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Polmonite e setticemie negli anziani, da Aifa semaforo verde al vaccino anti-pneumococco di MSD

Negli ultimi anni, le politiche di prevenzione delle malattie infettive hanno segnato importanti progressi grazie allo sviluppo di nuovi vaccini e alle campagne di immunizzazione rivolta alla popolazione a rischio. Tra le novità si segnala l’approvazione in Italia del vaccino V116, il primo coniugato 21-valente specificamente progettato per la popolazione adulta e anziana, una barriera contro le forme invasive di infezioni da Streptococcus pneumoniae. La decisione, sancita dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), apre interessanti prospettive di tutela della salute pubblica. Vediamo in sintesi.

  • Contesto e approvazione – I progressi nella lotta alla polmonite da pneumococco, l'importanza del via libera a V116 di MSD.
  • Impatto epidemiologico – Analisi dei dati scientifici, copertura vaccinale e protezione aggiuntiva rispetto ai vaccini esistenti.
  • Benefici della vaccinazione – Le opinioni degli esperti, le campagne di sensibilizzazione, il ruolo delle istituzioni.

 

Il vaccino denominato V116 si distingue per la copertura di 21 sierotipi di Streptococcus pneumoniae, tra cui otto che sono assenti in altre formulazioni già disponibili sul mercato. Questa innovazione, come abbiamo avuto modo di scrivere anche in passato >>link<<, deriva da un’attenta analisi epidemiologica e clinica, supportata dai risultati dello studio di fase III denominato STRIDE, che ha dimostrato efficacia e sicurezza del prodotto, che ha una sua specificità, in particolare, verso gli anziani e le persone con patologie croniche o immunodeficienze. Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, ha sottolineato: “L’approvazione di V116 introduce un’opzione specificamente pensata per la popolazione adulta. Mi auguro che i servizi sanitari regionali rendano disponibile questo vaccino il prima possibile, una scelta che contribuirà a ridurre l’incidenza di infezioni gravi e ospedalizzazioni”. Secondo i dati epidemiologici, le polmoniti e le infezioni invasive causate da Streptococcus pneumoniae sono tra le principali cause di ricovero con prognosi infausta, e colpiscono in modo particolare la fascia di età sopra i 50 anni, con un impatto sociale ed economico rilevante.

Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e presidente dell’Associazione Pneumologi Ospedalieri, condivide il giudizio positivo: “Questa innovazione permette di rivedere il paradigma della protezione grazie a una formulazione mirata, basata sui dati epidemiologici più recenti. La possibilità di una somministrazione in dose singola rende il vaccino particolarmente adatto per le campagne di massa, migliorando l’adesione dei soggetti interessati. I documenti internazionali di riferimento, come ad esempio il GOLD per la broncopneumopatia cronica ostruttiva, da tempo consigliano questa strategia vaccinale, assieme al trattamento farmacologico giornaliero”.

L'avvento del vaccino V116, tecnicamente denominato CAPVAXIVE, si inserisce in un quadro di politiche sanitarie regolato dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), che prevede la gratuità della vaccinazione contro lo pneumococco per gli over 65 e per tutti gli adulti con patologie croniche o immunodeficienze, un impegno concreto a proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili. Silvestro Scotti, Segretario Generale della FIMMG, ha sottolineato: “Le polmoniti e le malattie da pneumococco hanno un impatto considerevole sulla popolazione adulta, lo sappiamo bene noi medici di medicina generale, che interagiamo quotidianamente con i nostri assistiti. Le coperture vaccinali sono ancora lontane dagli obiettivi stabiliti, ma con un vaccino in dose singola e a lunga durata come V116, possiamo aumentare significativamente l’adesione. I medici di famiglia sono pronti a fare la loro parte”.

Sotto il profilo economico, gli studi di Health Technology Assessment stimano che l’introduzione di V116 potrebbe prevenire oltre 11.000 casi di malattia pneumococcica e generare un risparmio di circa 56 milioni di euro tra costi sanitari diretti e indiretti. Dunque un investimento strategico per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale, riducendo il carico di ospedalizzazioni e trattamenti intensivi. “Proteggere la popolazione adulta e anziana con strumenti di prevenzione mirati - ha scritto Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Pisa - è la strategia più efficace per tutelare la salute delle persone e garantire in futuro la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Ricordo che la vaccinazione anti-pneumococcica negli adulti è gratuita nella corte dei nati del 1960 in poi, e per gli over 18 con comorbidità. Raggiungere coperture vaccinali adeguate in queste fasce di popolazione rappresenta una priorità, in grado di ridurre il carico di malattia e migliorare la qualità della vita degli individui più vulnerabili”. La collaborazione tra settore pubblico e industria farmaceutica sarà fondamentale per garantire una profilassi adeguata. La distribuzione capillare nelle strutture sanitarie regionali e presso i medici di famiglia, aggiungiamo noi, sarà dunque cruciale per raggiungere gli obiettivi di copertura e protezione.

“L’approvazione da parte di Aifa del nuovo vaccino coniugato anti-pneumococcico 21-valente – ha concluso Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata MSD Italia – rende finalmente disponibile in Italia uno strumento specifico per la prevenzione delle patologie da pneumococco negli adulti e negli anziani. Da subito lavoreremo insieme alle autorità competenti a tutti i livelli, in modo da garantire nel più breve tempo possibile l’innovazione a chi ne ha più bisogno. Siamo orgogliosi di poter essere al fianco del Servizio Sanitario Nazionale con l’obiettivo di prevenire pericolose patologie e proteggere, finalmente, in modo personalizzato, la popolazione adulta e anziana”.

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