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Psicosi in adolescenza, un problema da affrontare con gli strumenti giusti

L'adolescenza è un delicatissimo periodo di passaggio dall'infanzia alla vita adulta caratterizzato da cambiamenti fisici, emotivi, sociali, intellettuali e comportamentali, un periodo di crescita che tutti vorrebbero spensierato, ma che può essere oscurato da disturbi mentali, in primis le psicosi. Queste ombre, che possono manifestarsi con sintomi quali allucinazioni, delirio e disordini cognitivi, richiedono un'attenzione particolare e un intervento tempestivo. È cruciale che i genitori e gli operatori sanitari comprendano la gravità di queste condizioni e si attivino per fornire supporto e trattamento adeguati fin dai primi segnali di malessere.

Tra le psicosi, la schizofrenia rappresenta una delle forme più impegnative da affrontare. Con un esordio che solitamente avviene tra la tarda adolescenza e i vent'anni, questa malattia colpisce, secondo le stime, circa 24 milioni di persone nel mondo, una persona su 300. La diagnosi di schizofrenia è un’esperienza traumatica per chi la vive, e per i familiari: che futuro abbiamo davanti? Come supportare un percorso di cura che può essere lungo e complesso?

La schizofrenia è una malattia mentale cronica, invalidante e progressiva, che si manifesta attraverso una varietà di sintomi critici. Le crisi possono alternarsi a fasi di relativa stabilità, ma la condizione complessiva è caratterizzata da un elevato grado di disagio, con compromissione delle relazioni personali, familiari e sociali, si perdono per strada tante opportunità educative e lavorative. Nonostante i progressi nella comprensione della malattia, le cause esatte della schizofrenia rimangono per ora, in gran parte, sconosciute. Gli studiosi hanno ipotizzato che fattori genetici, biologici e ambientali possano interagire in modi complessi, alterando l'equilibrio delicato dei neurotrasmettitori nel cervello, come la dopamina e la serotonina.

Recentemente, Otsuka Pharmaceutical e Lundbeck hanno ottenuto l'approvazione della Commissione Europea per il brexpiprazolo, un antipsicotico atipico, per il trattamento della schizofrenia negli adolescenti a partire dai 13 anni di età. Questo rappresenta un passaggio significativo nel trattamento della schizofrenia insorta così precocemente, poiché la prognosi in questi pazienti giovanissimi è spesso meno favorevole rispetto a quella degli adulti, con sintomi che tendono a peggiorare e cronicizzare.

Il brexpiprazolo era stato approvato per il trattamento della schizofrenia negli adulti nel 2018 e la recente estensione agli adolescenti è sostenuta da uno studio randomizzato, controllato con placebo, che ha riguardato 316 casi clinici. I risultati hanno mostrato che il farmaco, a dosaggi di 2-4 mg al giorno, è stato associato a una significativa riduzione della gravità dei sintomi, come misurato dalla Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS), rispetto al placebo. Inoltre, il profilo di sicurezza del brexpiprazolo è risultato generalmente buono, simile a quello osservato nei pazienti adulti.

Meccanismi d'azione: Serotonina e Noradrenalina
Ma come funziona esattamente il brexpiprazolo? Questo farmaco agisce attraverso una modulazione complessa dei sistemi della serotonina e della dopamina. Si comporta da agonista parziale nei recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5-HT1A, mentre esercita un'azione antagonista sui recettori serotoninergici 5-HT2A. Questa azione combinata contribuisce a normalizzare l'attività di questi neurotrasmettitori, che giocano un ruolo cruciale nella regolazione dell'umore e del comportamento. Inoltre, brexpiprazolo mostra un'attività antagonista nei recettori noradrenergici α1B/2C, il che suggerisce un ulteriore meccanismo d'azione che potrebbe contribuire ai suoi effetti terapeutici.

Meno ombre nel nostro futuro.
“L'annuncio che abbiamo dato ha un significato speciale per i giovani pazienti, i caregiver e le famiglie che affrontano le complessità della schizofrenia”, ha dichiarato Johan Luthman, EVP e Head of Research & Development di Lundbeck. Con l'approvazione del brexpiprazolo si offre un'alternativa terapeutica preziosa, in grado di migliorare la qualità della vita di molti adolescenti colpiti da questa malattia.

Andy Hodge, Ceo di Otsuka Pharmaceutical Europe, ha dichiarato di aver accolto con favore la decisione della Commissione Europea di estendere l'indicazione di brexpiprazolo agli adolescenti di età pari o superiore ai 13 anni, offrendo così ai giovani in Europa un'ulteriore opzione terapeutica di cui c'era bisogno.

La schizofrenia non è solo una “brutta parola” che vorremmo togliere dal vocabolario, è un assillo quotidiano che affligge chi ne soffre, e nondimeno i familiari. È opportuno che la società e le istituzioni riconoscano l'esistenza di queste problematiche, occorre impegnarsi attivamente a fornire risorse, supporto e trattamenti adeguati. Investire nella salute mentale dei giovani è un necessario per un futuro più inclusivo.

 

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