata dai russi - alla vigilia di un incontro che si è tenuto a Kaliningrad tra Alexei Likhacev, il capo dell'agenzia atomica di Mosca, e il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. Al centro dei colloqui, proprio la sicurezza dell'impianto.
Domenica primo giugno piccoli droni ucraini Fpv costati poche migliaia di dollari l’uno, “la tela del ragno” li ha ribattezzati l’intelligence di Kiev, avevano messo ko. 41 bombardieri strategici russi e il 34 per cento dei vettori di missili da crociera. Sono stati nascosti sotto le tettoie di moduli di case prefabbricate in legno. Centodiciassette sono stati caricati su camion che sono riusciti ad arrivare vicino ai bersagli. Hanno colpito l’aeroporto di Belaya, nella regione siberiana di Irkutsk, a 4000 chilometri da Mosca, la base aerea di Olenya, a Murmansk, nel nordovest della Federazione russa a pochi passi dal confine con la Finlandia, di Ivanovo, di Diaghilev nella prefettura di Ryazan e addirittura di Amur, nell’Estremo Oriente del Paese. L’intelligence di Kiev ha preparato l’azione per un anno e mezzo e non è stato informato di quello che stava per accadere neppure il presidente americano Donald Trump. Ne hanno fatto le spese i velivoli TU – 95, antichi bombardieri strategici dell’era sovietica ribattezzati bear, ossia “orso”, utilizzati prima per trasportare bombe atomiche, ma poi riconvertiti al lancio di missili da crociera, i TU 22M3, supersonici a lungo raggio, e gli A 50. Negli arsenali di Mosca questi ultimi sarebbero meno di dieci per un valore complessivo di 350 milioni di dollari. Il quartier generale dell’operazione era collocato di fianco a un ufficio del servizio di intelligence di Mosca Fsb in una regione della Federazione russa. Il regista sarebbe Vasyl Malyuk, 42 anni, capo degli 007 dello Sbu, l’ufficiale ucraino che progettò l’attacco del 20 agosto del 2022 a Aleksander Dugin, l’ideologo ultranazionalista del Cremlino. Il raid costò la vita alla figlia Daria. Il danno dell’intera operazione sarebbe pari a 7 miliardi di dollari. I velivoli senza pilota sarebbero stati assemblati in un magazzino di Chelyabinsk nei monti Urali.
Il 26 maggio per la terza notte consecutiva una pioggia di missili e droni russi si era abbattuta sull'Ucraina. Attacchi che hanno indotto Donald Trump a dire di Vladimir Putin: «È impazzito». Ma il Cremlino ha spiegato quella del presidente americano come una «reazione emotiva», assicurando che i bombardamenti prendono di mira solo obiettivi militari come «ritorsione» ai massicci raid di droni ucraini. E intanto la Germania apre alla consegna di missili a lungo raggio a Kiev per colpire il territorio russo. Una decisione bollata come 'pericolosà dai russi.
Mentre Trump, alla domanda se pensi a introdurre nuove sanzioni, si è limitato a dire che ci sta «certamente» pensando. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato invece che anche la Germania, come già fatto lo scorso anno da Usa, Gran Bretagna e Francia, ha deciso di togliere limitazioni alla gittata degli armamenti che fornirà all'Ucraina. Kiev, quindi, potrà utilizzarle per «difendersi anche attaccando le posizioni militari in Russia», ha sottolineato il cancelliere, citato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Merz non ha tuttavia detto esplicitamente se questo significa che Berlino fornirà i missili Taurus a lungo raggio alle forze ucraine. Una mossa che sarebbe «piuttosto pericolosa», ha reagito il portavoce di Putin.
Flemmatica, invece, la reazione del Cremlino. Mosca è «grata agli americani» per gli sforzi diplomatici, ha assicurato Peskov, spiegando che in questo momento cruciale per i negoziati c'è «un sovraccarico emotivo di tutti». Ma i bombardamenti sull'Ucraina, ha aggiunto, sono «decisioni necessarie» di Putin per «garantire la sicurezza della Russia», perché si tratta di «ritorsioni» ai massicci attacchi di droni ucraini contro «infrastrutture civili». Oltre a quelli su Mosca nei giorni precedenti la parata sulla Piazza Rossa del 9 maggio scorso, che secondo il Cremlino erano diretti ad intimidire i numerosi leader stranieri presente tra i quali il presidente cinese Xi Jinping.
Alle prime ore dell'alba del 17 maggio, un drone russo ha centrato un minibus destinato all'evacuazione di civili nella regione di Sumy, uccidendo 9 persone. per lo più donne e anziani. Fra le vittime una famiglia, padre, madre e una figlia. E' stato l'ennesimo attacco russo con droni iraniani. I caduti in un solo giorno, subito dopo il vertice di Istanbul fra una delegazione russa e una missione ucraina, sono stati tredici. È tempo di aumentare "la pressione sulla Russia affinché fermi le uccisioni: senza sanzioni più severe, senza una pressione più forte sulla Russia, non cercheranno una vera diplomazia»" ha reagito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al Cremlino appare prematura anche quella tregua di 30 giorni proposta dagli Usa e subito accettata e rilanciata da Zelensky. "È un lavoro in corso", ha sottolineato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, precisando che la prosecuzione dei colloqui con Kiev avverrà solo dopo lo scambio di 1.000 prigionieri contro 1.000, annunciato a Istanbul. Fino ad allora non ci sarà alcun passo avanti, ammonisce il Cremlino, che al tempo stesso non esclude un incontro tra Putin e Zelensky.
La proposta di negoziati diretti era stata messa sul tavolo da Putin in un incontro con i giornalisti alle 2 del mattino di domenica 11 maggio, dopo la conclusione dei tanti incontri con le delegazioni giunte a Mosca per la parata della Vittoria. La prima reazione di Trump era stata prudente. Gli Usa vogliono "continuare a lavorare con entrambe le parti" per porre fine al conflitto, aveva scritto il presidente su Truth, il suo social. Qualche ora più tardi ha assunto una posizione più decisa, lanciando anche una frecciata a Putin. "Inizio a dubitare - ha affermato nel suo secondo post - che l'Ucraina farà un accordo con Putin, troppo impegnato a celebrare la vittoria della Secondo Guerra Mondiale, che non sarebbe stata vinta senza gli Stati Uniti".
Mentre Donald Trump rimproverava al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di non voler accettare lo schema di tregua concordato con il Cremlino, il 25 aprile 70 missili e 145 droni russi hanno ucciso dodici civili a Kiev. Come al solito il Cremlino ha sostenuto di aver colpito industrie militari. Anche Kharkiv è tornata sotto tiro. Secondo Trump Mosca avrebbe offerto una "concessione significativa" nei colloqui di pace con Kiev accettando di non occupare l'intero territorio ucraino. "Fermare la guerra. Non prendersi tutto il Paese, una concessione piuttosto grande''", ha detto Trump durante l'incontro nello Studio Ovale con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store.
Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale della Federazione russa Sergei Shoigu, è tornato a evocare la guerra nucleare in caso di aggressione, ovvero nel caso che peacekeeper europei fossero dispiegati in aeree come il Donbass. Zelensky, che era in missione in Sudafrica, ha anticipato il rientro a Kiev. Sabato 26 aprile sarà a Roma per i funerali di Papa Francesco. Trump gli rimprovera il secco rifiuto di riconoscere che la Crimea è ormai diventata terra russa e lo accusa di prolungare lo “sterminio”. “Vedrò Vladimir Putin molto presto, dopo il mio viaggio in Arabia Saudita”, ha annunciato, collocando l'attesissimo incontro con lo Zar dopo il 16 maggio.
Anche la tregua di Pasqua, annunciata a sorpresa dal presidente russo Vladimir Putin, è fallita. Kiev e Mosca si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco. Ufficialmente le armi avrebbero dovuto tacere alle 18:00 di sabato 19 aprile (le 17:00 in Italia) fino alle 24 del 20 aprile (le 23 italiane di domenica). Tuttavia, entrambe le parti denunciano vittime. I russi hanno effettuato la notte scorsa 59 bombardamenti e 5 attacchi in varie direzioni della linea del fronte, scrive Zelensky su Telegram sulla base di un rapporto dell'esercito. Dalla mattina di Pasqua, aggiunge, “possiamo dire che l'esercito russo sta cercando di creare un'impressione generale di cessate il fuoco, ma in alcuni luoghi non abbandona i singoli tentativi di avanzare e infliggere perdite all'Ucraina”.
Il presidente ucraino sottolinea che col passare delle ore i bombardamenti russi e l’uso di velivoli senza pilota kamikaze sono in aumento. Oleksandr Prokudin, il capo ucraino dell'amministrazione militare regionale di Kherson, ha reso noto che un uomo è stato ucciso in seguito a un attacco di droni russi. Zelensky ha precisato che nel complesso l'esercito russo ha effettuato quasi 387 bombardamenti tra le 18:00 e mezzanotte del 19 aprile , oltre a 19 attacchi, a cui si aggiungono altre 26o operazioni di assalto tra mezzanotte e le 12:00 del 20 aprile. “La Russia – insiste Zelensky - deve rispettare pienamente le condizioni del cessate il fuoco. Resta valida la proposta di attuare e prorogarlo per 30 giorni dopo la mezzanotte di oggi”, sottolinea il Capo dello Stato ucraino.
Mosca rimprovera Kiev di aver ripetutamente violato il cessate il fuoco, tentando nella notte di attaccare le posizioni russe nel Donetsk occupato. Gli attacchi sono stati “respinti”, precisa il ministero della difesa, ma hanno provocato “morti e feriti tra la popolazione civile”. Nello specifico, Mosca denuncia che le zone di confine delle regioni russe di Bryansk, Kursk e Belgorod hanno subito 12 bombardamenti, 33 attacchi con droni e sette lanci di munizioni. L'esercito russo, aggiunge, rispetta “rigorosamente” il cessate il fuoco, in conformità con gli ordini del Presidente Vladimir Putin. E nel primo pomeriggio il diplomatico russo Rodion Miroshnik, responsabile per il controllo dei 'crimini del regime di Kiev', ha affermato che gli ucraini hanno dimostrato la loro incapacità di cessare il fuoco nemmeno per 30 ore, mentre il ministero della Difesa annuncia che prima della dichiarazione della tregua le sue truppe hanno preso il controllo del villaggio ucraino di Novomikhailovka, nel Donetsk. In una intervista televisiva il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov ha attaccato di nuovo la Unione Europea: “Il desiderio di vietare ai politici di alcuni Paesi europei, compresi i leader di Stato, di recarsi in Russia il 9 maggio, giorno in cui il Paese celebra la sconfitta del nazismo e la fine della Seconda guerra mondiale, è un tentativo di far rivivere l'ideologia del nazismo”.
“Una cosa orribile”, che però potrebbe essere solo un “errore” russo. Il presidente americano parla dell'attacco a Sumy, la città dell’Ucraina nella quale due missili Iskander di Mosca, lanciati a pochi minuti l’uno dall’altro, sono stati fatali, secondo gli ucraini, a trentaquattro civili (nella foto scattata da Дchc Ykpaihи i vigili tentano di spegnere le fiamme). Quindici erano minorenni, fra questi due bimbi. I feriti sono centodiciannove. Per Trump Zelensky “ha lasciato scoppiare la guerra”. “Non ci si batte – ha polemizzato - con chi è venti volte più grande di te”. L'attacco russo era diretto contro il raduno per la consegna di onorificenze ai soldati della 117/a Brigata, organizzato in un centro congressi. La deputata della Rada Maryana Bezuhla e Artem Semenikhin, sindaco di un'altra città della regione, Konotop, hanno protestato contro la decisione di organizzare un evento di quella natura nel centro di una grande città, esponendo i civili al rischio di un attacco nemico. Bezuhla ha affermato che il programma prevedeva, dopo la consegna delle medaglie alle 10, uno "spettacolo per bambini" alle 11. Alle 10.15 è cominciato il raid russo. Alcune fonti citate dall'agenzia Bloomberg hanno detto che l'amministrazione di Donald Trump non ha voluto aderire alla mozione di condanna di Mosca, perché intende «preservare lo spazio per negoziare la pace». Il Canada, che ha la presidenza del G7, ha quindi detto agli alleati che senza il sostegno americano sarebbe stato impossibile procedere con il comunicato.
La versione russa del bombardamento di Sumy è che l’obiettivo era una riunione del comando del gruppo militare operativo-tattico Seversk. Sessanta militari ucraini sarebbero stati uccisi. I morti civili, accusa Mosca, sono dovuti al fatto che Kiev usa la popolazione ucraina come scudo umano e organizza eventi con la partecipazione di personale militare nel centro di una città densamente popolata”.
