CiBo

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di CiBo

Prosit. La Babele della qualità

di MARCO NANNETTI

HA SCOPERTO l’acqua calda il produttore di vini della California che ha portato alla conoscenza internazionale un’indagine durata ben sei anni nell’ambito della quale ha fatto assaggiare i propri vini a diversi esperti enologi ottenendo risultati inaspettati. Infatti allo stesso vino, ma imbottigliato con etichette diverse, sono state attribuite valutazioni opposte e da qui ha tratto la conclusione che i premi assegnati ai vini sono frutto del caso o di fattori non qualitativi. Dunque, qual è la novità arrivata dalla California? Nessuna. L’esame sensoriale (vista, olfatto, gusto) è molto complesso e serve non tanto per capire se un vino è più o meno difettoso, questo è abbastanza chiaro a tutti. La difficoltà nasce quando questo strumento viene utilizzato per stilare classifiche e dare un metro di riferimento.

COME si fa ad affermare oggettivamente che un vino è migliore di un altro? La comparazione è possibile solamente dopo aver maturato tanta esperienza e competenza, con la degustazione di tantissimi vini di cui si devono memorizzare le caratteristiche e garantisco che è difficilissimo riuscire a discernere la qualità assoluta. Per di più le guide, premiando con lo stesso metro di giudizio un Lambrusco di Sorbara e un Barolo, non aiutano. Sarebbe come riconoscere alla Panda e alla Ferrari lo stesso premio perché hanno entrambe quattro ruote. Prosit

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