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Azalea della Ricerca AIRC contro i tumori femminili

I volontari della Fondazione AIRC sono in piazza oggi con l'Azalea della Ricerca, fiore emblematico scelto per promuovere la salute femminile, nel giorno della Festa della Mamma, al fine di raccogliere fondi a sostegno della ricerca sul tumore al seno e agli organi della sfera riproduttiva. Volti simbolo dell'evento sono, quest'anno, Carlotta Giorgi, ricercatrice presso l’Università di Ferrara, mamma di cinque figli, insieme a lei Francesca, mamma di due figli, alla quale quattro anni fa è stato diagnosticato un carcinoma al seno, e che oggi con la sua testimonianza sottolinea i progressi della ricerca. Da segnalare inoltre, tra gli altri, il videomessaggio di Maddalena Corvaglia  sempre per l’Azalea della Ricerca.

Il tumore della mammella, il cancro al seno, è l'inconveniente più diffuso, con oltre 50mila nuove diagnosi ogni anno: di fatto affligge una donna su otto. È però anche il tumore per il quale, negli ultimi due decenni, la ricerca in chirurgia e oncologia, grazie anche alla prevenzione, ha riportato  i maggiori successi. Ci sono però ancora tante donne che aspettano, con ansia, notizie di ulteriori passi avanti della medicina per alcune delle forme più aggressive, ad esempio il tumore del seno cosiddetto triplo negativo, che colpisce soprattutto nelle giovani, e il carcinoma mammario metastatico. Circa il 5-7% dei tumori al seno riconosce una base ereditaria, ovvero causata da geni mutati che sono stati tramandati di generazione in generazione. Un quarto dei casi di tumore al seno ereditario è caratterizzato dalla presenza di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2.

Nel campo dei tumori ginecologici abbiamo tante altre forme morbose, a livello dell'utero in particolare i tumori dell'endometrio e della cervice uterina (collo dell'utero). Più complessa la situazione per il tumore dell'ovaio che, relativamente raro, risulta difficile da individuare precocemente: potrebbe essere sospettato dal medico di medicina generale e dal ginecologo, ma spesso esordisce dopo la menopausa, quando i controlli in ambulatorio con l'ecografia transvaginale sono meno frequenti. Inoltre il tumore ovarico spesso presenta un elevato tasso di recidiva e di resistenza ai farmaci.

Per superare questi inconvenienti i ricercatori AIRC stanno sperimentando nuove combinazioni per ridurre la resistenza ai farmaci. Inoltre stanno focalizzando la loro attenzione anche sull'immunoterapia, in modo da individuare risposte capaci di stimolare le risposte immunitarie delle pazienti. Un messaggio di speranza da sostenere, con Fondazione AIRC, non solo oggi ma anche domani e dopodomani.

Alessandro Malpelo

QN Quotidiano Nazionale

Salute Benessere

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