Zelensky ha replicato che “tutti i siti danneggiati sono civili: condomini, negozi, un'area di servizio”. “Solo una vera pressione sulla Russia – ha sostenuto su Telegram - potrà fermare tutto questo, sono necessarie sanzioni concrete contro i settori che finanziano la macchina di morte della Federazione russa”. Il futuro cancelliere tedesco Fredrich Merz ha fatto sapere che potrebbe decidere di fornire a Kiev i missili Taurus, vettori che hanno una gittata di almeno 500 chilometri e che potrebbero essere impiegati anche per attacchi sul territorio russo, come già avvenuto con gli Atacms americani e con gli Storm Shadow britannici. Il falco Dmitry Medvedev, ex presidente e attuale numero due del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, ha invitato Merz a “pensarci due volete” e lo ha definito “un nazista”. Secondo Stephane Dujarric, portavoce delle Nazioni Unite, tra l'11 e il 14 aprile i raid di Mosca hanno colpito le regioni di Donetsk, di Kherson, di Charkiv, di Odessa, di Dnipro e di Zaporizhzhia, sede della centrale nucleare più grande d’Europa. "Le autorità locali - ha aggiunto - ci dicono che decine di civili sono stati uccisi”.
“Solo un bastardo può fare una cosa simile” si è infuriato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mosca ha assestato uno schiaffo sonoro a tutti gli sforzi diplomatici per arrivare almeno ad un cessate il fuoco. Secondo l’intelligence di Kiev, il raid è stato lanciato dalle regioni di Voronezh e Kursk con due missili Iskander. Il primo si è schiantato contro un centro congressi dell'ateneo, il secondo ha centrato un filobus a circa 200 metri di distanza.
Il complesso universitario devastato dal raid avrebbe dovuto ospitare uno spettacolo teatrale. Le foto e video diffusi dopo l'attacco mostrano colonne di fumo, passanti in fuga in preda al panico. Giornalisti sul posto hanno visto corpi coperti da lenzuola argentate disseminati nel centro della città, mentre i soccorritori erano impegnati a scavare tra le macerie di un edificio e a trasportare i feriti negli ospedali. Per Zelensky si è trattato dell'ennesima dimostrazione della brutalità delle forze russe, che per di più hanno violato la solennità della Pasqua: “I missili nemici hanno colpito una normale strada cittadina, in un giorno nel quale le persone vanno in chiesa, la Domenica delle Palme, la festa dell'ingresso del Signore a Gerusalemme. E' stato un atto di terrorismo deliberato".
Gli uomini di Kiev hanno catturato due mercenari cinesi. ''L'Ucraina ritiene che un coinvolgimento così evidente di cittadini di Xi Jinping in operazioni di combattimento, come parte di una guerra di aggressione, costituisca un passo deliberato verso l'estensione del conflitto", ha detto Zelensky. Mosca è tornata a mettere in guardia i Paesi europei dall'inviare truppe in Ucraina, anche come addetti al mantenimento della pace, avvertendo che ciò potrebbe portare a “uno scontro diretto”.
La portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ha affermato che "ogni presenza" di truppe di Paesi Nato in Ucraina, "indipendentemente dalla bandiera, dalle insegne e dal mandato dichiarato, sarà considerato dalla Russia come una minaccia alla sua sicurezza e porterà il rischio di uno scontro diretto con l'intera Alleanza". Volodymyr Zelensky "aspetta passi concreti dai suoi alleati europei perché inviino le loro truppe. Questo significherebbe che questi Paesi si uniscono al conflitto", ha aggiunto la Zakharova. La Cina ha respinto come “assolutamente infondate” le accuse, sottolineando di avere “sempre chiesto ai suoi concittadini di tenersi lontano dalle aree di conflitto armato, di astenersi dal partecipare a operazioni militari di qualsiasi parte e di non essere coinvolti in conflitti armati in alcun modo”. Quindi di non arruolarsi come mercenari in un conflitto che vede già la partecipazione di molti combattenti a pagamento, anche occidentali.
“Il 4 aprile un missile ha colpito a Kryvyi Rih una strada con edifici residenziali, un parco giochi, negozi e un ristorante nei dintorni”, ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il razzo era un Iskander – M dotato di una testata di bombe a grappolo che secondo le regole internazionali sui conflitti potrebbero essere usate solo contro le concentrazioni di truppe. La città natale di Zelensky, piange 9 bambini e 9 civili. Tymofii aveva solo tre anni, Radyslav e Arina ne avevano sette. Poi c'è Herman, nove anni, e Danylo, Alina e Mykyta di quindici. Kostiantyn, che avrà per sempre sedici anni. Nikita, diciassette. I feriti sono sessanta, fra i quali dodici minorenni. Il ministero della difesa russo lo ha definito un attacco di precisione” che aveva per obiettivo il luogo nel quale “si teneva un incontro dei comandanti ucraini con istruttori occidentali”. I cadaveri dei piccoli sono riversi nel parco giochi raggiunto dal raid, le urla e il pianto disperato di quelli rimasti feriti sono registrati dalle bodycam dei soccorritori accorsi sul posto. Durante i soccorsi un secondo attacco con droni ha provocato un morto e altri sette feriti.
“Non esiste un livello più profondo di cinismo, cattiveria o odio verso le persone di quello che la Russia incarna oggi”, ha tuonato Volodymyr Zelensky postando sui social le foto dell'attacco nella sua città natale. Per il presidente ucraino “è di fondamentale importanza non lasciare questo attacco senza una risposta dal mondo”. L’ambasciatrice Usa a Kiev Bridget A. Brink, si è detta “inorridita” dall'attacco, senza tuttavia citare la Russia.
Il ministro delle industrie strategiche Herman Smetanin, in un'intervista, ha reso noto che il supermissile Neptune, che ha mille chilometri di gittata, è stato già utilizzato oltreconfine. Anche contro un "obiettivo militare nella Crimea occupata". A rendere lo scenario più cupo si aggiunge la circostanza che la Russia sta sviluppando un nuovo satellite destinato a trasportare un'arma nucleare che potrebbe avere "conseguenze devastanti" per gli Usa e per il mondo. L'allarme è stato lanciato negli Stati Uniti dalla comunità d'intelligence nel primo rapporto della nuova amministrazione Trump sulle minacce mondiali, rapporto nel quale la Cina resta comunque l'avversario numero uno a livello militare, cyber e di Intelligenza Artificiale (settore nel quale vuole superare gli Usa entro il 2030).
Dopo aver imposto lo stop alle armi il 3 marzo, il presidente americano Donald Trump aveva interrotto anche la fornitura di intelligence per costringere il Capo dello Stato ucraino Volodymyr Zelensky ad accettare un accordo di pace. Il giorno dopo la presidente dell’Unione Europea marzo Ursula von der Leyen ha presentato un piano per il riarmo che vale 800 miliardi di euro e che si scontra già con il no dell’Ungheria e della Slovacchia. Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “una nuova era” nella quale il Vecchio Continente deve provvedere alla propria sicurezza.
Sul terreno si continua a combattere. Il 25 marzo il bilancio delle vittime dell'attacco missilistico russo a Sumy, nel nordest dell'Ucraina, è di 101 feriti, tra i quali 23 bambini. Lo ha annunciato il sindaco della città, Oleksandr Lysenko, in un aggiornamento diffuso a metà mattinata. "Attualmente sono ricoverati in ospedale 14 adulti e 16 bambini. Un adulto e un bambino versano in condizioni gravi e stabili", ha spiegato. il 24 marzo sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che "nell'epicentro" dell'attacco c'erano "una scuola ed edifici residenziali". "Fortunatamente i bambini della scuola erano al riparo", ha assicurato il presidente.
La guerra continua a mietere vite. A Kryvyj Rih, seicentomila abitanti prima della guerra, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, circa 70 chilometri a nord-ovest della linea del fronte, “un missile russo ha colpito un hotel di cinque piani ed è divampato un incendio", ha dichiarato il servizio di emergenza ucraino su Telegram. Secondo la stessa fonte "due persone sono morte, sette sono rimaste ferite e 14 sono state salvate". I soccorritori cercano ancora altri corpi sotto le macerie.
Un «dittatore mai eletto», «un comico mediocre» che «rifiuta di indire elezioni, è molto giù nei sondaggi ucraini e l'unica cosa in cui è stato bravo è l'aver suonato Biden come un violino». Donald Trump ha scaricato Volodymyr Zelensky sul suo social Truth. Il tycoon ha accusato falsamente il presidente ucraino di aver iniziato la guerra con Mosca. «Vive in una bolla di disinformazione russa», gli aveva replicato Zelensky, che il 19 febbraio ha ricevuto un imbarazzato Keith Kellogg, l'inviato Usa per il conflitto fra la Russia e l'Ucraina. In passato il presidente americano lo aveva già definito sarcasticamente come «il miglior piazzista sulla terra: ogni volta che viene in Usa se ne va con 60 miliardi». La sera del 18 febbraio nello Studio Ovale il tycoon ha risposto alle critiche di Zelensky per non essere stato invitato ai colloqui a Riyad tra americani e russi, suscitando quello che un gongolante Vladimir Putin ha liquidato come una "inappropriata reazione isterica". " Trump ha investito Zelensky: Bè, sei stato lì per tre anni. Avresti dovuto chiudere la guerra dopo tre anni. Non avresti mai dovuto iniziarla. Avresti potuto fare un accordo". Poi ha contestato il fatto che in Ucraina non ci sono state elezioni per via della legge marziale, e ha sostenuto che la popolarità di Zelensky è "al 4 per cento". Un falso.
«Sfortunatamente, - ha replicato il giorno dopo il presidente ucraino - Trump, per il quale ho grande rispetto come leader del popolo americano, che ci ha sempre sostenuto, vive in questo spazio di disinformazione». Non solo. Trump ha «aiutato Putin a uscire da anni di isolamento», con un «impatto non positivo sull'Ucraina». Zelensky ha anche rintuzzato il dato sul suo scarso indice di gradimento, facendo riferimento a un recente sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology secondo cui non è mai sceso sotto il 50% ed è ora al 57%.
«Pensateci, un comico di modesto successo, Volodymyr Zelenskyy, ha convinto gli Stati Uniti d'America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti e 'Trump', non sarà mai in grado di risolvere», ha esordito il tycoon su Truth, sostenendo falsamente che gli Usa «hanno speso 200 miliardi di dollari in più dell'Europa» e che il leader ucraino «ammette che metà dei soldi che gli abbiamo inviato sono mancanti». «Dittatore senza elezioni, Zelensky farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà un Paese», lo ha minacciato, vantandosi che sta «negoziando con successo la fine della guerra con la Russia», accusando l'Europa di aver «fallito nel tentativo di portare la pace» e il presidente ucraino di voler «probabilmente mantenere in funzione il treno della cuccagna».
Per Mosca l'Ucraina può entrare nella Unione Europea, ma con il suo territorio decurtato di quasi un quinto. «L’ingresso nella Ue? E’ un diritto sovrano di qualsiasi Paese. Stiamo parlando di processi di integrazione economica. Qui, ovviamente, nessuno può dettare nulla a un altro Paese, e noi non lo faremo», ha assicurato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. A Riyad, la capitale dell’Arabia Saudita, americani e russi hanno concordato di «stabilire un meccanismo di consultazione per affrontare gli elementi irritanti per le relazioni bilaterali con l'obiettivo di adottare le misure necessarie per normalizzare il funzionamento delle rispettive missioni diplomatiche». Tra i primi frutti la liberazione dei prigionieri americani: l'ultimo, ieri, è stato Kalob Byers Wayne, 28 anni, arrestato perché aveva una piccola quantità di marijuana. Secondo il dipartimento di Stato americano le parti si sono impegnate a «nominare i rispettivi team di alto livello per iniziare a lavorare su un percorso per porre fine al conflitto in Ucraina al più presto in un modo che sia durevole, sostenibile e accettabile da tutte le parti», a «normalizzare» le relazioni diplomatiche e a «gettare le basi per una futura cooperazione tra i due Paesi su questioni di reciproco interesse geopolitico e sulle storiche opportunità economiche e di investimento» dopo la conclusione della guerra. Quindi «pace» in Ucraina ma anche affari tra Washington e Mosca.
