Ma qualche drone per salvare i profughi in mare?
Si può mettere in campo un grande numero di mezzi e soldati per salvare, giustamente, la vita di un uomo braccato. Si lanciano migliaia di droni per individuare, spiare, uccidere. Viene da domandarsi perché non si lancia nulla per individuare e salvare vite che fanno naufragio nel mare, come gli 80 morti nel Mediterraneo a Pasqua, vite che fuggono dalle guerre, vite braccate, ma in fondo considerate brutalmente residuali. Papa Francesco riferendosi a chi prospera sulla vendita delle armi parlava di signori delle tenebre. Leone XIV è stato altrettanto chiaro. Nei giorni della Settimana Santa e a Pasqua l'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha provato a individuare chi si muove nelle tenebre per trarne guadagno e ha detto parole che potremmo definire "geolocalizzabili" e che vanno riproposte: "Nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, in cui sembra davvero difficile coltivare la speranza nel futuro... possiamo diventare capaci di vedere in profondità i drammi della nostra storia, ma anche le possibili soluzioni. Un piano di reindustrializzazione della nostra regione Toscana che immagini di trasformare la produzione delle nostre imprese investendo sul settore della difesa, significa imboccare un vicolo cieco, che non porterà mai a un vero progresso. Uno sviluppo solidale e sostenibile, rispettoso dell’ambiente e della tutela dei lavoratori, non è un’utopia, anche se richiede coraggio e creatività".
