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Viaggio in Sicilia: la riscossa del pesce azzurro

di MAURO BASSINI

PUÒ SEMBRARE strano, ma a volte i profumi e la freschezza dei migliori piatti di pesce siciliani arrivano fino a Bologna. A Francesco Di Natale, siracusano di forte carattere e di poche parole, questo gioco di prestigio riesce da anni, fin dai tempi di Fantoni, Maro, Pane e panelle, o della trattoria di via Alessandrini, tanto per citare solo alcune delle sue peregrinazioni di ristoratore inquieto. Il suo menù, stabile nei fondamentali, è soprattutto una memorabile riscossa del cosiddetto pesce povero: alici marinate e fritte, sarde alla beccafico o in cotolettine, pasta conle sarde, oppure con tonno fresco o con delicate seppioline. I sapori sono sempre netti, semplici e intensi. Niente fronzoli e trucchi, niente fusioni che quasi sempre si rivelano confusioni. Origano, zafferano, mentuccia e altri aromi compaiono con gusto e misura. Se questa cucina fosse prosa (scusate il delirio) ricorderebbe un altro siciliano, Leonardo Sciascia: essenziale e potente. Il piccolo ristorante di viaMascarella sta stretto all’abilità del cuoco. Tavoli e arredi senza pretese, una quarantina di coperti in tutto, un servizio preciso che non si può certo definire affabile, una carta dei vini discreta e nulla più, un conto che non è povero come il pesce.

LA SENSAZIONEè che Francesco abbia poco tempo per le chiacchiere con i clienti in sala, che in cucina deleghi poco o nulla, che faccia il cross e poi vada a colpire di testa, per dirla in termini da stadio. Il risultato a volte si fa attendere qualche minuto di troppo, ma non delude mai. Le linguine con spatola e zucchine sono un sorprendente esempio di quanto possa essere delicato e appetitoso il pesce azzurro. Nei secondi, forse un po’ meno intriganti, la qualità non cambia. Buoni i filetti di triglia, o l’orata di mare cotta su una discreta griglia. Tutto è più digeribile di quel che sembra. Si può chiudere alla siciliana con una morbida cassata, magari accompagnata da un marsala classi- co. È un vino di gran nerbo e lontano dalle mode. Un po’ come questo ristorante. bassinimauro@gmail.co

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