Durante l'incontro ad Ankara con Recep Tayyip Erdogan, che prima di rinviare al 10 marzo la visita a Riad per evitare coincidenze sospette si è candidato ad ospitare i futuri negoziati di pace, Volodymyr Zelensky ha lamentato l'esclusione del suo Paese e ha chiesto «colloqui equi» ai quali partecipino l’Unione Europea, il Regno Unito e la Turchia. Emmanuel Macron ha annunciato per il 19 febbraio un nuovo incontro per discutere di Ucraina e di sicurezza, presumibilmente in videocollegamento, «con diversi Paesi europei e non europei», tra i quali il Canada. «Tutte le parti devono fare concessioni», ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio dopo quattro ore e mezzo di faccia a faccia nel palazzo Diriyah, nel complesso di Albasatin, uno dei tanti della famiglia reale saudita. Alla destra dei mediatori arabi - il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il consigliere per la sicurezza nazionale saudita Mosaad bin Mohammad Al-Aiban - Rubio, il consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz e l'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff. Alla sinistra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il consigliere diplomatico del Cremlino Iuri Ushakov. Nessuna stretta di mano iniziale davanti a fotografi e cameramen. Presente, ma impegnato in altri incontri a margine, anche Kirill Dmitriev, l'oligarca consigliere informale del Cremlino con studi in Usa, un passato a Goldman Sachs e McKinsey ed ora responsabile esecutivo del fondo di investimento sovrano russo.
L’Ucraina dovrà piegare la testa. Pete Hegseth, il nuovo ministro della difesa statunitense, è netto: “Siamo ad un momento critico della guerra, il conflitto deve finire. Vogliamo un'Ucraina sovrana e prospera, ma riportarla ai confini precedenti al 2014 è irrealistico”. “Inseguire questo obiettivo illusorio – ha rincarato - non farà altro che prolungare la guerra e causare più sofferenza. Una pace duratura per l'Ucraina deve includere solide garanzie di sicurezza per fare in modo che il conflitto non ricominci” e il ritorno allo status territoriale precedente al 2014 lo escluderebbe. Per Hegseth “questa non deve essere una Minsk 3.0”. Il capo del Pentagono esordisce con questa posizione nella riunione del gruppo di contatto sull’Ucraina a Bruxelles poco prima che il mondo venga informato del colloquio fra Trump e Putin per l'inizio “dei negoziati dei rispettivi team”. Il dado sembra tratto, dopo settimane di avvicinamenti e messaggi a distanza tra Washington e Mosca. L'Arabia saudita potrebbe ospitare l' incontro.
Per Hegseth servono «robuste garanzie di sicurezza» per scongiurare un'altra guerra, sostenute da truppe europee e non europee. Truppe che, se schierate come dedite al mantenimento della pace, non devono essere “sotto l'ombrello di una missione Nato, rimanendo escluse dall'articolo 5”. Per concludere, e “per essere chiari”, ha spiegato il capo del Pentagono, “come parte di qualsiasi garanzia di sicurezza, non ci saranno truppe statunitensi in Ucraina”.
Il ministro statunitense della difesa ha poi invitato l'Europa a fare la sua parte, come prima cosa attrezzandosi sul piano energetico. “Prezzi dell'energia più bassi, uniti a un'applicazione più efficace delle sanzioni energetiche, aiuteranno a portare la Russia al tavolo”, ha argomentato. Per consentire ulteriormente una diplomazia efficace e abbassare i prezzi dell'energia, che finanziano la macchina da guerra russa, il presidente Trump sta scatenando la produzione energetica americana.
La mai sopita relazione di stretta amicizia fra Donald Trump e Vladimir Putin si è ravvivata alla vigilia di San Valentino con una “lunga e altamente produttiva” telefonata tra i due leader, con tanto di inviti per una visita reciproca nei rispettivi Paesi. Nell’agenda, come ha rivelato il presidente americano, non solo l'Ucraina, ma anche il Medio Oriente, l'energia, l'intelligenza artificiale, il ruolo del dollaro. I due probabilmente hanno continuato a telefonarsi diverse volte in segreto, come ha rivelato Bob Woodward, il leggendario reporter del Watergate. Trump ha sempre lodato Putin. Ha detto di lui che è “un uomo forte”, “intelligente”, addirittura “geniale”. Ricambiato dal leader del Cremlino che, pur dichiarando pubblicamente di preferire il più prevedibile Biden, in realtà non ha mai nascosto la sua simpatia e risparmiato le sue lodi per Trump. I due sono accomunati, oltre che da un grande ego e dallo spirito di vendetta, anche dal machismo e dalla difesa dei valori tradizionali, con battaglie comuni in difesa della famiglia e della religione, contro l'aborto e contro la comunità Lgbtq, l'ideologia di genere: crociate che hanno fatto di Putin in un beniamino della comunità evangelica conservatrice americana.
Il rapporto amichevole risale alla campagna elettorale del 2016, quando il tycoon si circondò di vari esponenti legati a Mosca (a partire dal capo della sua campagna Paul Manafort) e invocò apertamente l'aiuto del Cremlino contro la sua rivale: "Russia, se mi stai ascoltando, spero che tu riesca a trovare le 30.000 e-mail mancanti" di Hillary Clinton. Un appello che non rimase inascoltato, come evidenziò il successivo Russiagate, l'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller che evidenziò possibili collusioni fra il candidato repubblicano e i russi: dal vecchio progetto di un grattacielo nato con lo sbarco di Miss Universo nel 2013 nella capitale russa agli incontri sospetti alla Trump Tower nel 2016. Il rapporto finale fu però sepolto dal ministro della Giustizia William Barr.
Nel maggio 2017, il tycoon ha accolto nello Studio Ovale il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov (rivelando forse informazioni top secret), mentre nel luglio dell'anno successivo aveva incontrato Putin durante il vertice di Helsinki, tra sorrisi e reciproche pacche sulle spalle. In quell'occasione il presidente americano sconfessò l'intelligence Usa, abbracciando la smentita di Putin sulle interferenze russe nelle presidenziali americane. I due poi avevano avuto un faccia a faccia di due ore senza testimoni. Ora si rivedranno presto. Magari anche con Musk, che ha rapporti diretti con lo zar.
Il dialogo tra Washington e Mosca sul conflitto in Ucraina è “già in corso” come ha detto venerdì 7 febbraio il presidente Donald Trump nell’ufficio Ovale della Casa Bianca. Discussioni “molto serie. Ci parleremo e penso che faremo qualcosa di significativo. Vogliamo finire la guerra che non sarebbe mai cominciata se fossi stato presidente io”.
I termini del possibile accordo preoccupano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha avvertito che sarebbe “molto pericoloso” proseguire i colloqui senza coinvolgere Kiev. “Possono avere le loro relazioni, ma parlare dell'Ucraina senza di noi è pericoloso per tutti”, ha detto il presidente in una lunga intervista concessa all'agenzia di stampa americana Associated Press, scelta forse per far arrivare il più chiaramente possibile il suo messaggio proprio all'inquilino della Casa Bianca. Zelensky ha aggiunto che il primo passo per l'Ucraina è tenere un incontro di alto livello con il presidente Usa, in modo che Kiev e Washington possano sviluppare i propri piani per un cessate il fuoco, tema discusso per ora “solo in termini generali”, ha sottolineato Zelensky. «Credo – ha dichiarato - che prima di tutto dobbiamo tenere un incontro” con Trump, che “è tra l'altro qualcosa che tutti in Europa vogliono”, ha detto Zelensky. E solo successivamente “dovremmo passare a una sorta di formato di conversazione con i russi. Vorrei vedere gli Stati Uniti, l'Ucraina e i russi al tavolo delle trattative. E ad essere onesti dovrebbe esserci anche una voce dell'Ue: penso che sarebbe giusto, efficace”.
L'adesione dell'Ucraina alla Nato, vero incubo per Vladimir Putin, “sarebbe la garanzia più economica possibile” per gli alleati occidentali del Paese, che offrirebbe all'Alleanza “un esercito di 800.000 uomini”. “Sarebbe un segnale chiaro che non sta alla Russia decidere chi dovrebbe essere nella Nato e chi no, ma dovrebbe stare agli Stati Uniti”, ha ribadito Zelensky. Nelle stesse ore, l'inviato speciale di Trump per l'Ucraina, il generale in pensione Keith Kellogg, tornava a far sentire la propria voce: “Sia Kiev che Mosca dovranno concedere qualcosa”, ha detto. Il giorno prima aveva incalzato Zelensky, pur non nominandolo direttamente, sottolineando che per gli Usa le elezioni in Ucraina “sono necessarie”, che le consultazioni elettorali “si tengono anche in tempo di guerra e sono una buona cosa per la democrazia”, lasciando poi intendere che Zelensky non dovrebbe essere l'unico candidato in lizza. Kellogg il 2 febbraio ha rivelato che il leader ucraino si sarebbe già detto pronto a concessioni sul territorio e che Putin “dovrà ammorbidire le sue posizioni” di conseguenza.
Sul terreno il conflitto continua a mietere vittime. È raddoppiato il numero dei morti nel bombardamento su Poltava del primo febbraio 2025. Sono saliti a 14, tra i quali due bambini. Nel raid è stato distrutto un condominio di cinque piani e le operazioni di soccorso “proseguono”, riferiscono le autorità. Mosca e Kiev si rimpallano le responsabilità sul raid contro una scuola che ospitava civili nella cittadina di Sudzha, nella regione russa di Kursk, che ora è occupata dall’Ucraina. Il bilancio provvisorio è di 4 civili uccisi.
Nella stessa regione le truppe ucraine sostengono di aver catturato due soldati nordcoreani e di averli consegnati all'intelligence di Kiev. Né Mosca e né Pyongyang hanno commentato. È stato Volodymyr Zelensky a dare l'annuncio della cattura dei due nordcoreani: “Sebbene feriti, sono sopravvissuti e sono stati portati a Kiev e stanno parlando con gli investigatori dell'Sbu”, ha scritto sui social. I due - secondo quanto hanno riferito gli 007 ucraini - hanno confermato di essere soldati scelti dell'esercito. Uno in particolare, che si è qualificato come fuciliere, aveva una falsa carta d'identità russa ed ha affermato che credeva di “andare in Russia per l'addestramento, non per combattere una guerra contro l'Ucraina”.
L'altro uomo ha scritto le sue risposte a causa di una mascella ferita ed ha dichiarato di essere un cecchino esploratore. I servizi di sicurezza ucraini hanno poi diffuso un video dei due uomini nelle brande di un ospedale. Non sono state diffuse registrazioni audio, ma la versione ufficiale è che i prigionieri avrebbero parlato tramite interpreti coreani collaboratori dell'intelligence di Seul. Questa operazione, secondo Kiev, ha fornito “prove inconfutabili della partecipazione della Repubblica popolare della Corea del Nord alla guerra della Russia contro il nostro Paese, con truppe regolari e non mercenari”.
A dicembre 2024 gli ucraini avevano affermato di aver catturato diversi nordcoreani, che però erano morti a causa delle gravi ferite riportate. Inoltre, è l'accusa di Zelensky, gli stessi russi “finiscono i loro feriti” e bruciano i corpi per nascondere le prove della partecipazione di un altro Stato al conflitto. Il leader ucraino ha assicurato che garantirà ai media l'accesso ai prigionieri di guerra, perché il mondo deve sapere cosa sta succedendo”. Stati Uniti e Nato già ad ottobre avevano confermato la presenza di almeno diecimila nordcoreani nell'oblast di Kursk, in seguito alla firma di un patto di assistenza militare tra Putin e Kim.
Droni e robot al posto dei soldati in carne e ossa. L'Ucraina, che soffre per la penuria di forze fresche al fronte, ha condotto per la prima volta con successo un attacco militare a posizioni russe usando, invece della fanteria, solo droni e robot da combattimento a visione diretta (First person view, in sigla Fpv). La fonte della notizia è il think-tank americano Institute for the Study of War (in sigla Isw) sul suo sito, ripreso con evidenza dai media ucraini, incluso il “Kyiv Independent”, nei quali vengono sottolineati “i continui sforzi per sfruttare l'innovazione tecnologica nelle operazioni a terra” da parte di Kiev in una guerra sempre più “asimmetrica” contro la Russia. “Il portavoce di una brigata ucraina che opera nella regione di Kharkiv - scrive l'Isw - il 20 dicembre 2024 ha reso noto che le forze ucraine hanno condotto il loro primo attacco di terra utilizzando esclusivamente sistemi robotizzati invece della fanteria nei pressi di Lyptsi, in data non specificata, distruggendo nell'attacco con successo posizioni russe. Il portavoce - si legge - ha dichiarato che l'attacco è stato condotto con decine di veicoli terrestri senza pilota (Ugv) dotati di mitragliatrice. Altri mezzi dello stesso tipo sono stati usati per eliminare le mine in zone non specificate, conclude il report dell'istituto indipendente di Washington.
