Emicrania, mal di testa invalidante: nel 47% dei casi niente diagnosi
L’emicrania cronica, il mal di testa che perseguita in maniera ostinata, 15 giorni anche più al mese, anche per due o tre mesi di seguito, può generare ansia, tensione, nausea, vomito, disturbi visivi, sensibilità alla luce e ai suoni. L’emicrania rovina i rapporti in famiglia, compromette le amicizie e il lavoro. Quasi la metà di chi ne soffre (48%) dichiara di sentirsi invalidato dalla malattia, un terzo (33%) di non sentirsi pienamente in grado di occuparsi dei figli e oltre un terzo (37%) di trascorrere con i figli meno tempo di qualità di quanto vorrebbe. E in quasi la metà dei casi (47%) non viene diagnosticata.
Emerge questo e altro dai risultati di una recente indagine pilota condotta in collaborazione con European Migraine and Headache Alliance (EMHA) e annunciata da Allergan. “Chi convive con l’emicrania cronica vive una vita a metà“ - scrive in un comunicato Elena Ruiz de la Torre, direttore esecutivo EMHA “A parte l’ovvio dolore che si prova quando si ha un attacco, queste persone fanno i conti con altri aspetti stressanti della malattia, come ad esempio non potersi prendere cura dei loro cari e rendere meno al lavoro. Se poi aggiungiamo la vergogna che provano e lo stigma di cui sono oggetto da parte di amici, colleghi e della popolazione in genere, si comprende veramente l’urgenza di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia e l’importanza di affrontare pubblicamente queste questioni”. Cristina Tassorelli, ordinario di Neurologia all’Università di Pavia, Direttore Headache Science Centre della Fondazione Mondino, afferma da parte sua che l’indagine “evidenzia l’urgenza di una maggiore consapevolezza su cosa sia davvero l’emicrania, una sua miglior gestione, gettando inoltre luce sulle ripercussioni gravi, e largamente incomprese, che la patologia ha per chi ne soffre e per i loro familiari“.
Alessandro Malpelo
QN Quotidiano Nazionale
Salute