I droni ucraini hanno danneggiato edifici civili nella città di Kazan, nella Russia centrale, a circa 1.000 chilometri dal confine. Lo ha reso noto un responsabile locale precisando che non sono state ancora segnalate vittime. "Oggi Kazan ha subito un massiccio attacco di droni", ha osservato su "Telegram" Rustam Minnikhanov, il leader della Repubblica del Tatarstan nella quale si trova la città. "Se prima venivano attaccate le imprese industriali, ora il nemico attacca i civili al mattino, proprio nelle loro case", ha scritto. I residenti sono stati evacuati, secondo le autorità locali, ma il loro numero non è noto. Il municipio di Kazan ha annunciato che questi attacchi hanno provocato incendi in diversi quartieri e che sul posto erano presenti i vigili del fuoco. Il ministero della Difesa russo ha accusato l'Ucraina di prendere di mira le "infrastrutture civili" a Kazan. Il ministero ha affermato che sei droni potrebbero essere stati neutralizzati o distrutti. La Russia ha perso 772.280 soldati in Ucraina dall'inizio della guerra, il 24 febbraio 2022. Lo ha riferito lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, aggiungendo che nella cifra sono incluse le 1.860 vittime subite dalle forze russe nell'ultimo giorno.
Vladimir Putin si dice “pronto a incontrare Donald Trump in qualsiasi momento” e aperto a negoziati sull'Ucraina, che di per sé rappresentano un “compromesso”. Ma non per un cessate il fuoco bensì per “una pace durevole con garanzie per la Federazione Russa e i suoi cittadini”. Da Bruxelles, quasi nello stesso momento, anche Volodymyr Zelensky afferma di voler “condividere più dettagli” con Trump e respinge l'idea di un “conflitto congelato”. Le parti si preparano dunque alle trattative dopo il cambio della guardia alla Casa Bianca, anche se Putin esclude un accordo con il presidente ucraino nella situazione attuale considerandolo “illegittimo”, poiché il suo mandato è scaduto in maggio senza che si potessero tenere nuove elezioni a causa della legge marziale.
Mosca ha annunciato di aver conquistato altri due villaggi nella regione orientale ucraina di Donetsk. Mentre gli ucraini, secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa russo, hanno lanciato sei missili americani Atacms e quattro vettori britannici Storm Shadow sulla regione di Rostov, con il conseguente avvertimento che tutto ciò “non rimarrà senza risposta”. Nella stessa regione un bombardamento di droni ucraini ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio.
Putin ha parlato nella consueta conferenza stampa fiume di fine anno 2024. Una kermesse di quattro ore e mezza in cui ha risposto a 76 domande dei giornalisti e dei cittadini. Un evento nel quale non sono mancati gli effetti mediatici. Una donna, che ha detto di parlare da “un bunker” nella regione di Kursk, gli ha chiesto al telefono quando le truppe ucraine d'invasione saranno respinte oltre confine. Al che Putin ha detto di non poter indicare “una data esatta”.
Per rendere omaggio agli “eroi” impegnati nel conflitto, il capo del Cremlino ha fatto dispiegare dietro di sé la bandiera della 155/a brigata della fanteria della Marina russa, che ha detto di aver ricevuto in dono dagli stessi militari. Putin ha lanciato poi la sfida per un “duello tecnologico” con gli Usa per dimostrare che il nuovo missile ipersonico russo Oreshnik non può essere abbattuto da alcun sistema di difesa. “Lasciamo - ha detto - che loro determinino un obiettivo, per esempio a Kiev, e concentrino tutto i loro sistema di difesa missilistica lì, e noi lanciamo l'Oreshnik”. Anche se ha parlato di “compromessi”, il presidente russo ha insistito che i negoziati con Kiev dovranno svolgersi “sulla base della realtà che sta prendendo forma sul campo oggi”, con l'avanzata russa. La situazione, ha detto, sta cambiando «drasticamente» e Mosca si avvicina al raggiungimento dei suoi «obiettivi primari». «Parliamo di progressi non di 100 o 200 metri, ma di chilometri quadrati al giorno», ha assicurato. Lo zar si mostra dunque convinto che il tempo giochi a favore di Mosca. Di qui anche la condizione politica posta a Kiev. “Parleremo - ha detto - con qualsiasi persona che vada alle urne e ottenga la legittimità, anche con Zelensky”. Ma allo stato attuale, ha avvertito, “possiamo firmare (eventuali accordi) solo con coloro che sono legittimi, e questi sono il Parlamento e il presidente del Parlamento”.
Putin in realtà ha parlato anche delle vulnerabilità della Russia. In primo luogo, l'inflazione, che ha giudicato «un segnale davvero allarmante», ammettendo l'impatto delle sanzioni occidentali, che “rendono più costose le catene di approvvigionamento”. Quindi la sicurezza interna, con l'uccisione a Mosca del generale Igor Kirillov e di un suo aiutante, conseguenza di “gravi errori” dei servizi speciali. Poi una nota personale: il conflitto in Ucraina è “una prova seria per tutti”, ha detto. Anche per lui. “In questi tre anni ho cominciato a scherzare meno e ho quasi smesso di ridere”, ha confessato. Eppure, non ha rinnegato quanto deciso nel febbraio del 2022, affermando che invece l'attacco in Ucraina avrebbe dovuto avvenire “prima”, anche se con una migliore preparazione. Alla fine, resta lo spazio anche per parlare di Medio Oriente. La caduta di Bashar al Assad in Siria non è stata “una sconfitta” per la Russia, ha assicurato Putin, dicendo di non avere ancora incontrato l'ex presidente rifugiatosi a Mosca, ma di aver “intenzione” di farlo. “Il maggiore beneficiario della crisi siriana - ha aggiunto - è Israele, che dovrebbe ritirare le sue truppe” dal territorio siriano occupato”
Due uomini sono usciti da un portone nel buio del primo mattino moscovita e si avvicinano a un'auto che li aspetta con i fari accesi sulla strada innevata. Poi la fiammata dell'esplosione. Le immagini di una telecamera piazzata su un'auto di un servizio di car sharing e circolate in rete hanno registrato gli ultimi istanti di vita del generale Igor Kirillov, l'ufficiale più alto in grado ucciso dall'inizio del conflitto in Ucraina. Un attacco rivendicato dai servizi segreti di Kiev per il quale Mosca accusa l'Occidente di complicità morale e promette una vendetta “imminente”. L'ordigno che ha ucciso Kirillov, dal 2017 a capo delle forze di difesa radiologica, chimica e biologica, era stato piazzato su un monopattino elettrico e azionato a distanza. La sua potenza era pari a un chilogrammo di Tnt, hanno riferito i media russi. Abbastanza per mandare in frantumi anche le finestre di diversi appartamenti e danneggiare gravemente l'entrata dell'immobile, situato nell’area del Viale Ryazansky, sei chilometri a sud-est del Cremlino.
Sul ruolo dell'altro uomo ucciso non si hanno al momento notizie certe. L’agenzia di stampa “Tass” lo ha identificato come Ilya Polikarpov. Alcuni blogger lo indicano come il suo autista, altri lo definiscono “assistente” di Kirillov. Il generale era un ufficiale molto in vista, sia per le accuse occidentali di avere dispiegato armi chimiche in Ucraina, sia per le frequenti conferenze stampa in cui accusava le forze di Kiev di utilizzare questo tipo di armamenti. Contrariamente a quanto avvenuto per altri omicidi mirati di ufficiali o sostenitori ideologici del Cremlino, i servizi segreti ucraini (Sbu) hanno subito rivendicato l'attacco attraverso una fonte che ha parlato con l'agenzia “Afp”. Alla vigilia dell'attentato lo stesso Sbu aveva accusato il generale russo di essere responsabile di un “uso massiccio di armi chimiche” contro le forze ucraine, affermando di aver accertato più di 4.800 attacchi di questo genere e l'intossicazione di “oltre 2.000 militari”.
La Gran Bretagna, che lo scorso ottobre aveva imposto sanzioni a Kirillov, ha fatto sapere che «non piangerà» la sua morte. Il generale "ha imposto sofferenza e morte al popolo ucraino", ha affermato il portavoce del governo di Keir Starmer. Ma gli Usa si sono mostrati più prudenti. "Non sosteniamo questo tipo di operazioni", è stato il commento di un alto funzionario citato dalle agenzie internazionali, sottolineando che Washington “non è stata informata in anticipo”.
A Mosca, dove è stata aperta un'inchiesta per un crimine di “terrorismo”, la prima reazione politica è stata quella dell'ex presidente Dmitry Medvedev, che ha promesso una pronta vendetta, specificando che essa dovrà prendere di mira i vertici dello Stato ucraino. “Gli inquirenti devono trovare i killer in Russia - ha detto Medvedev, attuale vicesegretario del Consiglio di Sicurezza nazionale - ma ogni sforzo deve essere fatto per eliminare i mandanti, che sono a Kiev. Ed essi sono conosciuti, sono la leadership militare e politica dell'Ucraina”. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakhkarova, ha invece denunciato una complicità morale dei Paesi occidentali alleati dell'Ucraina. L'attentato è “il risultato dell'approvazione occidentale dei crimini di guerra dei militanti del regime di Kiev”, ha scritto Zakharova sul suo canale Telegram. “L'indagine - ha aggiunto la portavoce - stabilirà i dettagli, chi ha ucciso, chi ha ordinato. Ma è chiaro che esiste una terza categoria di criminali: chi ha stimolato, chi ha nutrito, chi ha incoraggiato silenziosamente”. Resta da vedere ora come si concretizzerà la vendetta annunciata da Medvedev. Ma molti oggi ripensano al monito del mese scorso del presidente Vladimir Putin, secondo il quale il nuovo missile balistico ipersonico Oreshnik potrebbe essere usato anche per colpire “centri decisionali a Kiev”.
Vladimir Putin si sarebbe rivolto anche agli Houthi per reclutare con la forza yemeniti in fuga dal loro Paese. Le centinaia di migliaia di perdite umane hanno spinto Putin a reclutamenti forzati, a incentivi economici alla leva, e ad arruolare anche i detenuti per alimentare lo sforzo bellico. Ma per evitare una mobilitazione generale che potrebbe creare malcontento interno, lo zar si sta rivolgendo sempre di più ai suoi alleati per ottenere uomini abili al combattimento, o semplici tecnici che possano assistere i soldati. Il quotidiano economico “Financial Times” ha rivelato che da luglio i russi stanno portando in Ucraina centinaia di yemeniti. Il giornale ha interpellato alcune di queste reclute, afflitte dalla povertà e dalla guerra in patria, che affermano di aver viaggiato in Russia dietro la promessa di impieghi ben pagati e persino della cittadinanza. E una volta arrivati, grazie a enti collegati agli Houthi, sono stati invece reclutati a forza. Gli yemeniti si aggiungono ai mercenari e volontari che hanno rafforzato le file dei russi in questi anni di guerra. Con un salto di qualità importante negli ultimi mesi, rappresentato dagli oltre diecimila soldati effettivi della Corea del Nord. Schierati soprattutto nel Kursk ma che hanno iniziato a confluire anche nei fronti ucraini.
A Dnipro, i servizi segreti hanno mostrato ai giornalisti i frammenti del nuovo missile balistico russo testato sulla città. Ammettendo di non aver mai visto un'arma simile. Mosca ha iniziato a produrli in serie. Zelensky ha insistito con gli alleati sulla necessità di ottenere nuovi strumenti di difesa antiaerea e dalla Francia è arrivata una significativa apertura. La formulazione del ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot è che “non ci sono linee rosse” sul sostegno all'Ucraina, e questo vuol dire che Kiev potrebbe anche schierare missili francesi a lungo raggio contro la Russia, “secondo la logica dell'autodifesa”. Anche se non ha confermato se le armi francesi, in particolare i missili Scalp già mandati a Kiev, siano già state utilizzate.
L'Ucraina ha utilizzato per la prima volta i vettori americani a lungo raggio Atacms per colpire in profondità il territorio russo. Nello stesso giorno, il 19 novembre 2024, Mosca ha adottato la una nuova dottrina nucleare che rende possibile una rappresaglia atomica anche nel caso di un massiccio attacco missilistico dal territorio ucraino. Il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che durante la notte le forze di Kiev hanno lanciato sei Atacms sulla regione di confine russa di Bryansk, due giorni dopo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano statunitense "New York Times" secondo le quali Washington ha dato l'autorizzazione all'utilizzo dei vettori. Cinque sono stati abbattuti dai sistemi di difesa Pantsir e S-400, ha aggiunto il dicastero russo, mentre un sesto è stato colpito ma i suoi detriti sono caduti su una «struttura militare» provocando un incendio. Non sono segnalati morti o feriti.
In precedenza, il comando delle forze armate ucraine aveva annunciato un bombardamento, andato a segno, su un deposito di munizioni vicino a Karachev, circa 130 chilometri dal confine ucraino, ma non aveva confermato l'utilizzo dei missili americani. Una fonte militare citata dalla testata "Rbc Ucraina" aveva invece detto che erano stati impiegati proprio gli Atacms. L'Ucraina ha "capacità a lungo raggio e useremo tutto questo", ha esultato il presidente Volodymyr Zelensky.
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, partecipando al G20 di Rio de Janeiro, ha affermato che si è trattato in sostanza di un attacco diretto americano, e che questo fa fare al conflitto un salto "di qualità". "È impossibile usare questi missili ad alta tecnologia senza gli americani e riteniamo che non un singolo Atacms possa essere usato senza la partecipazione di specialisti statunitensi, reagiremo in modo appropriato", ha avvertito il capo della diplomazia russa. Che poi ha detto di sperare che in Occidente venga letta la nuova dottrina nucleare russa.
Il documento firmato dal presidente Vladimir Putin, prevede che le armi atomiche vengano usate "come misura estrema e ultima risorsa" a scopo di difesa. Ma ne amplia la possibilità di impiego per rispondere a una possibile "minaccia critica alla sovranità e all'integrità territoriale" della Russia o della Bielorussia, sua stretta alleata. Inoltre, un'aggressione "da parte di uno Stato non nucleare con il coinvolgimento o il sostegno di uno Stato nucleare, sarà considerata come un attacco congiunto". Alla domanda se ciò significhi che la Russia potrebbe dare una risposta nucleare anche ad attacchi non nucleari da parte dell'Ucraina con l'uso di missili occidentali, il portavoce del Cremlino ha risposto affermativamente. "Sì, è menzionato", ha detto Dmitry Peskov. Ma la dottrina limita l'uso delle armi nucleari ai casi in cui sia in atto un attacco "massiccio" alla Russia con mezzi aerei e missilistici che violino il confine di Stato.
La Casa Bianca ha reagito parlando di "retorica irresponsabile" da parte di Mosca, ma ha aggiunto di non vedere la necessità di rivedere la postura o dottrina nucleare degli Usa perché la revisione di quella russa era attesa da tempo. Il Cremlino, fra l'altro, ha accompagnato l'annuncio odierno con un messaggio distensivo verso il prossimo presidente americano. Se Donald Trump sarà pronto ad "ascoltare le preoccupazioni" della Russia e a "capire le ragioni per le quali la Russia sta agendo in questo modo», sarà possibile un dialogo «per il raggiungimento della pace", ha detto Peskov.
Gli attacchi con gli Atacms non fermano per ora l'avanzata nell'est dell'Ucraina delle truppe russe, che hanno rivendicato la conquista di un altro villaggio, quello di Novoselidovka (Novoselydivka in ucraino), a nord della cittadina industriale di Kurakhovo (Kurakhove), nella regione di Donetsk, verso la quale stanno marciando. Da parte loro le autorità ucraine hanno denunciato un bombardamento russo sulla regione settentrionale di Sumy che avrebbe colpito un dormitorio nella cittadina di Glukhov uccidendo 12 persone, tra cui un bambino.
Dopo mesi di rifiuti il presidente americano Joe Biden aveva autorizzato Kiev a usare contro la Russia i missili a lungo raggio americani Atacms che hanno una gittata di 300 chilometri. La decisione di Biden non piace ai fedelissimi di Trump. “Un'escalation prima di lasciare” la presidenza, attacca su “X “il repubblicano Richard Grenell.
“Un missile russo ha colpito un edificio di nove piani, ci sono morti confermati, compresi bambini, molte persone sono ferite". E' l’ultimo post su “X” del presidente ucraino che si riferisce all'attacco nella città di Sumy nella quale secondo quanto riferito dall'ufficio del procuratore locale, sono state uccise "8 persone, tra le quali un bambino, e altre 10 persone sono state ferite”.
Il 17 novembre 2024 sull'Ucraina sono piovuti 120 missili e 90 droni. L'attacco ha causato ingenti danni alle infrastrutture energetiche e almeno dieci vittime anche nelle zone occidentali del Paese. La Polonia ha fatto decollare i suoi caccia a scopo precauzionale. “Siamo stati colpiti da uno dei raid più potenti di sempre”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Andryi Sybiha. Dieci civili hanno perso la vita e 19 hanno subito ferite in diverse regioni. Secondo il ministro dell'Energia Herman Halushchenko, Mosca ha preso di mira “la produzione di energia e la rete di trasmissione in tutta l'Ucraina”, facendo scattare interruzioni di emergenza in varie regioni. Il ministero della Difesa russo ha precisato di aver preso di mira “le infrastrutture energetiche ucraine che alimentano l'operatività del complesso militare-industriale e le imprese che fabbricano mezzi bellici” nonché “gli aeroporti militari e gli impianti di produzione di gas”.
“I terroristi russi - ha accusato Volodymyr Zelensky - hanno utilizzato droni di vario tipo, in particolare gli Shahed, ma anche missili da crociera, balistici e ipersonici, come gli Iskander, Zirkon e Kinzhal”. “Le nostre forze di difesa hanno distrutto più di 140 obiettivi e siamo grati alla nostra aviazione - piloti di F-16, Sukhoi e MiG - e ai gruppi di fuoco mobili, alle unità di guerra elettronica: tutti hanno lavorato in modo organizzato”, ha dichiarato Zelensky. Ma non è bastato a neutralizzare del tutto l'assalto. La portata dell'attacco fa alzare l'allerta anche all'Aiea, l’agenzia delle Nazioni Unite che dovrebbe contrastare la proliferazione delle armi atomiche. “I massicci raid russi in tutto il paese mettono ulteriormente sotto pressione la sicurezza nucleare”, avverte Rafael Grossi.
L'opposizione russa è scesa in piazza a Berlino. Guidati da Yulia Navalnaya, la vedova di Alexei Navalny, circa 2.000 sostenitori hanno sfilato per le strade della capitale tedesca nonostante il cielo scuro e hanno scandito 'No alla guerrà e 'Russia senza Putin'. Il corteo si è concluso davanti all'ambasciata russa.
L'11 novembre 2024 la Russia ha subito il numero più alto di caduti in una sola giornata, ma nel corso dell'autunno vaste porzioni di territorio ucraino, a volte intere città, sono andate perse quasi quotidianamente nell'Oblast' meridionale di Donetsk, mentre le forze russe hanno ottenuto significativi guadagni operativi anche nei pressi di Toretsk, di Chasiv Yar e di Kupiansk, nonché sul proprio territorio, nella Prefettura di Kursk. Secondo i dati pubblicati da Kiev, le perdite russe in Ucraina hanno raggiunto il massimo giornaliero record di 1.770. Il totale supera il precedente record di 1.740 del 13 maggio. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, il numero complessivo delle vittime russe ammonta a 710.660 fra morti, feriti, dispersi e catturati.
Sebbene il Cremlino non abbia reso noto il numero dei morti e dei feriti, i funzionari occidentali hanno affermato che ottobre è stato il mese più duro per le forze russe. Il numero di soldati russi feriti e uccisi in ottobre è stato in media di 1.500 "ogni singolo giorno “, ha dichiarato al al network britannico "Bbc" il 10 novembre il capo di Stato maggiore della difesa del Regno Unito ammiraglio Anthony Radakin. In questa autentica carneficina però ottengono guadagni sempre più rapidi nell'Ucraina orientale. Secondo un'analisi di Bloomberg pubblicata il 1° novembre, l'Ucraina ha perso 1.146 chilometri quadrati del proprio territorio dall'inizio dell'incursione nella prefettura di Kursk all'inizio di agosto, e la settimana fino al 1° novembre è stata segnalata come la peggiore in termini di territorio perso in tutto il 2024.
Donald Trump Jr., il figlio maggiore del presidente eletto, ha ricordato sui social l'intenzione espressa dal padre in campagna elettorale di tagliare i fondi per lo sforzo bellico ucraino, condividendo su Instagram un video di Zelensky postato dall'ex candidata vicepresidente repubblicana Sarah Palin con la scritta: “Mancano 38 giorni alla perdita della tua paghetta”. E il servizio d'intelligence esterno russo (Svr) ci ha messo del suo affermando in un rapporto che già ora il Dipartimento di Stato sta lavorando a una possibile sostituzione di Zelensky, “se fosse necessario”, giudicandolo “arrogante”.
“La situazione è difficile e le ostilità in alcune aree richiedono un costante rinnovamento delle risorse delle unità. Le truppe ucraine stanno affrontando una delle più potenti offensive della Russia dall'inizio dell'invasione. L’avanzata nell'est dell'Ucraina ha accelerato nelle ultime settimane”, ha detto il comandante delle forze armate di Kiev Oleksandr Syrsky il 2 novembre 2024. Mosca ha annunciato la conquista di Kurakhivka nella regione di Donetsk e di Pershotravneve nella prefettura di Kharkiv. Le difficoltà sono state confermate dall'intelligence militare dell'Estonia, secondo la quale solo nell'ultima settimana le forze russe hanno occupato circa 150 chilometri quadrati di territorio nella regione di Donetsk.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato massicci raid di droni, circa settanta, su varie regioni, compresa Kiev. La difesa aerea è stata attivata in quattro regioni del Paese. Il 2 novembre 2024 l'allarme aereo è in corso nelle città di tutta l'Ucraina dalle quattro del mattino. Le autorità della capitale denunciano incendi scoppiati in vari edifici residenziali. Due feriti sono segnalati nella capitale e cinque, fra i quali tre bambini, a causa di un bombardamento di artiglieria nella città meridionale di Kherson. “I costanti attacchi terroristici contro le città ucraine provano che la pressione esercitata sulla Russia e i suoi complici non è sufficiente”, ha affermato Zelensky. Secondo le autorità russe quattro civili sono rimasti feriti in attacchi di droni ucraini sulla regione frontaliera di Kursk e uno su quella di Belgorod. Due persone sono state ferite in un attacco di artiglieria delle forze di Kiev a Gorlovka, una località nel Donetsk controllata dalle truppe di Mosca.
I primi soldati della Corea del Nord si sono materializzati in zona di combattimento nella prefettura russa di Kursk il 27 e il 28 ottobre. La fonte della notizia è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che cita rapporti della sua intelligence, la Hur guidata dal generale Kyrylo Budanov. Un "evidente passo verso l'escalation" che è in contrasto con la disinformazione che abbiamo sentito dal Cremlino negli ultimi giorni", ha commentato. "Il mondo può vedere chiaramente cosa vuole davvero la Russia. Desidera continuare la guerra. Ecco perché abbiamo bisogno di una reazione forte e basata sui principi da parte dei leader mondiali", ha commentato Zelensky. Il presidente ha invitato l'Occidente a esercitare una "pressione tangibile" sia su Mosca sia su Pyongyang affinché rispettino la Carta delle Nazioni Unite e puniscano l'escalation. La Corea del Nord ha inviato in Russia tre generali e 12 mila soldati. Cinquecento sono ufficiali. Nella Prefettura di Kursk l’Ucraina ha messo a segno all'inizio di agosto la prima vera incursione nel territorio russo e detiene vaste porzioni di territorio. In cambio del trasferimento di soldati e armi, la Russia sta aiutando Pyongyang a eludere le sanzioni e a sviluppare le sue capacità nucleari.
Bombe a lungo raggio, anche se resta il veto di Washington a utilizzarle in profondità nel territorio russo. E' l'ultimo regalo di Joe Biden all'Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede da mesi che sia rimosso il divieto. Ma il sì statunitense non arriverà a breve dopo la mossa aggressiva del Cremlino, che ha deciso di aggiornare la sua dottrina nucleare per "inviare un messaggio ai Paesi ostili", America in primis.
"La Russia non prevarrà, noi saremo sempre accanto all'Ucraina ora e in futuro", ha promesso Biden annunciando il nuovo maxi pacchetto da 8 miliardi che comprende un'altra batteria di difesa aerea e nuovi missili Patriot; munizioni e supporto per i lanciarazzi multipli leggeri Himars, veicoli blindati, mine anti imboscata, razzi Javelin. Ma la vera chicca per le forze di Zelensky sono indubbiamente le Jsow, le bombe guidate plananti con una gittata di 110 chilometri che possono essere lanciate dai caccia ad una distanza di sicurezza dalle linee nemiche e compatibili con diversi jet, tra i quali gli F-16. Gli Stati Uniti e gli alleati ne stanno trasferendo alla Ucraina un centinaio. Biden ha inoltre autorizzato il Pentagono ad ampliare il programma di addestramento per il prossimo anno di altri 18 piloti ucraini proprio sul quel tipo di caccia. Il presidente americano ha anche convocato per ottobre in Germania una riunione a livello di leader in Germania per coordinare gli sforzi degli oltre 50 Paesi che sostengono l'Ucraina e per garantire che, se dopo il voto di novembre la linea americana verso Kiev dovesse cambiare, Zelensky possa continuare a godere di un ampio e solido sostegno internazionale. Una rassicurazione che il leader ha avuto anche dalla vicepresidente Kamala Harris. "Il mio sostegno è incrollabile, lavorerò affinché Kiev prevalga", ha dichiarato cogliendo anche l'occasione per dare una stoccata al suo rivale repubblicano. Eccola:" Ci sono dei leader negli Stati Uniti che vogliono che l'Ucraina ceda territori con proposte che non sono di pace, ma di resa". Un chiaro riferimento a Trump e a parte dei repubblicani.
Il tre settembre 2024 due missili russi hanno colpito un istituto per la formazione di militari ucraini a Poltava. I morti sarebbero oltre 50 e i feriti 219. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha promesso una risposta alla “feccia russa", ha chiesto di nuovo ai Paesi della Nato il permesso di utilizzare le armi da loro fornite per colpire in profondità la Federazione Russa. In Ucraina, alcuni blogger e una deputata chiamano in causa i comandi militari accusandoli di esporre i soldati a pericoli inutili. Il presidente ucraino ha detto di avere ordinato “un'inchiesta completa e rapida” sulle circostanze dell'attacco, che secondo alcuni canali Telegram di osservatori militari di Kiev sarebbe avvenuto mentre molti soldati erano radunati per una cerimonia all'aperto. Il ministero della Difesa ha smentito questo particolare, ma ha ammesso che l'allarme è risuonato solo pochi istanti prima che i missili arrivassero sul bersaglio, non lasciando ai presenti il tempo per mettersi al riparo.
“Le tragedie si ripetono, quando finirà tutto questo?”, ha scritto sui social la deputata della Rada, la Camera ucraina, Maryana Bezuhla, che la settimana scorsa aveva attribuito l’abbattimento di un jet F-16 fornito da Paesi occidentali a Kiev a un sistema di difesa Patriot in dotazione agli ucraini. L'episodio aveva portato alla rimozione del comandante dell'Aeronautica, Mykola Oleshchuk. Tre ministri ucraini si sono dimessi oggi, ma non è ancora chiaro il motivo. Il presidente del Parlamento ha dichiarato che il ministro responsabile della supervisione della produzione di armi Oleksandr Kamyshin, il titolare della Giustizia Denys Maliuska e quello dell'Ambiente Ruslan Strilets hanno lasciato i loro incarichi.
Il primo a dare notizia del bombardamento odierno è stato Zelensky con un messaggio sul suo canale Telegram nel quale ha parlato di un attacco che ha colpito “un istituto scolastico” e un "vicino ospedale". “Uno degli edifici dell'Istituto delle comunicazioni è stato parzialmente distrutto”, ha aggiunto il presidente. Si tratta appunto, come ha precisato l’agenzia di stampa “Rbc Ucraina”, dell'Istituto di comunicazioni militari di Poltava, all’interno del quale si trova anche il Collegio militare dei sergenti che si formano in informatica, telecomunicazioni e radioingegneria. Immagini diffuse sui social media hanno mostrato un edificio a più piani completamente sventrato.
Il presidente russo Vladimir Putin ha intanto lasciato la Mongolia dopo una visita in cui è stato ricevuto con tutti gli onori dal suo omologo Ukhnagiin Khurelsukh, il quale ha salutato l'evento come un'occasione per sviluppare la “partnership strategica” tra i due Paesi. E questo nonostante la Mongolia fosse in teoria tenuta ad arrestare l'ospite in osservanza di un mandato della Corte penale internazionale, alla quale aderisce. La Ue ha espresso “rammarico” per il fatto che Ulan Bator non abbia “rispettato gli obblighi previsti”.
“Forse è troppo presto per parlarne, ma il primo missile balistico ucraino è stato testato con successo”, si è compiaciuto il presidente Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa a Kiev. Vettori balistici tattici Tochka-U erano rimasti in Ucraina dopo il crollo dell’Unione Sovietica e ora vengono resuscitati per attaccare le regioni russe, inclusa la provincia di Kursk. Pochi giorni fa Zelensky aveva svelato al mondo anche l’esordio in combattimento del nuovo drone a lungo raggio targato Kiev, il Palianytsia. Secondo il presidente ucraino, l'Ucraina avrebbe la capacità di produrre tra 1,5 e 2 milioni di velivoli senza pilota all'anno, ma “non dispone dei fondi” necessari.
Mosca ha preso di mira per il secondo giorno consecutivo le città ucraine con missili e con droni ai quali Kiev ha risposto “usando gli F-16” forniti dalla Nato, ha rivelato Zelensky. Nella regione di Kursk Rafael Grossi, il direttore generale dell'Aiea, l’Agenzia delle Nazioni Unite che dovrebbe impedire la proliferazione delle armi atomiche, ha evocato il “pericolo di un incidente nucleare” visitando la centrale di Kursk, nella quale ha affermato di aver “visto tracce di attacchi di droni” sul territorio dell'impianto. Un hotel di Kryvyi Rih, è stato raso al suolo. Tre civili sono morti. Altrettante persone hanno perso la vita nella regione di Dnipropetrovsk. Una a Kherson. Secondo Oleksandr Syrsky, il comandante delle forze armate ucraine, i suoi militari ora controllano 1.294 km quadrati e 100 insediamenti e hanno catturato 594 soldati russi nel governatorato di Kursk. Intervenendo a Kiev al forum "Ucraina 2024. Indipendenza", il generale ha affermato che Mosca ha spostato circa 30.000 soldati da altri settori nella direzione di Kursk e che “questo numero sta crescendo".
"Non ne vogliono parlare e io continuo a tirarlo fuori, le Olimpiadi sono finite, ma il ping pong c'è ancora", ha scherzato Zelensky. In maggio, gli Stati Uniti hanno consentito al suo Paese di utilizzare lanciarazzi multipli Himars, razzi Gmlrs e artiglieria contro il territorio russo, ma solo vicino al confine ucraino. Gli Usa e il Regno Unito vietano ancora di destinare i missili americani Atacms e gli Storm Shadow britannici a raid contro il cuore della Russia.
Secondo le autorità regionali il 26 agosto 2024 gli attacchi russi in Ucraina hanno causato la morte di almeno otto persone e ne hanno ferite 34. Nella notte fra il 26 e il 27 agosto la Russia ha lanciato 81 droni d'attacco Shahed e 10 missili. Complessivamente, le forze russe hanno utilizzato tre missili balistici Kinzhal sganciati da aerei MiG-31K, cinque missili da crociera Kh-101 scagliati da bombardieri Tu-95, un missile balistico Iskander-M e un missile da crociera Iskander-K, ha affermato il comandante dell'aeronautica militare Mykola Oleshchuk. Cinque missili da crociera Kh-101 e 60 droni sono stati intercettati dalle difese ucraine. Le vittime sono state quattro. I feriti 16. Con droni e missili La Russia ha messo nel mirino anche il governatorato di Kiev e la capitale. Diversi segnali fanno pensare che l'incursione dell'Ucraina nel governatorato di Kursk si stia estendendo a quello di Belgorod. Il 10 agosto Un'unità del Duecento cinquantaduesimo Battaglione ucraino sarebbe entrata nel villaggio di Poroz .
Nelle stesse ore Mosca ha schierato le sue unità più pronte al combattimento nel settore di Pokrovsk nella regione del Donetsk. I russi continuano ad avanzare nel Governatorato di Zaporizhzhia, cercando di riconquistare posizioni vicino al villaggio di Robotyne. Nell'area di Kherson le forze di Mosca stanno tentando di riprendere il controllo di una zona insulare vicina al delta del fiume Dnipro. “Per il ministero della Difesa russo, la situazione sulla frontiera resta difficile, ma controllabile”, ha riferito Vyacheslav Gladkov, il governatore di Belgorod.
Il 25 agosto 2024 una pioggia di fuoco, la più massiccia dall’invasione russa dell’Ucraina, si era abbattuta sul Paese. Secondo il Servizio di emergenza statale di Kiev sette persone sono morte e 47 sono rimaste ferite. E' stata la reazione russa all'invasione ucraina della regione di Kursk. Il primo ministro ucraino Denis Shmyal ha denunciato che l’attacco di Mosca ha preso di mira 15 prefetture. L’Aeronautica militare ha riferito che le forze di Mosca hanno scagliato contro il Paese 127 missili e 109 droni e che sono stati abbattuti 102 razzi e 99 velivoli senza pilota. I raid della Federazione Russia avrebbero preso di mira strutture civili, impianti energetici, depositi di carburante e a Kiev una diga che alimenta la centrale elettrica della città. Le forze armate ucraine sostengono di aver intercettato un missile Kinzhal, un vettore balistico Iskander-M/KN-23, un proiettile da crociera Kh-22, 99 missili da crociera Kh-101, Kalibr e Kh-59/69, e 99 droni Shahed. Sono state colpite anche aree vicine al confine con la Polonia le cui forze armate hanno denunciato l'attraversamento del proprio spazio aereo da parte di un “oggetto militare” durante i bombardamenti russi, probabilmente un drone. Dmytro Kuleba, il ministro degli Esteri ucraino, si è spinto a chiedere ai Paesi occidentali non solo di approvare “gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina su tutti gli obiettivi militari legittimi sul territorio russo”, ma anche di “usare le capacità di difesa aerea dei partner per abbattere missili e droni in prossimità del loro spazio aereo”.
Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2024 Mosca ha sostenuto di avere abbattuto 20 droni ucraini. Nove erano diretti verso la regione di Saratov, sul Volga. Le autorità locali hanno riferito che in questa città è stato colpito un alto edificio residenziale nel quale sono stati danneggiati undici appartamenti. Quattro civili sono stati feriti. Un drone ucraino ha tentato di innescare un rogo in una raffineria di petrolio a Jaroslav, 300 chilometri a nord-est di Mosca. Sono per il momento sconosciute, invece, le cause di un incendio sviluppatosi in una grande raffineria a Omsk, nella Siberia sud-occidentale. Secondo il governatore un civile ha perso la vita.
"In totale, dall'inizio delle operazioni nella regione di Kursk, le nostre truppe sono avanzate di 35 chilometri nell'entroterra", ha detto il capo delle forze ucraine, Oleksandr Syrsky, in un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Abbiamo preso il controllo di 1.150 chilometri quadrati di territorio e di 82 località", ha aggiunto, ribadendo che la situazione è "sotto controllo". L'esercito ucraino ha creato - ha aggiunto - un ufficio amministrativo nella regione russa di Kursk: "E' stato istituito un ufficio del comandante militare, affidato al generale Eduard Moskalyov , «per mantenere l'ordine e per assicurare i bisogni della popolazione». Il capo dello stato ucraino ha annunciato che le forze di Kiev hanno preso il pieno controllo della città russa di Sudzha.
La situazione resta “complicata”, avverte Alexei Smirnov, governatore ad interim della prefettura di Kursk. L’alto funzionario russo ammette che il nemico ha preso il controllo di 28 località. Oleksandr Syrsky il comandante delle forze armate ucraine, afferma che il territorio conquistato è pari a mille chilometri quadrati. Secondo Smirnov sono già 121.000 i civili evacuati dalle aree di combattimento. Sull'altro versante della frontiera, nella regione ucraina di Sumy, gli sfollati sono circa 20.000. Ma la Russia ha deciso l'evacuazione della popolazione di un distretto in un'altra regione di confine, quella di Belgorod, nella quale secondo il governatore Vyacheslav Gladkov si registrano “attività nemiche”. Il canale Telegram russo Rybar, considerato vicino alle forze armate, ha riferito di un tentativo di infiltrazione a Belgorod di alcune decine di sabotatori che sono stati respinti al valico di Kolotilovka. Putin ha aggiunto che la Russia teme azioni ucraine anche in un'altra regione di frontiera, quella di Bryansk. Il ministero della Difesa di Mosca ha detto che continua a fare affluire truppe e armamenti verso Kursk, e ha parlato di pesanti perdite tra gli ucraini - 260 militari - nelle ultime 24 ore.
Per Putin l'offensiva di Kiev in territorio russo ha lo scopo di migliorare la posizione ucraina in vista di futuri negoziati. Tutto ciò “con l'aiuto dell'Occidente”. Gli Usa e i loro alleati, ha dichiarato, “fanno la guerra alla Russia per mano ucraina”. Il presidente della Federazione Russa vede nell'iniziativa bellica anche un tentativo di distogliere truppe di Mosca dal teatro del Donbass, dove da mesi sono all'offensiva. Scopi che non saranno raggiunti, ha assicurato Putin: le forze di Mosca “stanno avanzando lungo tutta la linea del fronte” in territorio ucraino, ha affermato. Il ministero della Difesa ha detto che è stato “accelerato il ritmo” dell'offensiva nella regione di Donetsk, con la conquista di tre villaggi nell'ultima settimana. Le autorità militari ucraine di Pokrovsk, una cittadina assediata dai russi, hanno invitato i civili ad accelerare l'evacuazione, perché le truppe di Mosca “stanno avanzando a ritmo sostenuto". "Ogni giorno che passa c'è sempre meno tempo per raccogliere gli effetti personali e per partire verso regioni più sicure”, recita un comunicato.
Il ministero dell'Interno di Kiev ha denunciato che un bombardamento russo ha ucciso 14 civili e ne ha feriti 43 feriti in un supermercato nella cittadina industriale di Kostiantynivka, nella regione di Donetsk, a 13 chilometri dalla linea di contatto tra le forze ucraine e quelle russe. In queste ore Mosca sta facendo affluire verso il campo di battaglia colonne militari che, secondo quanto fatto sapere dal ministero della Difesa, trasportano armi pesanti, in particolare lanciarazzi multipli Grad, pezzi di artiglieria e carri armati. Nella regione di Sumy la polizia ucraina ha fatto sapere che è in corso l'evacuazione di 20.000 civili da 28 insediamenti per il pericolo rappresentato dai bombardamenti russi, che continuano a martellare l'area nel tentativo di distruggere le riserve di militari ucraini che potrebbero varcare il confine in una seconda ondata a rinforzo dei commilitoni già impegnati in battaglia.
il 6 agosto 2024 per la prima volta l’esercito ucraino aveva occupato territorio russo nella regione di Kursk. Era arrivato fino a Sudzha e aveva sbarrato l’autostrada che collega Kursk con Sumy, una città ucraina vicina al confine con la Federazione Russa. Le forze speciali si erano infiltrate nella notte tra il 5 e il 6 agosto. Un battaglione della Ottantaduesima brigata dei parà è partito alla carica sulle autoblindo americane Stryker a otto ruote motrici. Su un’altra direttrice si sono mossi i cingolati Bradley, anche questi forniti dagli Usa e i carri pesanti T 64 della Ventiduesima Brigata. I guerrieri ceceni della Akhmat hanno immediatamente ripiegato. Due elicotteri russi sono stati abbattuti. I cacciabombardieri di Mosca armati con bombe plananti sono rimasti a terra. Si sono alzati in volo solo gli imprecisi Sukhoi 25 che debbono procedere rasoterra per evitare di essere colpiti. Sudzha, a 8 chilometri dalla frontiera, è stata abbandonata dai suoi cinquemila abitanti.
I soldati ucraini sono riusciti a occupare la grande stazione che pompa il gas diretto all’Europa (pare che Kiev continui ad essere pagata da Mosca per i diritti di transito). La possibile minaccia alla conduttura ha fatto salire di oltre il 5% il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam fino a 40,43 euro al megawattora, nuovo massimo dell'anno. La Gazprom, il colosso statale russo del settore, ha fatto sapere però che il flusso continua regolarmente. Il fronte dell’assalto è lungo 50 chilometri ed è arrivato, con una profondità di quasi trenta, fino a Korenevo. La scorsa settimana la situazione per gli ucraini era diventata molto pesante a New York, una località del Donbass, a Toretsk, a Pokrovsk e a Chasiy Yar. Kiev ha pagato duramente la lentezza del reclutamento di nuovi coscritti.
Il ministero della Difesa di Mosca ha detto che gli ucraini cercano di avanzare nei distretti di Sudzha e Korenevo e che sono sottoposti ai martellanti bombardamenti dell'artiglieria e dell'aviazione russe. Gli ordigni colpiscono anche le riserve delle truppe di Kiev nella regione ucraina di Sumy, sull'altro lato del confine. Secondo Mosca dall'inizio dell'incursione, all'alba del 6 agosto, gli ucraini hanno perso 660 militari e 82 veicoli corazzati, inclusi otto carri armati. Il canale “Rybar”, considerato vicino alle forze armate russe, afferma che, dopo essersi impadroniti di diversi villaggi, gli invasori hanno ora “sotto quasi completo controllo Sudzha”. Il vice governatore ad interim di Kursk, Andrey Belostotsky, ha riferito che quattro persone sono morte negli attacchi ucraini. Secondo la diocesi locale della Chiesa ortodossa russa, una persona è deceduta nel bombardamento sull'antico monastero di San Nicola Belogorsky nel villaggio di Gornal, non lontano da Sudzha. Un altro civile è rimasto ucciso e uno ferito in un attacco sulla regione russa di Belgorod. Le autorità ucraine segnalano almeno cinque persone uccise dalle bombe russe, due delle quali nella regione di Sumy. Sono 3.000 i civili finora evacuati dalle aree dei combattimenti in territorio russo e 6.000 sono stati fatti sgomberare in quello ucraino.
In Ucraina è nata la guerra a prezzi popolari. Un esercito di robot e di droni (ma anche di mezzi di terra) viene sviluppato in centinaia di laboratori segreti sparsi in tutto il Paese. I costi di produzione sono molto bassi, inferiori a quelli per l'acquisto e l'importazione di modelli stranieri. E' un vero e proprio sistema di start up della difesa, 250 secondo le stime di “Sky News”. Sorgono dal nulla, spesso in mezzo alla campagna. Sembrano officine rurali. L'apertura di un capannone di questo genere costa l'equivalente di 35mila dollari, spiega l'imprenditore Andrii Denysenko. Nella sua impresa, la UkrPrototyp, si riesce a sfornare in soli quattro giorni un mezzo da terra autonomo Odyssey, che pesa 800 chili e che può viaggiare per 30 chilometri in autonomia, con una batteria grande quanto un mini-frigorifero da camping.
Gli Usa piazzeranno in Germania nuovi missili a lunga gittata Sm-6 e Tomahawk e vettori ipersonici che sono in via di sviluppo. Gli Sm-6 hanno una gittata di 460 chilometri e i Tomahawk di 2500. Il cammino dell'Ucraina verso la Nato è "irreversibile", ma per ora non è stata messa nero su bianco nessuna data. Sono i punti cruciali del vertice della Nato che si è tenuto a Washington nel settantacinquesimo anniversario dell'Alleanza Atlantica. Il vice ministro degli Esteri di Mosca Sergey Ryabkov ha dichiarato che "nessuno in Occidente dovrebbe avere dubbi sulla determinazione" della Russia a rispondere a quel possibile schieramento e ha bollato il summit Nato come "un vertice della vergogna".
I nuovi sistemi di difesa antiaerea Patriot e Samp -T chiesti da Volodymyr Zelensky stanno finalmente arrivando assieme agli F16 messi a disposizione dall'Olanda e dalla Danimarca. Secondo fonti della Nato, l'invio dei caccia sarebbe tormentato da ritardi, problemi sui pezzi di ricambio e dalla barriera linguistica tra piloti ucraini e addestratori stranieri. E si teme inoltre che l'Ucraina non abbia abbastanza piste e che quelle disponibili siano troppo vulnerabili agli attacchi russi. Il risultato è che Kiev potrebbe essere in grado di schierare uno squadrone di F-16 da 15 a 24 jet: ben al di sotto dei 300 richiesti. Entro quest'estate potrebbero arrivarne appena 6.
L'Italia ha fornito una seconda batteria Samp - T sviluppata assieme alla Francia. Kiev riceverà anche Patriot e componenti per operarli da Stati Uniti, Germania, Romania, Olanda. Gli Usa hanno poi fatto sapere che una batteria a cortissimo raggio data in supporto alla brigata americana di Vicenza verrà impiegata "a supporto dell'eventuale proiezione delle forze Usa". L'ucraina riceverà 40 miliardi di euro all'anno. Un comando guidato da un generale a tre stelle e circa 700 effettivi che lavoreranno presso il quartier generale della Nato in Germania e negli hub nella parte orientale del paese.
L'8 luglio 2024 un missile russo da crociera Kh-101 ha sventrato l’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev, il più importante dell’Ucraina. Due persone sono morte e 16 ferite. Sette sono bambini. Il bilancio finale delle vittime della giornata fatto dal giornale “Kiyv Independent” è di 41 vittime e circa 150 feriti in un attacco aereo che ha preso di mira la capitale, 27 vittime, Kryvy Rih, la città di origine del presidente Volodymyr Zelensky nella quale hanno perso la vita 10 persone, Dnipro, 1 civile ucciso, Sloviansk, Pokrovsk, tre morti e tre feriti, e Kramatorsk. Tre bambini, secondo Zelensky, hanno perso la vita. In un secondo attacco su Kiev i detriti di un missile hanno danneggiato un ospedale per la maternità. Secondo il Servizio di emergenza statale citato dal “Kiyv Independent” sono stati danneggiati “50 siti civili, tra i quali edifici residenziali, un centro commerciale e due strutture mediche".
Le immagini più sconvolgenti sono quelle arrivate dall’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev infermieri insanguinati, madri che scappano con i figli in braccio, bambini sottoposti a chemioterapia assistiti sul ciglio della strada. Mosca ha reagito all’indignazione internazionale sostenendo, senza fornire prove, che “L'attacco combinato è stato sferrato con armi di precisione a lungo raggio contro siti militari-industriali e basi aeree ucraine” e che il danno alla struttura pediatrica “è stato causato da un missile di difesa aerea ucraino”.
Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'intenzione di riprendere la produzione dei vettori a corto e medio raggio in risposta ad analoghe iniziative degli Usa, che fin dal 2019 si sono ritirati dal trattato Inf, (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) siglato a Washington l'8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e da Michail Gorbačëv, a seguito del vertice di Reykjavík (11-12 ottobre 1986) tenutosi tra i due Capi di Stato di Stati Uniti d'America e Unione Sovietica. “Apparentemente abbiamo la necessità di cominciare la produzione di questi sistemi d'arma e poi, sulla base della situazione reale, prendere decisioni su dove schierarli, se è necessario per garantire la nostra sicurezza”, ha detto Putin in una riunione del Consiglio di Sicurezza, dopo che il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, e quello della Difesa, Andrei Belousov, avevano esposto la situazione nelle loro relazioni. Fu Donald Trump, cinque anni fa, a decidere di abbandonare il trattato Inf, citando tra l'altro presunte violazioni da parte di Mosca, che aveva negato. Trump aveva motivato la decisione anche con la necessità di contrastare il possibile schieramento di missili nel Pacifico, incluso il Mar Cinese Meridionale, da parte di Pechino, che non era firmataria dell'intesa. Mosca aveva detto che non avrebbe comunque dispiegato tali vettori se gli Usa non lo avessero fatto per primi. Ma lo scorso aprile il generale Charles Flynn, comandante delle forze americane nel Pacifico, ha annunciato che Washington intendeva schierare tali vettori in questa regione entro la fine dell'anno come deterrenza contro la Cina. “Non discuterò quale sistema e non dirò dove e quando - aveva detto Flynn in un'intervista al quotidiano giapponese “Asahi Shinbun”. Posso solo affermare che ci sarà un sistema di precisione a lungo raggio dislocato nell'area in cui ci troviamo”.
Secondo la Russia, il dispiegamento di missili americani nella regione Asia-Pacifico potrebbe minacciare anche il suo territorio. Il 30 maggio Lavrov ha affermato che Mosca non esclude nemmeno “ulteriori passi nel campo della deterrenza nucleare, perché i missili americani con basi avanzate saranno in grado di coprire i posti di comando e le posizioni delle forze nucleari” russe. Ma ora, ha detto Putin nella riunione del Consiglio di Sicurezza, “si è saputo che gli Usa hanno già portato questi sistemi missilistici per esercitazioni in Europa, in Danimarca”. Quanto al dispiegamento nella regione Asia-Pacifico, il presidente ha detto che il Paese prescelto dagli Stati Uniti sono le Filippine. Il trattato Inf aveva messo al bando tutti i missili balistici e da crociera americani e russi lanciati da terra, sia nucleari sia convenzionali, con un raggio dai 500 ai 5.500 chilometri. Nell'intesa non rientravano invece In dotazione di aerei o di natanti. Entro il 1991 Mosca e Washington avevano eliminato quasi 2.700 di questi vettori.
Una persona è stata uccisa e altre nove, tra le quali un bambino, sono rimaste ferite il 30 giugno 2024 in un attacco contro un ufficio postale a Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina. Il capo dell'amministrazione regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov, ha detto che tra i feriti c'è anche un bambino di otto mesi. “Un uomo, un impiegato delle poste, è stato ucciso”, ha precisato su Telegram. Sempre il 30 giugno, intorno alle 19 e 30, i russi hanno lanciato un altro attacco missilistico su Kiev capitale. Secondo i dati preliminari dell'Aeronautica Militare Mosca probabilmente ha utilizzato missili da crociera che hanno attraversato la regione di Chernihiv e si sono diretti a Kiev dalla direzione nordest. Lo scrive su Telegram l'amministrazione militare della città. “Nel distretto di Obolon è stata registrata la caduta di detriti” e “un edificio residenziale di 14 piani è stato danneggiato: secondo i dati in corso di verifica, alcune strutture dell'edificio su più piani sono state distrutte parzialmente e i balconi dell'edificio hanno preso fuoco. I dati sulle vittime non sono ancora disponibili”.Le truppe russe hanno attaccato la città di Vilniansk nell'oblast di Zaporizhzhia il 29 giugno, uccidendo sette persone, tra cui tre bambini, e ferendone 36.
Quattro civili russi morti, fra i quali due bambini, domenica 23 giugno su una spiaggia di Sebastopoli nella Crimea occupata da Mosca nel 2014. Un missile russo di nuova concezione S – 500 avrebbe colpito un Atacms fornito dagli Usa all’Ucraina e i rottami si sarebbero abbattuti sui bagnanti. Il 26 giugno il ministro della difesa russo Andrej Belousov si è sentito per la prima volta dopo più di un anno con il pari grado americano Lloyd Austin circa “il rischio di un’ulteriore escalation a causa della fornitura di armi alle forze ucraine”. Questa è la versione di Mosca. Per Pat Ryder, il portavoce del Pentagono, i due hanno concordato di “tenere aperte le linee di comunicazione”. Era dal marzo 2023 che il segretario alla Difesa Usa non parlava con il suo omologo di Mosca. All’epoca era Serghei Shoigu, di recente destituito dal presidente russo Vladimir Putin.
Nell'ultimo anno gli Usa hanno fornito a Kiev molte rampe di lancio che possono essere utilizzate anche per i missili Atacms, ordigni che possono colpire obiettivi anche a 300 chilometri di distanza. E proprio questi ultimi vettori, secondo Mosca, sono stati utilizzati domenica per un bombardamento sulla Crimea. Il portale ucraino “Kyiv Post”, che cita fonti militari, non dubita che i comandi di Kiev abbiano ordinato di sparare diversi Atacms per colpire rampe missilistiche russe e altre basi sulla costa meridionale della Crimea. In particolare, sarebbero state colpite basi e postazioni radar nel villaggio di Vitino. Lì sorgeva una centrale di monitoraggio costruita dall’Urss nel 1958 per intercettare i satelliti e i missili balistici.
A fine maggio 2024 il presidente statunitense Joe Biden aveva autorizzato Kiev a usare i missili americani solo per colpire le rampe dei vettori russi a pochi chilometri dal confine nella zona di Kharkiv. Poi il Pentagono avrebbe acceso il semaforo verde per tutti i siti russi che sparano sull’Ucraina entro cento chilometri dalla linea di demarcazione fra i due Paesi, escludendo però gli Atacms. Ma la Crimea invasa dai russi e poi annessa nel 2014 per Washington è ancora un territorio ucraino e quindi può essere colpita con gli Atacms.
I caccia F-16 sono arrivati in Ucraina. Belgio, Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia si sono impegnati a fornire all'Ucraina circa ottanta F-16. I primi jet sono in dirittura d'arrivo da Copenaghen (le consegne saranno scaglionate per ragioni operative nell'arco di anni). Kiev ha comunicato di aver abbattuto il caccia russo dalla tecnologia più avanzata, il Sukhoi Su-57, arma potente e fondamentale nell'offensiva di Mosca in Ucraina. E' la prima volta dall'inizio della guerra. Un episodio che sembra confermare l'andamento delle operazioni militari ucraine con attacchi che vanno sempre più in profondità in Russia dopo lo sciame di droni che nei giorni scorsi Kiev è riuscita a spingere fino in Ossezia del Nord.
Secondo fonti russe le forze di Kiev avrebbero effettuato il primo attacco contro la Federazione con missili americani dopo l'autorizzazione concessa ufficialmente da Washington. L'obiettivo era un sistema di difesa antiaerea nella regione frontaliera di Belgorod. La notizia arriva nel giorno nel quale Mosca ha ammonito gli Stati Uniti a non commettere errori "fatali" in Ucraina. Secondo il canale Telegram russo di esperti militari Dva Majora, che conta oltre 700.000 iscritti, missili Himars americani si sono abbattuti su una postazione che dispiegava razzi S-300 e S-400. La stessa fonte ha aggiunto che non si registrano vittime tra i soldati di Mosca. Il canale ha postato anche alcune fotografie nelle quali si vedono mezzi militari in fiamme e una colonna di fumo alzarsi nel cielo. "Astra", un altro canale russo, ha scritto che l'attacco ha danneggiato una base per le truppe e un'area di stoccaggio di armi pesanti nel distretto di Korochanskiy, sempre nella regione di Belgorod. Notizie non confermate dalle autorità di Mosca, né da quelle di Kiev. In precedenza Vyacheslav Gladkov, il governatore di Belgorod, aveva detto che ieri una persona era morta e altre tre erano rimaste ferite nell'esplosione di un deposito di munizioni proprio nel distretto di Korochansky, ma non aveva precisato le cause.
Analisti del settore hanno sottolineato che uno dei radar presi di mira, nella regione di Orenburg, si trova molto lontano dall'Ucraina, ai confini sud-orientali del territorio russo europeo, e serve tra l'altro a prevenire possibili minacce dalla Cina. Il responsabile della Farnesina Antonio Tajani nei giorni scorsi ha aperto alla possibilità di mandare un secondo sistema Samp-T in difesa del Paese aggredito.
Kiev sta impiegando armi di lungo raggio di produzione nazionale o acquistate all’estero. Il 24 maggio 2024 un nugolo di droni ha crivellato l’enorme antenna radar di Armavir nella regione di Krasnodar, uno dei caposaldi della rete di allarme che avvisa i russi dell’arrivo di missili a Mosca. E’ un impianto avanzatissimo che tiene d’occhio le traiettorie dal Medio Oriente e dal Mediterraneo orientale. Oleksandr Syrsky, il ministro responsabile delle forze armate di Kiev, su Telegram ha annunciato che i primi istruttori militari francesi arriveranno "presto" in Ucraina. "Il Ministero della Difesa, - ha precisato poi su “X” - insieme allo Stato Maggiore Generale, ha avviato il lavoro interno sui documenti rilevanti su questo tema al fine di non perdere tempo nel coordinare le questioni burocratiche quando verrà presa la decisione appropriata".
Tre persone sono morte e sei sono state ferite nella provincia di Mykolaiv che confina con quella di Odessa. Secondo il Servizio statale per le emergenze missili russi hanno colpito una zona di 300 metri quadrati nella quale c’erano un bar, un'officina e un impianto per il lavaggio di auto. A nord, riferisce la “Ukrainska Pravda”, continua l’offensiva nella provincia di Kharkiv. Sono stati attaccati i distretti di Kholodnohirskyi e Shevchenkivskyi. Hanno subito danni due aziende che producevano dolciumi e macchine agricole.
Su Kholodnohirskyi sono state lanciate le cosiddette bombe plananti, in sigla “UMPB D- 30”, ordigni che possono essere sganciati dai jet di Mosca senza uscire dallo spazio aereo della Federazione russa. Una donna di 46 anni ha perso la vita.Il 28 maggio i caccia F – 16 saranno al centro dell’incontro fra il primo ministro belga Alexander De Croo e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj. Discuteranno, tra l'altro, del sostegno militare all'Ucraina e firmeranno anche un accordo bilaterale sulla sicurezza. "Tradotto in modo approssimativo: quali garanzie di sicurezza offre il nostro Paese all'Ucraina?", ha detto De Croo il 27 maggio nel corso del programma televisivo "De Verkiezingstafel" su Play4.
Prima una tipografia di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, sette morti il 23 maggio 2024. Poi un affollato supermercato edilizio, l’Epicentr, colpito con due bombe plananti che hanno provocato un grande incendio il 25 maggio, 16 vittime, fra le quali una ragazzina di 12 anni e la madre. Infine un terzo raid nel centro della città, 25 feriti. Fra questi secondo la Procura regionale c’è un ragazzo di 14 anni. Nelle prime ore del 10 maggio, la Russia aveva dato il via a una nuova offensiva nella provincia di Kharkiv, lanciando all ‘attacco trentamila soldati. Secondo Zelenskyj, le forze di Mosca erano riuscite ad avanzare nella regione fino a dieci chilometri, ma erano state fermate dalla prima linea di difesa. Le autorità locali ucraine hanno anche segnalato casi di esecuzione di civili perpetrate dai soldati russi.
La resistenza ucraina è in affanno di fronte alla nuova offensiva russa nel nord della regione di Kharkiv. Lo confermano le stesse forze di Kiev: "La situazione si è sostanzialmente aggravata", ha ammesso il comandante delle forze armate Alexander Syrsky, "ma la difesa sta mantenendo le posizioni". Di tutt'altro parere è il ministero della Difesa russo che rivendica la conquista di altri quattro villaggi ucraini - Gatische, Krasnoye, Morokhovets e Oleinkovo - dopo quelli dei giorni scorsi. Le forze ucraine hanno reagito colpendo senza sosta la regione russa di Belgorod, nella quale secondo le autorità di Mosca frammenti di un missile ucraino "fornito dalla Nato" si sono abbattuti su un palazzo di 10 piani nell'omonimo capoluogo provocandone il crollo. Nove persone sono morte. I feriti sono 20. Due sono bambini.
Kiev avrebbe già cominciato a usare i missili balistici statunitensi Atacams. Il ministero della difesa della Federazione russa sul suo canale Telegram ha pubblicato la notizia che quattro Atacams sono stati abbattuti in Crimea. Grant Shapps, il ministro della difesa del Regno Unito, ha rivelato che il suo Paese, la Francia e l’Italia hanno fornito agli ucraini anche i missili Storm Shadow che sono in grado di colpire un obiettivo anche a 250 chilometri dal punto di lancio, ossia all’interno del territorio russo.
Diciassette morti a Chernihiv e sessanta feriti il 23 aprile 2024. La città dell’Ucraina è stata colpita da tre missili Iskander russi. "Questa mattina in Ucraina – ha detto il presidente Volodymyr Zelenski partecipando in videoconferenza al vertice dell’Unione Europea - i russi hanno colpito Chernihiv. Missili da crociera contro edifici civili. C'erano persone sotto le macerie. I morti sono 17, più di 60 sono rimaste ferite
Gli aerei di Mosca hanno cominciato a sganciare anche bombe Kab, più di mille nel solo mese di marzo 2025, 3500 in tutto il 2024, 16 volte la quantità usata nel 2023. Le Kab sono munite di un paio di pinne che consentono loro di planare nell’aria per decine di chilometri senza perdere di vista il bersaglio finale e quindi possono essere lanciate anche all’esterno dello spazio aereo ucraino. Le loro testate da 250 o da 500 chili fanno crollare un palazzo intero. La città nell’occhio del ciclone ora è Kharkiv, ad appena trenta chilometri dal confine con la Russia. Ogni notte viene colpita con bombe Kab e con droni progettati in Iran.
Kiev ha colpito un'altra nave russa nel Mar Nero. Il bilancio dell'attacco al pattugliatore russo 'Sergey Kotov' è di almeno 7 morti e diversi feriti, ha annunciato il portavoce delle forze navali ucraine, Dmytro Pletenchuk. L'attacco è stato compiuto con droni marini Magura V5 . Quest'anno l'Ucraina produrrà due milioni di droni, ha annunciato la vice ministra per le Industrie strategiche, Hanna Gvozdyar.
